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May 23

Riders 62. #HD110. Il trio Numero Uno

Category: Anteprime di Riders  

NumeroUno_trioDallo speciale #110 anni di Harley-Davidson su Riders di maggio, uno scatto storico che ritrae l’essenza, la radice del marchio di Milwaukee in Italia: i tre fondatori della Numero Uno di Milano.

Da qui è partito tutto. A sinistra, c’è il grande Carlo Talamo, di cui trovate un articolo a lui dedicato con l’intervista alla moglie Liliana.

E gli altri due, li avete riconosciuti?

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May 22

Così in terra come in cielo. Ciao Gallo, primo Don Riders Man

Category: News  

Don galloE alla fine, in cielo, ci è andato lui, per davvero. Don Andrea, molto più celebre come Don Gallo, si é spento oggi a 84 anni. Una vita al fianco dei deboli. Lo avevamo voluto su Riders, in quel numero 29, dove era entrato come Riders Man in occasione della presentazione del suo libro Così in terra come in cielo, nell’intervista con Alessandro Rimassa, giornalista, scrittore, che al tempo era capo redattore di Riders. Ne uscì un bel confronto: se possedete quella copia di tre anni fa vi consigliamo di andare a rileggerla.

A noi piace ricordarlo così, come Riders Man di quel lontano e vicino aprile 2010. 

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May 22

I veri eroi della Croisette? Jackie Stewart e Muhammad Alì

Category: Cinema  

Stewart_cannesBoris Sollazzo, da Cannes, ci parla di due protagonisti assoluti del Festival 2013

Mentre il batterista dei Metallica presenta il film che uscirà a settembre negli Usa, su uno yacht pazzesco su cui cammina con calzini firmati – si tratta di una docufiction - i veri eroi al Festival di Cannes numero 66 sono altri: Jackie Stewart e Muhammad Alì.

Il pilota scozzese è ancora in gran forma e insieme al regista Frank Simon e al produttore e amico Roman Polanski in Weekend of a Champion ci fa rivivere il GP di Monaco del 1971. Proprio nella settimana in cui Alonso e Vettel si daranno battaglia nel Principato.

Noi torniamo con lui ad allora e ce lo godiamo, fin dalle libere del giovedì. Stewart ha basette da urlo e l’aspetto di un Keith Richards più in salute, la notte prima delle prove ufficiali va a un party con camerieri a torso nudo e ballerine sexy con costumi improbabili. Sua moglie Helen è bellissima, l’amico Roman è curioso e diventa la nostra porta verso la Formula 1.

Sarà anche stato sfortunatissimo nella vita Polanski, ma chi non pagherebbe per quella colazione in un albergo extralusso in cui Jackie gli spiega cos’è Montecarlo? I marciapiedi (allora non c’erano i cordoli), il tunnel, le curve più difficili. C’è amore e paura nelle parole di Jackie, come se quella pista cittadina sia un tempio sacro da rispettare e onorare per non subirne l’ira.

E non contento si mette al volante di una jeep e porta il regista su quel circuito magico, raccontandoglielo metro per metro, marcia per marcia, frenata per frenata. Gli monta pure la prima cameracar che si ricordi. Roba da infarto, di quando la Formula 1 era così rock che nella stessa sala, per la cena in onore del vincitore, incontravi Ranieri di Monaco come Ringo Starr. E poi la camera da presa spia Ken Tyrrell che spiega a Stewart la strategia, un meccanico imprudente a cui chiede una “seconda più corta”, Graham Hill che elegantemente si complimenta ma dentro brucia di rabbia acida, Fangio che innervosisce il nostro eroe. Si inumidiscono gli occhi a vedere lo sfrontato Cevert, che morirà pochi anni dopo. Come altri 56, in quel periodo.

Lo ricorda Jackie 40 anni dopo, sempre a Monaco, in una splendida chiacchierata con Polanski. Si ritirò dopo averne visto il corpo ancora incastrato nella sua Tyrrell. Irresistibile Stewart, anche quando ci racconta della sua dislessia. Campione sfrontato e uomo sensibile e fragile. In un gran film.

CassiusClayCome lo è anche Muhammad Alì, Greatest Fight. Non c’è il pugile a Cannes, fiaccato dalla malattia, ma “solo” l’opera di Frears, girata per la tv, per l’HBO per la precisione. Il racconto è quello della battaglia pacifista di Cassius Clay, ma dalla parte della Corte Suprema. Film di finzione, con immagini di repertorio clamorose in cui scopriamo che di fatto il ragazzo fu il primo inventore del rap e ci ricordiamo che tirava pugni da Dio. Il resto si svolge negli uffici della giustizia americana. E un paio di pugni ci scappano anche qua. Tutto il resto è sogno americano.

Boris Sollazzo

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May 22

Riders 62. Urban Motor… Berligeist

Category: Anteprime di Riders  

BerlingeistL’Officina di Riders 62 è Urban Motor. Ossia, lo spirito di Berlino, un garage ricavato sotto la massicciata della ferrovia della città tedesca. Qui nella foto, il meccanico Michel Schulz e il piccolo museo di serbatoi BMW anni Settanta e Ottanta. Il resto, nel servizio Berlingeist, a pagina 132.

