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Riders Bar 67. C’è chi va oltre… Buona settimana. Nel momento in cui Alex Zanardi raccoglie e vince la sfida in moto di Riders abbiamo ritenuto opportuno citare le gesta, di qualche tempo fa, di un altro sfortunato-appassionato (continua...) -
Riders diventa settimanale… Novità in casa Riders: nasce Riders Weekly, la versione settimanale e digitale del mensile che ogni mese trovate in edicola. Riders Weekly arriverà a casa vostra gratis ogni sette giorni: (continua...)
Riders 27. Dite la vostra!
Il numero di febbraio è in edicola. A parte tutto ciò che vi abbiamo già anticipato, il vi accorgerete di quanto il 27 sia ricco e Riders. Persino la Girl, questo mese… è più Riders che mai.
Alex Zanardi ci fissa negli occhi dalla prima pagina. Lui fa parte di uno dei due cuori speciali, quello de La Sfida (scoprirete poi gli altri personaggi da pagina 60 a 86).
Mentre l’altro speciale, dedicato alla Superbike, oltre a Cal Crutchlow, vedrà protagonista il fuoriclasse Jonathan Rea che da promessa 2009 ora è fra i favoriti 2010. Ma il colpaccio è con Davide Tardozzi : da Ducati a BMW, sempre in SBK, stuzzicato da Moreno Pisto, ne ha sparate contro tutti!
La prima prova moto l’abbiamo già svelata, la seconda no: vi dico solo che si tratta di una special… tassellata, boxer ma in stile Paolo Bergamaschi. E infatti la guida lui. Qui, Riders, troverete stile. Tanto stile.
Tra le storie del mese, segnaliamo il servizio Padri e figli, quando la moto è una di famiglia. Ci sono poi la 007 su due ruote e gli aspiranti Icaro, ovvero gli uomini volanti.
Oltre al road book caccia alla focaccia, c’è un viaggio in Sudafrica, terra di contaddizioni secolari, che meritava di essere visitata con un mezzo a sua volta contraddittorio come il sidecar cinese Chang Jiang CJ 750, che fa il verso, essendo nato dalle sue ceneri, alla BMW R71 del 1938.
Il garage del mese è dedicato a Domenico Pettinari, che si ritrova dopo trent’anni con il suo pilota Gianfranco Bonera… Entrando nella stessa fotografia di allora.
Le consuete rubriche del columnist, sono raccolte da pagina 28 a 37. Oramai li conoscete: Bizza, Toni, Carletto, Sgrillaus, Gissi e Nico ce ne raccontano, come sempre, delle belle.
Attenzione, Riders, da questo numero non ci sarà più la Buonanotte. Al suo posto, una sorpresa… Una nuova rubrica, che si chiama Correva l’anno. Fateci sapere se vi piace. Il reparto moda, invece, ha come protagonisti dei men at work. Ma veri. Infatti anche il look, è il loro. Il servizio è Break Time.
Dite la vostra, ora…
21 commentiRiders 27 (-1). La sfida di Thierry Sabine
Gli appassionati di motorally e gare africane devono molto a quest’uomo. Thierry Sabine è Riders Hero, nonchè uno dei protagonisti dello speciale la sfida di Riders 27.
Perchè? Inventando la Parigi-Dakar rese accessibile a tutti gli appassionati di rally estremi una gara da correre nel deserto africano.
Non prima, però, di essere stato pilota motorallysta a sua volta. Per questo motivo, sfornò una formula dal successo strepitoso che ancora oggi, dopo 31 anni, mille travagli e contestazioni, prosegue la sua vita, attualmente in Sudamerica, ma che in futuro potrebbe tornare nel continente nero, dove nacque nel 1979.
Questa immagine di Thierry risale al 1977 quando prese parte al rally Costa D’Avorio-Costa Azzurra, perdendosi nel deserto. Ed è quasi poetica, se la analizzate bene. A partire dalla moto che cavalca, una Yamaha XT 500, per come è stata adattata all’impiego rallystico; da notare la cartina geografica sul serbatoio (altro che GPS…), il tipo di bisacca militare a cavallo della sella (appoggiata sul tubo aggiuntivo obliquo di sostegno) e la cinghia puntata sul telaio con cui è avvolto il serbatoio….
