Archivio categoria 'Under 25'

Jun 11

25 anni in 25 eventi. 2006 - 2010

Category: Under 25  

Gomorrra_R.SavianoI giovani raccontano il loro background attraverso gli avvenimenti chiave degli ultimi 25 anni. Su Riders di giugno trovate i 25 tweet (messaggi di 140 caratteri), uno per anno, scritti da altrettanti giornalisti under 25. Qui pubblichiamo i testi integrali, cinque al giorno a partire da oggi. Ecco gli anni dal 2006 al 2010:

2006 L’Italia vince i mondiali
di Davide Maestri
«La vittoria è il sorriso di dio» scrisse John Greenleaf Whittier e, nel 2006, quel sorriso rimase scolpito sul volto degli Italiani che, per la prima volta dopo tanto tempo, si sentono tutti coesi. «Siamo una squadra sola stanotte» recitavano ali di folla nelle strade e nelle piazze.Il rigore segnato da Fabio Grosso fu capace di riempire il silenzio notturno di cori e feste da balconi,finestre, piazze, nelle quali si suonò tutto quel che c’era da suonare. Jack White leader e cantante dei The White Stripes mai avrebbe immaginato che Seven nation army potesse divenire il nuovo inno italiano. Quella sera portò in dono la consapevolezza che I sogni, a volte, si avverano. Dopo che la ferita di calciopoli aveva lacerato tutti, nel buio della notte, si accese la stella più luminosa intrinseca di rivalsa, di quella gioia euforica, di quel sorriso che già di per sè è una vittoria.

2007 Esce Gomorra
di Sara Galardi
«Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe». Siamo a Palermo, 23 maggio 1993, e un manifesto commemora la morte di Falcone e Borsellino, baluardi di una guerra alla mafia siciliana. Le idee camminano e ritornano. Campania, 2007. Gomorra di Roberto Saviano, seguito dal film scandalo del 2008, agita le coscienze. Sono passati molti anni, la mafia siciliana è diventata la camorra gomorra campana, ma lo scenario non cambia. Si riaccendono le discussioni e riafforano alla mente le stragi del 92 e del 93, che riviviamo, per lo più, nei racconti polverosi dei nostri genitori. Tra bagni di folla, talk mediatici, tentativi di sminuire il libro e ghettizzarne l’autore, la lotta continua. Restano le idee e la speranza, le stesse di una volta. C’è ancora il bisogno tutto umano di indignarsi e di parlarne, nel bene e nel male. Affinchè il nostro Belpaese venga ricordato non per la mafia o la camorra ma, solo, ai limiti del paradossale, per i cari pizza e mandolino

2008 Crisi economica
Di Ilaria Giordano
Nel 2008 la minaccia di una recessione mondiale si è concretizzata e i corsi e ricorsi di Vico sono diventati attualità succosa per gli editorialisti. Se gli Stati Uniti starnutiscono, il mondo prende il raffreddore, una massima logora tuttavia riduttiva: il raffreddore si è cronicizzato. Negli anni della Crisi con la C maiuscola e degli anglicismi che tanto ci piacciono, abbiamo imparato termini astrusi: prestiti subprime, stagflazione, credit…crunch o brunch? Uova, pancetta e riduzione del Pil imbandiscono la tavola. La conseguenza peggiore di questa broncopolmonite universale è la sua propagazione: la Lehman Brothers ha annunciato bancarotta oltreoceano, ma i dati Istat del 2010 raccontano che il maggior numero di disoccupati si nasconde nel Belpaese. La nostra generazione, repressa da un sistema antiricircolo e stanca di balli propizatori sul finire di ogni lavoro a progetto diventa così maestra nell’arte della versatilità e della fantasia professionale, capace di inventarsiun mestiere pur di sfuggire al triste destino della schiavitù non retribuita. E via con il web, mecca dei neonati stacanovisti, con il new fund raising, alla ricerca di finanziamenti come Indiana Jones, con le associazioni professionali, perché l’unione fa la forza e l’affitto è diviso per tre. Così, tra dita incrociate e l’ambizione di trovare ognuno un pezzetto d’America, il rischio è diventato il nostro vero mestiere.

