Archivio categoria 'Road Book'
Road book. Da Camerano al Conero
Ogni anno le agenzie turistiche cercano la nuova idea, la località da pubblicizzare, il posto da vendere. A volte si tratta di vere e proprie sole, altre di scoperte dell’acqua calda. Che le Marche siano la nuova Toscana è un concetto discutibile, ma che il Conero sia uno degli scenari più belli dell’Adriatico è fuori discussione. Noi vi proponiamo di arrivarci in moto, passando per l’interno del parco regionale del Conero, appena usciti dall’autostrada a Camerano. Le salite rapide e la vegetazione sono fitte e improvvisamente ripide. Per 15 minuti guiderete nel silenzio totale della Strada Provinciale 1 continuando a salire e curvare. L’arrivo a Portonovo è una sorpresa. Improvvisamente la vegetazione scompare, vi ritrovate in cima alla salita, di fronte a una discesa rapida e veloce, col mare blu dell’Adriatico che splende. Raggiungete il mare di Portonovo una piccola area dove in macchina è quasi impossibile trovare parcheggio: è un un angolo di pace dove prendere il sole. La sera, se sarete riusciti a prenotare, è d’obbligo una cena da Clandestino, per provare i migliori spaghetti allo scoglio della Regione.
Lunghezza: 10 chilometri. Tempo di percorrenza: 15 minuti.
No commentsRoad book. Da Castro a Otranto
Il Salento, la «Magna Grecia d’Italia» come amava definirlo Carmelo Bene. Si tratta di una regione piatta, priva di salite o discese, dove la terra dei campi è rossa e le mura a secco sono l’unico confine posto dall’uomo tra il terreno di una famiglia e quello di un’altra. Per un motociclista c’è poca avventura, ma per un amante della moto c’è un mondo da scoprire. Partite da Il Ciolo, dove i pochi turisti fanno il bagno in un’insenatura tra gli scogli: imboccate la SP358 in direzione Otranto. Viaggerete sulla litoranea all’ombra dei pini, in uno dei pochi tratti sopra il livello del mare. A Porto Badisco potete parcheggiare e scendere nell’unica locanda disponibile, dove i ricci di mare vengono serviti in secchi di plastica blu. Pranzate col rumore delle cicale, il pane e i frutti di mare. Dopo Porto Badisco entrerete nell’entroterra, e passando per Uggiano la Chiesa, vi imbatterete in una quercia secolare, un monumento del tempo, immensa. Puntate dritto fino a Otranto, in uno scenario diverso: l’entroterra salentino. Passerete in mezzo a campi di pomodoro, piccole chiese scavate nel tufo, olivi secolari e minuscoli bar, dove gli anziani cercano riparo dal sole. Raggiungerete Otranto per il tramonto, quando il sole si riflette sulle mura di tufo del paese. Qui le influenze del dominio turco, bizantino e aragonese sembrano aver sospeso il tempo.
Lunghezza: 22 chilometri. Tempo di percorrenza: 40 minuti circa.
2 commentsRoad book. Da Castiglione della Pescaia a Punta Ala
Dopo un anno in cui vi abbiamo proposto itinerari appenninici, passi di montagna, percorsi studiati ad hoc per finire in osterie e taverne sulle statali più sperdute d’Italia, è giunto il momonto di spedirvi in spiaggia. C’è un angolo di Toscana che pare rimasto congelato negli anni Sessanta: la Maremma. Attenzione, non stiamo parlando del decennio del rock e degli hippy, bensì dell’Italia del boom, della Capannina, dei concerti in spiaggia, del ballo liscio, delle statali assolate e deserte. A Castiglione della Pescaia arrivate in moto fino in cima al paese, godendovi il panorama della pineta. Una volta immessi sulla SP 158 guidate dritti senza mai curvare fino a imboccare la Strada Provinciale di Tirli, fermandovi a mangiare frutta fresca in uno degli svariati rivenditori ai lati della strada in cui troverete olio, verdura e pane toscano. Tutto a chilometro zero. Rimettetevi in sella e raggiungete Punta Ala in una strada fatta di campagne brulle, salite lievi e pinete ombreggiate. Parcheggiate la moto al fresco dopo l’ultimo stabilimento balneare e andate a stendervi in riva al mare nei due chilometri di spiaggia libera. Un lembo di sabbia corto, circondati dai pini, tra l’odore di bosco e quello del mare. Avrete guidato poco, ma ci sono giorni in cui la moto può godersi il tramonto con voi, riposata e lambita da una luce fuori dal tempo. Lunghezza: 23 chilometri. Durata: 45 minuti.
Road book. La mille curve
Da Orvieto a Todi, c’è la mille curve: bel soprann
ome per una strada, che non riesce tuttavia a rendere l’idea della spettacolarità di questo tracciato. Olivi, campi e scorci di vallata impegnano lo sguardo mentre ci si arrampica percorrendo una curva dietro l’altra senza mai tirareil fiato. Anche perché l’asfalto non è abbastanza liscio da permettere di rilassarsi, anzi, il fondo stradale a volte è quasi sconnesso. Ma la bellezza delle curve e dei paesaggi è tale che non ci si fa caso e, una volta arrivati a Todi, viene quasi voglia di girare la moto e tornare indietro. Così facendo, però, ci si perde il caratteristico centro storico della città umbra che, invece, merita una visita.Lunghezza: 45 chilometri. Tempo di percorrenza: circa un’ora.