Assolutamente degna di nota anche la Honda XL 350 a lato; guardate come è trasformata, con il parafango posteriore e lo scarico che “ricordano” molto da vicino le KTM da regolarità dell’epoca… Riconoscete? E quanto è bella anche la grafica, oppure il serbatoio aggiuntivo posteriore sul portapacchi realizzato a mano a “spigolo vivo”. E vogliamo parlare delle borse da serbatoio?
E poi per il suo equipaggiamento, a dir poco romantico… Insomma, leggete cosa ci dice Nico Cereghini, che le Dakar le ha seguite in prima persona sin dall’inizio, di Sabine, scomparso quasi un quarto di secolo fà, nel 1986 in un incidente in elicottero durante l’ottava edizione.
Da domani, su Riders
4 commentiRiders 27 (-2). Belin che fugassa!
Siamo a due giorni dalla meta (l’uscita di Riders 27) e oggi vi anticipiamo un servizio che riguarda un road book di casa nostra… 564 chilometri su e giù per tre regioni (Liguria, Toscana, Emilia) alla ricerca delle merende preferite dal motociclista.
La focaccia. Quando avrete finito di leggere questo pezzo di Matteo Perniconi, coadiuvato magistralmente dalle immagini di Luca Locatelli (che fanno lievitare solo a vederle) vi si aprirà una voragine nello stomaco e andrete immediatamente a caccia di un panificio.
Scommettiamo?
A pagina 146, su Riders 27 avrete da sfarmarvi…
9 commentiRiders 27 (-3). Zanardi cover man!
L’essenza della ragione per cui Alex Zanardi si trova in prima pagina su Riders di febbraio è racchiuso nell’editoriale di Roberto Ungaro… Del quale vi riportiamo solo un estratto, per dare l’idea:
«Aspettiamo che finisca il giro e gli corriamo incontro per riceverlo (non può fermarsi da solo per ovvi motivi, ndr); lui, da lontano ci vede ma invece di puntarci scarta di lato verso il muretto e rallenta fino ad appoggiarsi col gomito, ancora in souplesse, e si ferma così».
Dovrebbe bastare per presentarlo. Poi, del suo turno in pista a Monza con la BMW HP2 Sport ne avete già sentito e letto un po’ ovunque. Ma qui troverete il resoconto dell’incontro che ha avuto con Luca Bizzarri, che ce lo racconta a modo suo, nel servizio interno. Per il resto, il numero 27 è ancora in gran parte da scoprire, tra le ultime anteprime e l’elenco di tutti i contenuti.
Le storie di Riders vi stanno catturando? Ne riparliamo con la rivista in mano, qui nella sezione Dite La Vostra, da venerdì prossimo 5 febbraio 2010.
Ciao!
19 commentiRiders 27 (-5). 796 on the road…
Ecco una delle due prove del mese; abbiamo preso la sorellina minore della Ducati Hypermotard, la 796, una delle più belle moto della sua classe e l’abbiamo portata nel suo habitat naturale: le curve di montagna.
Luogo prescelto, la Provinciale 349 del Costo, in provincia di Vicenza e qui, abbiamo lasciata andare a briglie sciolte. Il succo di questo test è espresso dal sommario dell’articolo, che vi riportiamo qui sotto a titolo di presentazione:
«Non è una scattante supermotard e nemmeno una veloce naked. Appartiene a un nuovo genere sportivo che miscela buone prestazioni a un facile controllo di guida».
Poi, snocciolando la prova pagina dopo pagina, potrete saggiare ancora meglio lo spirito, le carattesitche tecniche e stilistiche di questa splendida moto.
Venite a fare un giro con noi da pagina 132…
15 commentiRiders 27 (-6). Il nuovo Ben Spies
Riders, con la seconda anteprima iniziamo a entrare in una zona calda del giornale, in quel reparto dove si parla di Superbike 2010; indovinate un po’ chi siamo andati a trovare, proprio a casa sua?