2009 Ray-Ban lancia la nuova edizione dei Wayfarer

Di Francesco Casarotto
Dal 1952 il Ray-Ban Wayfarer è stato presente non solo sulle pagine patinate delle riviste di moda, ma sul naso di leggende come Mick Jagger e Ray Charles e presente in  numerosi successi cinematografici, da Colazione da Tiffany, ai Blues Brothers, agli ultimi successi di Sofia Coppola. Il caso del Wayfarer, con il suo vai e vieni nelle scene del mercato è simbolo della ciclicità della moda, del riproporre quasi con regolarità modelli del passato, regalandogli spesso dettagli più moderni. Il Wayfarer è solo il primo di una lunghissima serie di capi e pezzi indicativi. Basti pensare alle camicie in flanella simbolo del grunge, indossate e consumate da Curt Cobain che, nelle ultime stagioni, riempiono strade e piazze snaturate dal principio originale e diventate tendenza. Emblematiche sono anche I pantaloni a zampe d’elefante, simbolo di proteste giovanili dal 68, tornate in auge per poche stagioni qualche anno fa, slegate dall’immagine frichettona e da qualsiasi principio politico e subito dopo scomparse. O ancora le Converse All Star, le più famose delle scarpe in tela, create nel 1923, diffusissime tra gli anni Sessanta e gli Ottanta, riproposte con mille variazioni sul tema nei primi anni del 2000 e ora accessorio di moda contemporaneo e componente dell’abbigliamento ordinario. Il caso All Stars è esemplificativo anche di come, oggi più che mai, non sia la moda delle passerelle a diffondersi verso la strada ma, al contrario, sono le tendenze della strada a ispirare le passerelle.

2010 iPad
di Luca Bernardi
Il 27 gennaio 2010 Steve Jobs salì sul palco dello Yerba Buena Center per presentare al mondo iPad, l’ultima creazione made in Cupertino. Un nuovo modo di fruire i media ma anche la più grande occasione per risollevare il mercato dell’editoria. iPad non vuole sostituirsi a computer o smartphone, bensì apre nuovi orizzonti: ha permesso di creare magazine dove gli articoli sono integrati da video, infografiche interattive; dove utenti da tutto il mondo possono commentare all’istante un’articolo e condividerlo con i propri amici. Esistono App intelligenti in grado di imparare i nostri gusti di lettura e proporci solo gli articoli più interessanti. Ma iPad non è solo uno strumento per la lettura, è la possibilità di avere tutto il proprio mondo sempre con sè: immaginate, mentre siete seduti in treno la mattina, di poter navigare in internet o guardare l’ultima puntata della vostra serie Tv preferita. Pensate a uno studente universitario che può portare con se tutti i libri, gli appunti e le slide e su questi interagire direttamente con i propri compagni e professori. La comunicazione e il rapporto con con la tecnologia legata a essa non sarà mai più la stessa.

Guarda gli anni dal 2001 al 2005

No comments
Jun 10

25 anni in 25 eventi. 2001 - 2005

Category: Under 25  

Logo_EuroI giovani raccontano il loro background attraverso gli avvenimenti chiave degli ultimi 25 anni. Su Riders di giugno trovate i 25 tweet (messaggi di 140 caratteri), uno per anno, scritti da altrettanti giornalisti under 25. Qui pubblichiamo i testi integrali, cinque al giorno a partire da oggi. Ecco gli anni dal 2001 al 2005

2001 Attentato alle torri gemelle
di Chiara Arienti
Il 2001 richiama alla mente dell’immaginario collettivo un unico episodio. Ancora oggi, a quasi dieci anni di distanza, è stampato nella memoria quel pomeriggio in cui tutti i programmi televisivi vennero interrotti per trasmettere in diretta internazionale l’attentato alle torri gemelle. Inizialmente non fu ben chiaro cosa fosse accaduto e anche quando venne spiegata la natura della tragedia non fu facile darle un senso. La nostra generazione conosceva la guerra solo dai libri di scuola o dalle immagini dei telegiornali che raccontavano di universi lontani. Per la prima volta, quel giorno, veniva invece colpito il centro vitale della nostra società, la fonte da cui giungevano a noi miti, innovazioni e futuro. In quel momento crollava ogni certezza, l’idea che il nostro fosse l’unico sistema di pensiero esistente al mondo e il corretto modo di vivere universalmente riconosciuto. Il Paese che ci aveva dato il cinema, i videogiochi e i fastfood, allora ci stava dando la possibilità di crescere e cominciare a riflettere su ciò che accadeva nel mondo. L’11 settembre 2001 ha segnato un punto di non ritorno non solo nella storia ma anche nelle nostre coscienze. Quel giorno diventammo grandi.

