Archivio categoria 'Dite la vostra'
Salta, derapa, impenna…
L’avete vista tutti, vero, su Riders questo mese? Stealth Hurricane. Australiana, non è una moto, non è una bici, ma salta, derapa e impenna. Non emette suoni, viaggia a 90 all’ora, pesa 48 chili e ha autonomia di 80 chilometri. Costa tanto, oltre i 7.000 euro, ma il prezzo potrebbe abbassarsi… vi spieghiamo perché a pagina 93.
Melandri: Beltramo non è onesto e Tardozzi…
Su Riders di febbraio c’è un testa a testa tra Davide Tardozzi e Paolo Beltramo su MotoGP e Superbike. Viene tirato in mezzo anche Marco Melandri (pilota BMW Motorrad nel mondiale Superbike), a cui abbiamo dato la possibilità di replicare alle accuse. La prima è quella di Beltramo (inviato Mediaset al motomondiale) e riguarda la questione della SBK che è spesso e da molti considerata una categoria di serie B:
Beltramo: «Perché i piloti sono meno forti. Ho letto un’intervista di Melandri. Diceva che con la moto buona avrebbe vinto. Da quel giorno ha fatto quattro manche: in tre è caduto e in una non ha corso».
Melandri: «Sì, è vero, ma delle volte le gare sono anche questione di sfortuna. E comunque sono sempre stato pronto a ripartire imparando dai miei errori. Ma poi, Beltramo… io preferisco la gente sincera e onesta. Beltramo non lo è. Pensa che un anno ha fatto il mio migliore amico per farsi regalare una tuta e una volta che gliel’ho data me ne ha dette di tutti i colori. Nel 2010 entrava nel mio box facendo le corna alla moto per portarmi sfiga: questo non mi sembra certo il massimo della correttezza per uno che lavora in televisione».
Beltramo: «Se contiamo tutti i piloti che dalla SBK sono passati in MotoGP ci rendiamo conto che in tutto hanno vinto cinque gare, comprese le tre di Hayden. E invece quelli che dalla MotoGP sono andati in SBK hanno vinto tutto, già in fase di prepensionamento oppure quando erano considerati già scarti».
Melandri: «Io sono andato in Superbike perché in MotoGP non avevo la moto per vincere. In MotoGP le moto che vanno sono poche e credo che il 2012 lo abbia dimostrato. In SBK, a parte, Suzuki, credo che tutte le marche abbiano vinto almeno una gara, mentre in MotoGP sono sempre Honda e Yamaha. Poi, è un discorso senza logica, guarda Crutchlow: di là sta andando bene, sta facendo il meglio che quella moto gli consente di fare. La scorsa stagione della MotoGP dovrebbe aver dimostrato anche agli scettici che è il pacchetto pilota-moto-team a fare il risultato. Se c’è una sola cosa fuori posto non si arriva sul podio. Secondo me, poi, la SBK finché non ci entri non ti rendi conto di cos’è. Anch’io prima la snobbavo. Ma è cresciuta tanto a livello tecnico e sportivo e molti preconcetti cadono. L’atmosfera è più sincera, mentre in MotoGP la gente sembra che la gente sia contenta delle sfortune o difficoltà altrui, anziché delle proprie gioie. Invece qui riesci a essere contento quando le cose ti vanno bene e basta.
Tardozzi: «Melandri ha un problema d testa: deve stare con chi gli dice continuamente che è il più bravo e il più forte».
Melandri: «La classica leggenda metropolitana. Chi commentava prima diceva che avevo problemi psicologici e la gente poi ci crede».
Nota della redazione. Questa intervista è stata inviata come newsletter agli iscritti in data 26 febbraio e il testo era errato per problemi tecnici con il programma di gestione. Ci scusiamo per l’inconveniente, la versione corretta è questa. Grazie.
24 commentsPanigale supera Desmosedici?
Questo weekend c’è stato il primo GP 2013 SBK, a Phillip Island
Guardando i tempi in prova, ci è venuto naturale riprendere i tempi dello schieramento MotoGP della gara 2012 sulla stessa pista.
Qui sotto, le top ten delle due rispettive griglie di partenza.
Dopo aver visionato le due classifiche, comparatele, provate a mischiarle. Ci si chiede: come può questa moto qui (Ducati Pagale 1199) andare più veloce di quella, anzi, quelle là sotto? (Ducati Desmosedici). Va bene le gomme non paragonabili, va bene il clima diverso e l’asfalto nuovo. E non ne facciamo questione di piloti, perché in questo contesto non c’entrano, è una riflessione tecnica, di regolamenti, di concezione di differenza fra una moto derivata dalla serie e un prototipo. Ma qui, forse, c’è qualcosa che non quadra nella amata Casa di Borgo Panigale. E non solo lì.