Cal Crutchlow, l’iridato 2009 Supersport (nella sua stagione d’esordio) che si appresta a correre in Superbike con la moto (Yamaha ufficiale) lasciata libera da Ben Spies, che come noto è passato in MotoGP. Un’eredità pesante, che siamo sicuri sarà in grado di gestire.
Dal faccia a faccia con Moreno Pisto ne esce un personaggio semplice, schietto, con i piedi per terra. Eccovi un’anteprima dell’incontro, quando parla del suo esordio in moto:
«Mio padre aveva un garage di auto. Io ho giocato a calcio fino a 17 anni; un giorno gli dissi che volevo andare in moto e lui me ne comprò una, tutto qui. Solo che la prima volta che sono entrato in pista sono caduto dopo quattro curve. Mi disse che a suo parere la moto non faceva per me»
Sia ben chiaro che lo speciale Superbike di questo mese sarà ricco di altre sorprese… E piloti! Tra i quali, un altro dei favoritissimi per il titolo. Oltre che un team manager piuttosto chiacchierato da fine 2009; che ha sparato su tutti. Se volete scoprire di più, sapete cosa dovete fare, venerdì 5.
8 commentiRiders 27 (-7). La leggenda del Bol d’Or 1969
Dopo la pausa invernale ecco il primo Riders 2010, che corrisponde al numero 27. L’anteprima odierna riguarda una storia amarcord, intitolata Piloti allo sbaraglio, in cui si narra del clamoroso esordio, avvenuto nel 1969, della rivoluzionaria Honda CB 750.
In quell’anno la Casa giapponese, a causa di travagli burocratici in cui rimase imbrigliata la stessa neonata moto, fu costretta a ingaggiare all’ultimo momento due giovanissimi piloti semi sconosciuti…
I quali raccolsero la sfida gettandosi, per l’appunto allo sbaraglio, nella mischia della 24 ore del Bol d’Or, la celeberrima gara endurance internazionale d’Oltralpe.
A pagina 82, su Riders 27, potrete scoprire come andò a finire!
3 commentiRiders Bar 67. C’è chi va oltre…
Buona settimana. Nel momento in cui Alex Zanardi raccoglie e vince la sfida in moto di Riders abbiamo ritenuto opportuno citare le gesta, di qualche tempo fa, di un altro sfortunato-appassionato pilota: Billy Baxter. Un non vedente che, vi sembrerà pazzesco, vive cacciando record di velocità… In moto.
Torniamo indietro di qualche anno; Billy è un sergente militare appassionato di moto. Nel 1997, in Bosnia, diventa cieco a causa di un’infezione. La depressione, poi la voglia di sfidare il suo dramma. E andare oltre. Oltre le barriere di una menomazione terribile, tra le peggiori che possano capitare.
Le sue sfide: dapprima prova a sciare. Vinta la prima, dice a se stesso che a quel punto può anche riprovare la gioia delle due ruote. Toglie le barriere e nel 2003 l’inglese raggiunge con una Kawasaki Ninja il 265 km/h sulla pista della RAF di Boscombe Down. Record di velocità in moto per un non vedente.
Ma è tutto diritto, quel tragitto del record. E lui vuole riassaporare il gusto della curva su due ruote. Gusto unico, solo chi ci va lo può capire. E allora lancia a se stesso la nuova sfida, la nuova barriera da infrangere: un giro completo in moto al circuito di Donington Park.
In collaborazione con la Royal Artillery Motorcycle Display Team, squadra dimostrativa di motociclisti dell’artiglieria britannica, sviluppa un sistema di comunicazione radio a tre vie: ora può interagire con due mezzi di supporto. E quindi guidare a tutti gli effetti.
E’ il 23 settembre 2007, Billy memorizza una mappa tattile del circuito inglese e si butta nella sua sfida con una Ducati Monster 695: il giro lo compie, come da promessa. Il tempo? 7 minuti e 49 secondi. Ma quello non conta, la sfida l’ha vinta lui. Ancora una volta.
Su MCN abbiamo trovato un’intervista a Billy dopo questa impresa; vi riportiamo un estratto, qui a seguire>
24 commentiQuattro chiacchiere con Billy Baxter
>Segue
1) Come ti senti dopo essere riuscito in questa impresa?