Testo di Jam Joswig, foto di Nicolò Lanfranchi.

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May 21

Riders 62. Gli ottimisti

J_Emiliani_62La Moda su Riders di maggio, come sempre realizzata da Filippo La Bruna, è di quelle che sorridono alla vita: perchè a posare per Jacopo Emiliani non sono stati modelli professionisti ma gente comune.

Belle persone, anche se dai capelli d’argento, soprattutto  con volti che esprimono ciò di cui oggi si sente più bisogno. Allegria e, soprattutto, ottimismo!

Riders 62, pagina 98

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May 21

Baracuta & Friends. Il 26 maggio

Category: Eventi Riders  

BaRra_cuta.jpgBARRA/CUTA Domenica 26 maggio c’è la prima edizione di Baracuta & Friends. Protagonisti? Voi, le moto BMW d’annata e Baracuta G9 Jacket

Cosa si fa Moto giro di 150/200 chilometri in giornata tra Lombardia ed Emilia, attraverso i confini…

Dove ci si trova Alle 10, da Nonsolomoto a Milano (via Monte Altissimo 22), luogo culto delle BMW d’epoca, un momento per raccontarsi e confrontarsi sulle tedesche a d’annata.

Quanto costa Niente, nessun costo di iscrizione: ognuno si paga la propria benzina e il pranzo, già programmato a metà giro.

Dress Code
Per partecipare occorrono due requisiti:
1) Moto BMW airhead a 2 valvole: per capirci: serie 5/6/7 & G/S
2) Baracuta jacket Necessario perché durante la manifestazione saranno realizzati un servizio fotografico e un video con i giubbotti Baracuta come filo conduttore della giornata: per chi ne fosse sprovvisto, si possono acquistare scontati da Host Animal House a Milano, in Via Vincenzo Monti.

Info wplavori.com

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May 20

I Riders di Cannes, irresistibili e bastardi

Category: Cinema  

cannes13In diretta da Cannes, il critico cinematografico Boris Sollazzo parla del Festival di quest’anno con una visione… Riders

Ci eravamo spaventati. Il comandante Benicio Del Toro con Mathieu Amalric, gran cattivo in un passato 007, in Jimmy P. sembrava andare in gita in sidecar: lenti, goffi, alla ricerca del carisma perduto. Tante altre piccole delusioni nei vari angoli del festival, oltre a questa, ci facevano sospettare di aver preso l’anno sbagliato. Cannes 66, insomma, dalle prime battute sembrava una corsa rallentata dalla safety car.

Poi sono scesi in pista i Riders di razza.

cantona13Il primo da citare è, senza ombra di dubbio, Eric Cantona: (qui a sinistra) la sua vita al massimo, senza paura di sbagliare e scegliere, l’ha vissuta sempre, e da un po’ l’ha portata al cinema. Stamattina una proiezione “nascosta” ce l’ha catapultato addirittura nell’orgia borghese e psicotica di You and the night: ha tirato fuori il meglio di sé, in tutti i sensi. «Volevo fare il poeta, ma ce l’avevo troppo grosso» diventerà la frase scult del festival, la sua protesi fallica l’immagine che tutti vorrebbero vedere sui prossimi manifesti della rassegna. Altro che le sciacquette di Sofia Coppola, lo scandalo, quest’anno, viene dal suo personaggio. Che ha un nome che è insieme una promessa e una minaccia: lo Stallone. 
Non potevano chiamarlo altrimenti il purosangue di razza che ci ha fatto sognare con i Red Devils.

Oscar_IsaacE chiudiamo, solo per ora, con Oscar Isaac. Cantante e attore guatemalteco, figlio di un cubano, dopo aver affiancato Ryan Gosling in Drive (alcune sue fan vivono sul tappeto rosso e hanno già affittato una scala per vederlo meglio la sera di Only God Forgive), è un grande Dave Van Ronk in Inside Llewyn Davis di Joel ed Ethan Coen.

Più Riders di un perdente di successo come lui, non ce ne sono.

E i suoi occhi, la sua malinconia, il suo country folk con testi blues, la sua capacità di correre senza pensare al traguardo ma solo per prendere le curve della vita al massimo fanno il film. Se ne erano già accorti Ridley Scott e Alejandro Amenabar, ma nella scuderia dei fratelli americani va alla grande.


Ciak, motore, azione.

Boris Sollazzo

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May 20

La grande bellezza entusiasma Cannes. Però…

Category: Cinema  

Ph.Gianni_FioritoLa grande bellezza

Immaginate una corsa leggendaria: sorpassi impossibili, staccate al limite, giri veloci e curve pennellate alla perfezione. Ecco, immaginate il vostro pilota preferito in questa gara perfetta e pensate che più volte, sul più bello, freni dove non dovrebbe, perda la ruota nel tratto della pista più facile, sbagli al tornante decisivo dove mai aveva steccato.