Road book. Da Siena a Monteriggioni
Monteriggioni, un comune medievale nel cuore della Toscana, citato nell’Inferno di Dante e nel celebre videogame Assassin’s Creed, è la tappa finale di un roadbook di 15 chilometri in uno dei tratti di campagna più caratteristici d’Italia. Partendo da Siena imboccate la SR2 Cassia Nord, dove il paesaggio è quello dei quadri rinascimentali del Ghirlandaio. Cipressi, colline, strade sterrate e qualche buona trattoria dove fermarvi a mangiare il prosciutto di cinta senese. In prossimità di Poggiolo il paesaggio cambia, diventa più selvatico e un’odore di bosco si insinuerà sotto alla visiera. Le curve procedono morbide in salita e discesa, all’interno di un percorso da fare a bassa velocità, fermandosi per bere a una fontana. Arrivati a destinazione troverete Monteriggioni difesa dalle alte mura per cui senesi e fiorentini combatterono dal 1244 al 1254.
Lunghezza: 15 chilometri. Tempo di percorrenza: 35 minuti.
5 commentsRoad book. La diga del Vajont
Longarone, Erto e Casso sono tre
paesini di montagna e, probabilmente, sarebbero sconosciuti ai più se non fosse per una tragedia che ne ha segnato la storia.
Il 9 ottobre 1963 il monte Toc franò nel bacino artificiale della diga del Vajont, costruita tra il 1957 e il 1960 e appena riempita con 150milioni di litri d’acqua. Quel giorno, circa 50milioni di litri d’acqua esondarono, distruggendo alcune frazioni di Erto, Casso e il paese sottostante, Longarone. Morirono quasi duemila persone, ma la diga rimase incredibilmente intatta evitando una tragedia ben peggiore. Oggi Longarone è stata ricostruita in una posizione sopraelevata, mentre Erto e Casso si erigono ancora sulla valle del Vajont, ora vuota. A collegarle, c’è una strada di montagna larga e comoda da percorrere. Molti tornati, un misto veloce e la possibilità di visitare la diga del Vajont caratterizzano il tragitto: breve ma intenso.
Lunghezza: 12 chilometri. Tempo di percorrenza: 15 minuti.
4 commentsRoad book. Da Bologna a Cereglio
Le colline bolognesi sono famose per la loro bellezza: gnocco fritto, salumi, campi verdi su cui sdraiarsi e fare pic nic e strade tutte curve da godersi con la giusta calma. Bastano pochi chilometri per uscire dalla città e inoltrarsi in questo paradiso. La strada per Cereglio, un piccolo centro abitato fatto di poche case e un campo sportivo, è un susseguirsi di curve veloci che si stagliano sulla vallata. L’asfalto è steso ottimamente e, specie nei weekend, sono molti i motociclisti, anche stranieri, che si trovano a gironzolare da queste parti, fermandosi nei pochi bar lungo la strada per degustare le specialità locali.
Lunghezza: 45 chilometri. Tempo di percorrenza: circa un’ora.
7 commentsRoad book. L’Abetone
L’Apennino toscano è ricco di passi
e luoghi suggestivi. Tra questi, sicuramente degno di nota è il passo dell’Abetone. Ricco di percorsi di trekking leggero aperti tutto l’anno, questo passo è piacevole da percorrere, ma richiede attenzione nella guida per via di un asfalto rovinato e, a volte, sporco. La cucina toscana è la ciliegina sulla torta di questo percorso perfetto per una breve uscita estiva: selvaggina, ribollita, bruschette, pici e ottimo vino rosso, da bere con moderazione, sono serviti in ogni trattoria.Lunghezza: 33 chilometri. Tempo di percorrenza: 40 minuti.
Road book. Da Lecco a St. Moritz
Cambiano paesaggi, colori, profumi e idee, in questo tragitto che permette di vedere luoghi totalmente diversi tra loro, seppure simili. In Italia la strada è stretta, inizia a salire ma non si inoltra nella montagna. Appena varcato il confine svizzero, invece, la carreggiata si allarga, l’altitudine aumenta velocemente e le curve si fanno appassionanti. Lo sguardo si può perdere in ampi spazi verdi e le poche costruzioni hanno spioventi tetti in legno. Dopo qualche chilometro la strada si stringe nuovamente e si arrampica sulla roccia con tornanti in rapida successione. Una volta arrivati in cima, si assiste a uno spettacolo rigoglioso. Campi, ruscelli, boschi e maneggi circondati da vette ancora più alte. Avvicinandosi alla meta, le costruzioni si infittiscono e si percepisce un’aria lussuosa. Il piccolo centro di montagna di St. Moritz, è infatti costellato di alberghi a cinque stelle e negozi alla moda.Lunghezza 130 chilometri. Tempo di percorrenza: 120 minuti circa.
Road book. Il Montello
Il Montello è una collina semiselvaggia che nasconde un suggestivo ossario, una splendida pista da cross abbandonata che fa venire i brividi, freddi ruscelli e lussuosi villini tra gli alberi. Nelle domeniche primaverili la strada che lo attraversa viene utilizzata come una pista dai motociclisti di mezzo Veneto, tante sono le curve e i saliscendi che la rendono esaltante. Durante il resto della settimana invece è un luogo rilassante, dove mantenere un’andatura sostenuta e godersi l’asfalto steso ottimamente, ma senza esagerare. I trattori dei contadini della zona, infatti, sbucano dalle entrate laterali o da dietro le curve, rendendo pericoloso correre troppo. L’agriturismo Ai Pioppi merita una sosta, dove si mangiano ottime salamelle alla griglia con polenta e fagioli, e si beve un buon vino rosso servito in scodelle di terracotta. Dopopranzo, poi, ci si può divertire con il gigantesco parco giochi allestito nel giardino dell’agriturismo con pezzi di recupero: altalene, scivoli, ottovolanti e gabbie panoramiche che meritano una visita.Lunghezza 17 chilometri. Tempo di percorrenza: 25 minuti.
