-
Riders Bar 71. Il bancone dei desideri… Buon lunedì a tutti! Ben ritrovati al Vostro Riders Bar, all’interno del quale ci si fa compagnia per l’intera settimana, parlando di Riders nostrani o lontani, di moto, motori, emozioni. (continua...)
-
Riders diventa settimanale… Novità in casa Riders: nasce Riders Weekly, la versione settimanale e digitale del mensile che ogni mese trovate in edicola. Riders Weekly arriverà a casa vostra gratis ogni sette giorni: (continua...)
Riders Weekly 13. Moto2 vs. 250
Vittoriano Guareschi: «La 250 era una schifezza. Molto meglio la Moto2»
Giorni di test per la Moto2. Tutti la indicano come un bluff, un errore madornale della Dorna, una forzatura. C’è addirittura chi la considera una vergogna e sostiene che non può essere catalogata come un campionato mondiale, ma come un monomarca, visto che i motori 600 sono tutti targati Honda.
Polemiche che in questi giorni si stanno inasprendo, dato che i primi dati provenienti dai test di Valencia dimostrano come le moto di questa categoria girino molto più piano delle 250 che hanno sostituito: un secondo e mezzo meno veloci, per l’esattezza (1′37”530 il miglior tempo di Elias – nella foto - contro 1′36”530 della pole 2009 di Debon).
Eppure c’è qualcuno che dice no. E che va controcorrente. È il nuovo team manager della Ducati MotoGP, Vittoriano Guareschi (a cui nel nuovo numero di Riders dedichiamo un servizio).
«Se in 250 non avevi una moto ufficiale potevi restare pure a casa» dice Vitto. «Invece in Moto2 i motori sono uguali per tutti, chiunque avrà buone capacità di guida potrà emergere: ve ne accorgerete, si vedranno tanti nuovi piloti giovani».
Vitto non si ferma qua e si scaglia contro la 250: «Tecnicamente era una schifezza: usavano le stesse moto di dieci anni fa. L’anno scorso Aoyama ha vinto con un’Honda pressata in Giappone nel 2005. È vero che ha sempre tirato fuori dei talenti, ma era il passaggio obbligatorio per andare in MotoGP: o ci arrivavi da lì o non ci arrivavi…».
Sulla mancanza dell’Aprilia aggiunge: «Anche qui si commette un errore di valutazione. Spesso si dice: tutti i talenti sono passati dall’Aprilia. Per forza, da dove dovevano passare? Di competitiva, in 250, c’era solo lei… Oltretutto la Moto2 avrà molti più piloti alla partenza. Vi ricordate quando qualche anno fa, nelle corse giapponesi, partecipavano quattro sconosciuti di quel Paese e le suonavano a tutti? Ecco, in Moto2 si ripeterà la stessa cosa. Solo che succederà in ogni gara».
Ok, ma le inferiori prestazioni? «La Moto2 è appena nata. Ne riparliamo tra un po’».
9 commentiLa Corriera di Asti…
Riders 28, col suo cuore di fango, ha riacceso e infuocato il crossista che c’è in ognuno di noi e voi. Siamo nel post Dite La Vostra del mese; a un certo momento salta fuori Granpasso che candidamente associa un’emozione a quella che gli ha dato il nuovo Riders.
«Riders 28 ti fa salire le pulsazioni come la quarta che metti prima del salto della Corriera ad Asti». Aloha, GìPì
Allora uno ci pensa, fa mente locale sulla storica pista di cross. Uno spettacolo da vedere e tanto più da vivere in moto. Poi si ricorda quel salto di ritorno, lungo, lunghissimo, da mozzare il fiato e affrontare a velocità… Da rettilieno pieno.
Rincorsa, identificazione traiettoria o canale giusto, chiusura gas poco prima del termine della rampa, stacco, decollo, silenzio, aria fresca sotto le ascelle, proiezione in avanti, colpetto di freno posteriore per abbassare l’avantreno, sguardo fisso sulla discesa dopo il piano. Perchè è assolutamente e precisamente lì che bisogna atterrare. Anticipo di gas prima di toccar terra per smorzare e proiettare la moto in avanti e via per un altro giro di giostra.
Un tempo lo si affrontava così e si andava in cielo. Nel senso che si saltava altissimo, per arrivare così lunghi. E sembrava davvero di volare.
Poi, oggi. Si vola meno, nel senso che lo stile è cambiato e insieme la tecnica. Anzi, viceversa. L’obiettivo, alla ricerca di velocità e della spettacolarità è, appunto, volare basso. E piatto. Ma questo è tutto un altro capitolo. Meglio lasciarlo agli under 30.
La foto che vedete qui sopra è proprio sulla Corriera di Asti. E’ giunta così “magicamente” in redazione, in versione diapositiva, ovviamente, in omaggio a quel mitico salto. Siamo a metà degli anni Novanta e la moto è una Kawasaki KX 250.