FIM Superbike World Championship - Superpole 3
Phillip Island - Saturday, february 23, 2013
1 Carlos Checa Ducati Panigale 1′30.234
2 Eugene Laverty Aprilia RSV4 1′30.429
3 Michel Fabrizio Aprilia RSV4 1′30.581
4 Tom Sykes Kawasaki ZX-10R 1′30.615
5 Marco Melandri BMW S1000 RR 1′30.615
6 Sylvain Guintoli Aprilia RSV4 1′30.683
7 Leon Camier Suzuki GSX-R1000 1′30.991
8 Leon Haslam Honda CBR1000RR 1′30.998
9 Jonathan Rea Honda CBR1000RR 1′31.742
10 Davide Giugliano Aprilia RSV4 Factory 1′31.283
Airaisia Australian Grand Prix
MotoGP Qualifying Practice Classification 2012
Phillip Island, Saturday, October 27, 2012
1 Casey STONER Honda 1′29.623
2 Jorge LORENZO Yamaha 1′30.140
3 Dani PEDROSA Honda 1′30.575
4 Cal CRUTCHLOW Yamaha Tech 3 1′30.763
5 Stefan BRADL LCR Honda 1′30.798
6 Andrea DOVIZIOSO Yamaha 1′31.200
7 Alvaro BAUTISTA Honda Gresini 1′31.490
8 Valentino ROSSI Ducati Team 1′31.661
9 Randy DE PUNIET Power Electronics Aspar ART 1′31.670
10 Nicky HAYDEN Ducati Team 1′31.681
Moto Racing. Mai così in letargo
Modi e motivi per mantenere alta la tensione su MotoGP e Superbike nella stagione invernale si sono sempre trovati, ma in questo passaggio 2012-13 abbiamo una sensazione strana.
C’è un po’ di fiacca, poca fretta di riprendere, poche scintille invernali. Eppure di argomentazioni forti e di interesse per i campionati 2013 ce ne sono eccome. Ma si percepiscono solo tiepidamete. A partire, in primis, da Mediaset che stenta a comunicare ufficialmente i programmi e la girandola delle voci che riporteranno al pubblico televisivo le gesta dei campioni delle due massime categorie.
4 comments2013. Chiariamoci e seguiamo le idee!
Un’immagine positiva Ci sono bambini che sanno cosa vogliono essere da grandi o almeno dichiarano un desiderio. Spesso più degli adulti che, di questi tempi, sono (legittimamente) delusi, con speranze ai minimi termini e hanno pensieri confusi, paure giustificate che talvolta bloccano la mente.
Il lavoro in primis.
Sforziamoci a più non posso a trovare nuove idee, e proviamo con tutte le forze a seguirle, costi quel che costi, anche se controvento o prendendo rischi. Forse, è l’unico modo rimasto per reagire alla negatività che ha investito e circonda (quasi) tutti gli strati sociali. Almeno, potremmo dire a noi stessi di averci provato. Il contrario sarebbe ben peggio. Cerchiamo di riaprirla la mente, come quando le cose andavano un po’ meglio per tutti e c’era più energia e positività in giro. Guardiamo anche fuori dal nostro ambito: non fossilizziamoci, né rassegnamoci. Quello mai.
Secondo voi, questo bimbo cosa vorrà da grande?
Buon anno, Riders, tutti e tutte, nel mondo!
2 commentsCadwell Park and… The One Hander
Con il 2012 agli sgoccioli, vi riportiamo un recente confronto su Twitter che ci ha ispirato una questione, che giriamo a voi Riders…
Dale: God I miss this Jonathan Rea! (foto qui a fianco)
Jonathan Rea: Me too, shame we can’t built a jump in SBK tracks!
Joe Dick: And the One Hander! (foto sotto)
Vedere JR (ma non solo lui) in azione sul circuito di Cadwell Park è sempre uno spettacolo: il prossimo appuntamento della BSB (il campionato nazionale Superbike inglese) sarà il 26 agosto 2013.
Ma a parte ciò, che comunque meriterebbe un volo andata e ritorno solo per assistere a quella gara dal vivo, voi come lo vedreste questo circuito nel Superbike World Championship?
Riders 58. Dite la vostra…
Il numero 58 è in edicola. Coprirà il mese di dicembre e gennaio, perciò il prossimo Riders sarà a febbraio. Intanto, gustiamoci questo che, con il fotografo francese Dimitri Coste in copertina, si presenta già zeppo di stile. Lo stile giusto, quello nelle vene di Riders…
Riders 58 vi propone 13 icone per il 2013, in tutti i campi.
Un pezzo forte su questo numero, a pagina 66, è Il Mago: riguarda Mitsuyoshi Kohama, il designer papà delle più belle Honda della storia.
Sport Cosa sarà della Superbike? Tutte le ipotesi per il futuro, a pagina 102 nel servizio Grazie fratelli. Da non perdere anche il parallelo fatto da David Emmet sul ritiro di due grandi campioni; Max Biaggi e Casey Stoner.