Mi sento ancora al settimo cielo. Girare su questo circuito è stato incredibile e la risposta del pubblico è stata grande. Grazie a loro è stato tutto più facile. Ho faticato molto per prepararmi e ho avuto anche qualche problema, ma l’eccitazione di stare qui oggi e il sostegno dei fans mi hanno permesso di realizzare questa impresa e di divertirmi.
2) Ci puoi spiegare cosa significa fare un giro di pista senza poter vedere nulla?
Io in realtà non ho fatto molto. Il 90% del lavoro lo fanno i miei “out riders”, ovvero i navigatori umani. Io ho completa fiducia nei miei navigatori. Basta anche solo un lieve indugio nella loro voce per farmi cadere. Ci siamo allenati un anno per questa cosa. Io devo solo ascoltare, mantenendo la concentrazione sul pedale del freno posteriore e cercando di tenere la velocità acquisita.
3) Hai detto di aver avuto qualche problema durante il training. Qualcosa di serio?
Lunedì sono uscito di pista e mi sono fatto male una spalla. Il dottore mi ha detto subito che oggi non avrei potuto gareggiare e che avrei dovuto riposare. Io però non devo fare battaglie con le moto, perciò sono riuscito a raggiungere il mio obiettivo.
4) Ci puoi dire che tipo di training hai seguito?
Si è trattato soprattutto di un training di tipo psicologico e che ha coivolto tutto il team. Io non ho mai visto la pista di Donington, neanche quando ero ancora vedente e quindi non potevo ricordare come è fatta. Ora però conosco ogni curva di questa pista. Qui ho fatto solo 24 giri durante la pratica - non accompagnato.
5) Tu sembri molto coinvolto dalle moto. Cos’è che ti rende così?
Io amo le moto. Sono i miei occhi. Quando guido una moto non mi sento più cieco. La maggior parte delle persone, chi non è motociclista non riesce a percepire questo.
6) E ora? Cosa bolle in pentola? Programmi?
Ho intenzione di battere di nuovo il mio record di velocità, voglio superare i 200 miglia orari su una moto. Non sono in grado di fare questo in Inghilterra, quindi stiamo programmando una trasferta negli Stati Uniti, nello Utah. Dopodichè vorrei fare un giro su ogni pista del Regno Unito. Insomma, non avete ancora visto tutto di me…
Riders, a voi la parola, ora. Chi volesse commentare…
1 commentoRiders Weekly 8. Cibo, moto e coolness
Gente interessante. Caschi come soprammobili. Moto – e che moto – in vetrina e sopra il bancone. È un luogo Riders Motocicli Veloci di Milano. Un bar che cerca di unire due passioni: le moto special, pezzi unici o d’epoca, e il cibo. Un po’ come succede in Giappone con lo shop Ritmo Sereno e in Australia con Deus.
I titolari sono Elvio Menegaz, Massimo Novelli e Marco D’Ascenzi. Insieme gestiscono anche l’omonima officina, in via Farini 69 (passate anche di qua, conviene). Nel cafè club aperitivi, serate a tema (tutti i sabati musica dal vivo), riviste dedicate alle due ruote, gare da vedere sui maxischermi e per i più romantici la possibilità di cenare al piano superiore dove è presente un solo tavolo (per quattro persone al massimo).
Fuori, belle moto parcheggiate da apprezzare. Dentro, invece, sono in mostra una Aermacchi 175 Ala d’oro Prototipo 1957, una Kawasaki Motoplast motore Yoshimura 1.170 cc dell’80, una Honda 125 Endurance.
La cucina è ottima e l’atmosfera piacevolissima. Motocicli veloci è anche su Facebook. Il sito è curato da Claudia Innocenzi: qui trovate dalla descrizione delle serate ai pezzi di ricambio per le vostre special, da un blog dove appassionati motociclisti si scambiano commenti e consigli a una serie di link che vi possono tornare utili.
Inoltre potete iscrivervi alla newsletter e restare aggiornati sulle proposte culinarie e culturali del locale. Un consiglio: prenotatevi assolutamente per la prossima serata Carbonara: Marco ne cucina una e-sa-ge-ra-ta. Motocicli Veloci Cafè Club, viale Porpora 61, Milano. Telefono 0236562934.
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