Chi sarà mai? Non è importante, non come l’avere rivissuto quella emozione. Grazie Granpasso per avercela ricordata.
11 commentiRiders Bar 71. Il bancone dei desideri…
Buon lunedì a tutti! Ben ritrovati al Vostro Riders Bar, all’interno del quale ci si fa compagnia per l’intera settimana, parlando di Riders nostrani o lontani, di moto, motori, emozioni. Tutto ciò che ci fa alzare i battiti, anche al solo pensiero. Questa volta la redazione propone di lanciare voi l’argomento della settimana. Anzi, gli argomenti…
Ognuno metta sul bancone il proprio stato d’animo, e insieme i propri desideri Riders. Ciò che vorreste che fosse trattato qui o anche sul mensile che ha come “sottotitolo”… Uomini - Moto - Passioni. Riders.
A presto!
147 commentiRiders 28. Dite la vostra!
Il 28 lo abbiamo in parte annunciato, più che altro per il suo cuore tassellato, dove troverete anche una breve ma significativa intervista al grande Ricky Johnson (pagina 42), icona del motocross anni Ottanta: ci ha confidato che quando ha iniziato a correre era un fifone… Poi però gli è passata.
Gli appassionati troveranno anche una testimonianza del Direttore di una testata importante di settore: Edoardo Pacini del mensile Motocross, che ci dirà la sua, con gli occhi dello specializzato, ma con la mente aperta.
Mica è tutto. Qualcuno conosce Miki Monti? Solo gli esperti, ok, però sappiate che per noi è la rockstar del motocross. Ravennate, ex crossista professionista, nonchè fra i pionieri del freestyle italiani, ora fa parte del più importante sodalizio nostrano di FMX e a 43 anni suonati è ancora in prima linea quando c’è da saltare a testa in giù. Siamo andati a casa sua a trovarlo, nella sua spiaggia, nel suo parco giochi dove si allena a saltare.
Andando oltre, Cereghini parla di MotoGP e suggerisce di puntare su Marco Simoncelli.
E poi ci sono i Riders Man del mese… Benicio Del Toro, Saul Hudson, meglio conosciuto come Slash, ovvero l’ex chitarrista dei Guns N’ Roses. Per noi è il Sopravissuto.
E attenzione perchè, a parte la bellona di turno, ovvero la Riders Girl del mese, c’è anche la Riders Woman; è la volta di Isabella Santacroce, una delle scrittrici italiane più tormentate…
L’escursione fra gli altri sport ha come sfondo il mare, con la sfida dei giganti della America’s Cup. Vediamo chi c’è dietro…
Il servizio Riders Style del mese affronta un argomento che per alcuni di noi è culto: la calzatura. La storia delle mitiche Red Wings, passa anche attraverso Steve McQueen.
La rubrica moda di Filippo La Bruna stavolta si incrocia con il mondo della musica…
Tra i luoghi cult di Riders, questo mese segnaliamo l’officina newyorkese di Hugh Mackie; la particolarità? Si tratta di un immigrato scozzese che tratta soltanto… moto inglesi. Alla faccia della Grande Mela.
Concludiamo con il turismo; quello nostrano è in Veneto o meglio a Venezia, o ancora meglio… I suoi dintorni. La moto? Aermacchi H-D SS 350. Il secondo Road Book invece è in Germania, nella Berlino a due ruote. Questa volta però senza il motore.
Vi aspettiamo con i vostri pensieri…
34 commentiRiders 28 (-1). Ritorno dopo vent’anni!
Storia vera. Guardate questa foto; chi ha l’occhio da crossista vedrebbe subito da alcuni (tutti) i particolari che si tratta di un motocrossista di fine anni Ottanta.
Sbagliato, Andrea Capra, il protagonista del nostro servizio, è stato fotografato solo pochi giorni fa. Qualcosa non torna. Invece si che torna; è stato proprio lui a tornare sui campi di cross dopo vent’anni di inattività. Motivo? Così, gli è tornata la voglia, semplicemente…
E, altrettanto semplicemente, si è presentato con la moto sul carrello (come oggi non si usa più) in una pista da cross (Bellinzago Novarese) esattamente come era tornato a casa l’ultima volta che ci era stato. Correva l’anno 1988.
E infatti ha la stessa bellissima Kawasaki KX 500 due tempi dell’epoca e, ammirate ammirate… Lo stesso completo da cross. L’appassionato vibrerà a rivedere cosa indossa Andrea.
Insomma, si è ritrovato catapultato in un mondo cambiato, con le moto che non squillano più ma rombano, i piloti con i motor home e lo stile di guida differente. Molto differente. Ora che è più bravo chi salta “più basso”…
Giuseppe “Zep” Gori, santone del cross nel giornalismo internazionale ha passato tutta la giornata insieme a lui, confrontando le due epoche. Ne è uscito un quadro romantico e interessante… Insomma, è stato come se Andrea fosse stato in un freezer per vent’anni e ora, uscendo dalla porta, si sia ritrovato in un mondo cambiato.