Il compianto Signore del Trial, al secolo Giulio Mauri, aveva scritto per noi l’articolo Fuga in trial dedicato alla Old Trial Cup. Poi se ne è andato, ma ha lasciato questa testimonianza per gli appassionati viscerali delle moto da montagna.
Poi ci sono le prove moto: la nuova Moto Guzzi California 1400 e la Sal del Diablo su base Triumph T120R.
Gli altri Riders del mese sono gli Uomini con le pale. Scelgono un pezzo di verde urbano trascurato e lo curano con un velocissimo blitz. Il loro motto? L’unica guerra possibile è quella al degrado.
Occhio infine ai viaggi Riders: per Roma, sulle orme del poeta Pier Paolo Pasolini e ad Amburgo, con il servizio Fronte del Porto, per poi scoprire cose che non ti aspetti: come che lì circolano più Porsche per numero di abitanti che nel resto d’Europa.
PS A pagina 58 trovate anche il resoconto sulla Riders Night GommaTì
Per scoprire l’intero sommario del numero cliccate qui.
45 commentsRiders Bar. Miss Eicma: dite la vostra!
Eicma 2012 ha chiuso i battenti domenica 18. Sia per chi è riuscito ad andarci e vederle dal vivo, o chi ha potuto seguirlo solo attraverso i media, chiediamo di eleggere la propria Miss tra le presenti al salone.
Parliamo di Miss a due ruote, ovviamente.
A lato, il TMAX di Roland Sands che abbiamo messo qui per non influenzare la vostra scelta. Sotto, invece, una carrellata di alcuni modelli che abbiamo individuato ma sicuramente ce ne sono altre. Quindi la vostra preferenza potrebbe essere anche una moto non presente in questa gallery.
Dite la vostra!
28 commentsRiders 56 è in edicola! Dite la vostra…
Riders di ottobre è nelle edicole. Abbiamo già anticipato una parte dei contenuiti, ma il numero 56, quello con la copertina dedicata alla bella Honda CB1100 (che Riders ha provato in anteprima) è anche tanto altro, a partire dall’altra prova moto: special su base BMW R100 di Fuel Motorcycles. Poi c’è il da pezzo sull’officina Kawasaki Triple, ovvero il club delle Mach a due tempi.
La sezione fun è stata dedicata alla gara Hills Race teatro di una sfida tra il nuovo e il veccho Maggiolino Volkswagen. E ancora, Luca Scassa, pilota italiano di talento che ha corso quest’anno in uno dei campionati più combatutti e spettacolari al mondo: quello della Superbike inglese. Il suo nome di battaglia è The Rocker e l’incontro con lui è avvenuto a suon di twiterate. E abbiamo scoperto che…
Sempre in ambito racing, oltre ad Iron Frank (Franco Battaini) il talento spagnolo Marc Marquez c’è uno sguardo a circuito chiuso alla Moscow Raceway, la nuova pista russa che quest’anno ha ospitato il mondiale Superbike.
Gli Autografi di Riders sono sempre tanti, alcuni storici, alcuni più recenti: oramai sono diventati 14. Dal Contachilometri di Toni Capuozzo a In serbatoio veritas di Andrea Chiaravalli, scopriteli via via, da pagina 28 a 170.
Gli Altri Riders di ottobre fanno pieghe fra le nuvole: sono quelli del Breitling Jet Team, a pagina 102. Della carica degli ottocento biemvuisti alla selezione GS Trophy 2012 vi abbiamo già detto, come pure del Road book ambientato nella città degli scrittori: Los Angeles. Attenzione, infine, al servizio moda Echelon Surveillance di Filippo La Bruna… è molto interessante.
A questo punto, la parola passa a voi. Non appena avrete Riders 56 fra le mani…
25 commentsYamaha R1 Flat Tracker by Gregg Custom
Gregg Custom è un preparatore americano che, nonostante sul suo sito compaia la frase “le nostre moto sono pensate, modificate e testate made in Usa“ non si occupa di Harley-Davidson .
Dalla mentalità Usa conserva però l’idea che “big is better” e quindi si dedica quasi esclusivamente a bombardoni. Come questa Yamaha R1, del 2009, trasformata da supersportiva specialistica a flat tracker a manubrio largo.
Un po’ come aveva fatto sua maestà Roland Sand con la Ducati Desmosedici, Gregg Custom ha sviluppato la moto in nome della maneggevolezza: tolto le carene, cupolino sostituito dalla tabella portanumero, manubrio largo al posto dei semimanubri, serbatoio assottigliato, livrea che richiama i trionfi storici della casa nipponica. Il risultato sono 160 cavalli più sfruttabili di prima, e quindi, quasi certamente più divertenti. Il costo dovrebbe aggirarsi intorno ai 25 mila dollari.
C’è pure il video, suggeritoci dall’amico Marco Morandi (grazie)!
Come sempre, parola ai Riders. Cosa ne pensate?
9 comments