Forse solo questa metafora può rendere nel modo migliore la sensazione che lascia La grande bellezza di Paolo Sorrentino, comunque uscito trionfante (applausi convinti e urla di approvazione), in pole position, dalle prove ufficiali, ovvero quelle proiezioni per la stampa cannensi tanto temute quanto esigenti. Ma se molti grideranno al capolavoro - e in fondo hanno torto? Gilles Villeneuve non è uno dei più grandi campioni nonostante e forse per i suoi errori? -, è difficile non avere qualche perplessità per quella sceneggiatura che castra sul più bello e con svolte della trama inusualmente banali per il cineasta napoletano le ottime prove di Sabrina Ferilli e Carlo Verdone, che ancorano il solito grande Toni Servillo a un amore puerile annacquando così la potenza del cinismo, del lucido disincanto del suo Jep Gambardella, grande scrittore che ha deciso di votarsi alla Roma selvaggia, volgare, ipocrita e radical chic (anzi schock) delle feste, sacrificandole il suo grande talento.

Sorrentino forse da quella Roma, dalla sua grande bellezza e dalla sua grande bruttezza, si è fatto ipnotizzare, trascinare, facendosi strappare di mano il film più volte. Che comunque va visto perché ne parlerete per giorni e perché un pugno di geniali intuizioni valgono il prezzo del biglietto.

In fondo, siamo sinceri: dei grandi campioni ricordiamo i gesti spettacolari e imprevedibili, prima ancora delle vittorie.

Boris Sollazzo

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May 19

Compratevi una bicicletta!

Category: News  

delprete600Scendi dalla macchina e monta in bicicletta: scoprirai un mondo nuovo, darai una svolta alla tua vita. Ve lo consiglia Francesco Del Prete con un libro

A metà tra guida pratica e saggio semiserio, Compratevi una bicicletta riesce pienamente nel suo intento: convincervi che l’auto fa male. Con l’auto spendi e ingrassi; con la bici risparmi e sei in forma. Non ci credi? Leggi questo libro! Milano, Roma, il traffico e la bicicletta: come le due metropoli affrontano in modo completamente diverso il problema e la sua possibile soluzione.

Nel 2011 sono state vendute più biciclette che auto. Secondo il 46° Rapporto Censis negli ultimi due anni 3 milioni e mezzo di italiani hanno comprato una bicicletta.

Un motociclista convinto si trasferisce da Roma a Milano e si converte alla bicicletta. Partendo dalla propria esperienza e dalle due metropoli messe a confronto nei loro vizi e virtù sulla mobilità, Federico Del Prete ci insegna ad affrancarci dall’uso compulsivo della macchina, abbracciando in modo liberatorio e costruttivo la mobilità ciclistica; spiega come liberarsi definitivamente delle spese per l’automobile investendo in una bicicletta solida ed efficiente; con un linguaggio caustico e dissacrante, mette in evidenza le anomalie di comportamento che regolano la mobilità individuale di base nelle grandi
città. Non soltanto attraverso dati statistici e prove scientifiche, ma anche dando voce a dialoghi e ad aneddoti raccolti sia dall’esperienza dell’autore sia dalla cronaca, questo libro dimostra come l’uso indiscriminato della viabilità a motore non sia più sostenibile e appartenga a un mondo già vecchio. È ora di cambiare.

Compratevi una bicicletta! di Francesco Del Prete, Ediciclo Editore, 272 pagine, dimensioni 13 x 20, prezzo 14, 90 euro

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May 18

26 maggio. Memorial Claudio Castiglioni

Category: Agenda  Anteprime di Riders  

amici_claudioDomenica 26 maggio c’è Gli amici di Claudio, il primo motoraduno Memorial Claudio Castiglioni dedicato al fondatore della Casa italiana

Dove e quando Via G. Macchi 144 Schiranna (Varese), domenica 26 maggio.

Quanto costa Evento gratuito aperto a tutti gli appassionati.

Programma
Ore 8.30 apertura evento
Ritrovo presso la segreteria mobile Cagiva Club Lombardia.
Durante la giornata saranno presentate tutte le novità MV Agusta, e si potranno ammirare 500 GP e Parigi Dakar con la partecipazione straordinaria di ex piloti Cagiva.

Ore 11 Giro panoramico in moto di 45 chilometri con arrivo a Calcinate presso Arte Pizza per il pranzo a menù fisso giropizza o menù Italiano.

Ore 15 Premiazione Cagiva. Le moto Cagiva partecipanti saranno radunate nel piazzale di casa per concorrere alla premiazione della moto più bella, e non mancheranno le sorprese…

Sgasata finale Alla chiusura della manifestazione verranno accese tutte le moto presenti per “un minuto di sgasata” dedicata al Presidente Claudio Castiglioni.

Info Cagiva Club Lombardia Tel. Roberto: 339 7185117 oppure Stefano 339 8694574

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