16 commentiRiders 28 (-2). Neighborhood
Una delle storie di questo mese è ambientata in Giappone, dove c’è sempre più gente che vive il sogno americano.
Ci è riuscito a concretizzarlo Tetsu Nishiyama; che sin dai tempi della scuola ha iniziato a disegnare vestiti per poi fondare la linea WTaps (marchio della Neighborhood) seguendo, fondamentalmente, le sue principali passioni.
Una è la musica. L’altra, invece… ha due ruote.
A parlarvi di Tet e del suo socio Shinsuke Takizawa ha pensato Flavio Parisi, a pagina 94, coadiuvato dalle immagini di Akihiro Furuya.
Ovviamente su Riders 28.
5 commenti
Riders 28 (-3). Riders tra fango e polvere…
Riders questo mese si occupa in modo speciale di cross e motocross. Con un cuore dedicato alla disciplina più spettacolare del fuoristrada; il cross come salti, buche, sudore, ferite, sabbia e fango. Fatica.
Ma anche il cross come metafora di vita, come parte il Direttore nel suo editoriale.
La copertina di Riders 28 è concettuale, come potete vedere. Si dice… Se vieni dal cross e vai in strada non puoi e soprattutto non puoi rinunciare ai fianchi stretti e il manubrio largo. Così questa special su Harley XR 1000 (by Roberto Rossi) è la moto perfetta per il crossista che varca la soglia…
E chi la inforca, afferrandola come fosse un toro per le corna, si chiama Paolo Bergamaschi. Una icona del mondo Riders. E un esempio di stile.
Poi, all’interno del cuore più “dirt” mai realizzato da Riders, che parte da pagina 111, si trovano un sacco di contenuti crossisti. Storie, personaggi, curiosità, nostalgie, attualità, evoluzioni.
Per chi non lo avesse riconosciuto; nell’immagine qui sopra, Joël Robert. Sei volte iridato di motocross (1964, 1968, 1969, 1970, 1971, 1972) nella classe 250. È stato vincitore di 50 gran premi con CZ e Suzuki.
17 commentiRiders 28 (-4). Aquile di razza
Nella storia di Riders non potevano certo mancare i guzzisti. Alla vigilia della copertina, che sarà “motociclistica” e sveleremo domani, ci teniamo proprio ad anticiparvi che sul 28 ci sarà un servizio dedicato a quel mondo senza confini che ha come capoluogo Mandello del Lario.
Quella strana, unica, passione per l’Aquila ha provato a raccontarcela Nico Cereghini, nel suo pezzo Cavalli di razza, del quale, vi anticipiamo il sommario.
«Vivono di un amore fedele, una passione fiera e irrazionale per delle moto altrettanto particolari: sono i guzzisti che, ancora oggi, mantengono vivo il mito delle bicilindriche italiane dal cuore a V».
Facce da Guzzi lo trovate a pagina 150.
9 commentiRiders 28 (-5). Tra sogno e realtà…
Anche questo mese su Riders troverete due test. Il primo è di una special con i fiocchi, che troverete direttamente in copertina fra un paio di giorni, l’altro invece riguarda una moto di serie.
Una Kawasaki di oggi, una naked sportiva di quelle che vanno forte, hanno prezzo “umano” e sono affidabili come… una giapponese.
La moto ha un design modernissimo, ma ci ha ricordato i robot che negli anni Ottanta tenevano incollati i nasi ai televisori. Goldrake, Mazinga, Jeeg Robot, Daitarn III.
E allora abbiamo fatto un viaggio con la mente riportando la Z1000 2010 nel mondo scintillante dei robot spaziali. Ma vi raccontiamo anche come va questa Kawa, non preoccupatevi…
A domani, con la prossima anteprima.
11 commentiRider 28 (-6). Attenti a quei due…
Attenzione attenzione, Riders che con questo servizio entriamo in un mondo magico che tanti di voi lettori hanno da sempre richiesto! Vedete questi due “loschi” individui? Rappresentano il motocross. Quello di ieri e quello di oggi; insieme hanno vinto qualcosa come 13 titoli mondiali. Dei quali 10 solo uno di loro; Stefan Everts.
L’altro, però, Tony Cairoli, vista l’età, potrebbe non essere ancora a metà dell’opera… O forse neppure a un quarto.
Sono così diversi… Ma qualcosa li accomuna, oggi: un sogno arancio. Per uno, l’italiano, come pilota, neoacquisto per portare un titolo MX1 fin’ora mai arrivato in KTM . Per l’altro, il belga, come suo “tutore”… Avendo il ruolo “manageriale” dei piloti in pista per la Casa austriaca.
Allo Starcross di Mantova, quest’anno, c’era anche Riders. E secondo voi, chi tra il siciliano e il fiammingo si è sbottonato di più durante l’incontro con Matteo Perniconi?
Andate a scoprirlo nella zona infangata di Riders 28.
12 commenti