2002 L’Euro
di Immacolata Basile
È una comodità girare per l’Europa senza cambi monetari, ma come si può risparmiare per viaggiare se tutto in Italia costa il doppio? Ricordate le caramelle Goleador? Con le lire se ne mangiavano un sacco. Si raccimolavano le monete sparse in casa per sgattaiolare al bar dietro l’angolo e, quando la nonna allungava la banconota da mille lire, era una festa. Con l’addio alla lira le monete non bastano più, nemmeno per le Goleador. Viviamo in un mondo in cui lo scambio culturale è fondamentale, le lingue altrettanto. La moneta unica europea ha accorciato le distanze, ridotto gli inconvenienti monetari e gli imbarazzi matematici nei calcoli di cambio. Tuttavia nelle piccole spese di tutti i giorni è nata una guerra ai centesimi di euro: un arrotondamento in eccesso di troppo e si finisce a chiedersi come sia potuta sparire una banconota da 50 euro in meno di 24 ore. Si risparmia per visitare posti nuovi con la stessa moneta che siamo costretti a spendere ogni giorno, a prezzi poco onesti, in un’economia che predica l’equità ma non la rispetta.

2003 Patente a punti

di Christian Fusi
Forse, c’è stato un tempo in cui prendere la patente equivaleva a essere finalmente indipendenti, alla possibilità di spostarsi davvero, stare fuori la sera e avere appuntamenti con belle ragazze. Per noi, quel momento è arrivato in anticipo, a 14 anni, col primo cinquantino. La tanto sognata patente, invece, ha portato con sè un mare di paura e, spesso, di lacrime. Paura per le impagabili sanzioni che si nascondono dietro ogni manovra sbagliata, per le pesanti punizioni a cui si va incontro alla minima infrazione. Le scuole guida insegnano a guidare usando lo stesso metodo di 50 anni fa, basta saper fare il parcheggio a s e guardare prima di aprire la portiera per mettere finalmente la patente in saccoccia. Ma le auto per la strada sono aumentate a dismisura e con esse il numero di incidenti e, di conseguenza, sono stati presi provvedimenti. Si insegna forse a guidare davvero? C’è un esame serio o un periodo di apprendistato? Viene offerto un corso di guida sicura a tutti I neopatentati? No, per queste cose servirebbero molti soldi. Meglio invece attuare una politica punitiva molto severa, con multe da capogiro e punti da acquistare (sì, la percezione è proprio quella che si possano comprare, tanto è facile rivere la patente per chi ha disponibilità e tanto è invece impossibile per chi non se lo può permettere). La scelta di reprimere al posto di educare, unita ai controlli saltuari e mirati che, quindi, si possono evitare facilmente con un po’ di intelligenza e non garantiscono la pena, ha creato una generazione di guidatori dalle scarse capacità con una forte propensione a infrangere le regole e sta rovinando la vita a molti che, per errore o per ignoranza, sono stati colti sul fatto.

2004 Nasce Facebook
di Camilla Boselli
Email, password, resta collegato. Più che automatiche, azioni primordiali. Ormai, l’estensione delle dita sulla tastiera, la prolunga della mente ben oltre i confini del corpo. Una rivoluzione avvenuta nelle nostre case, dentro ai laptop, attraverso il web. Facebook a.k.a. Il social network. Creatura di un giovane, il buon Zuckerberg, che programma alla velocità con cui i comuni mortali corrono all’aperitivo del venerdì sera, è il secondo sito web più visitato al mondo dopo Google, dal 2004. La trasposizione dell’io nel parallelo Internet. Il nostro portale verso il tutto. La vita degli altri in diretta. La nostra, in mondovisione. Pubblica quotidianità. Una grande e affollata seconda casa. Lo slogan rende l’idea del pensiero che lo ha reso tanto celebre. Facebook ti aiuta […] a rimanere in contatto con le persone della tua vita. Ma poi, sono davvero più vicine queste persone? I nostri 786 amici proveranno a taggarci infilandoci un dito nell’occhio? Poco importa. Nel generale odio et amo Facebook è ormai l’amico inscindibile, lo stupefacente legale. L’angelo delle teenagers, il demonio per quelle aziende costrette a negarne l’accesso, causa esponenziale crollo attenzionale nelle ore lavorative. Che fine ha fatto il sudore nella stretta di mano? Scusate, devo condividere un link, postare un evento in bacheca, cambiare la mia situazione sentimentale e far sapere al mondo che mi piace.

2005 Fine della leva obbligatoria
di Alfiero Rodi
Il 1 Gennaio 2005 finisce un’era. Quella che prevedeva un periodo obbligatorio di formazione militare una volta maggiorenni. Decreto visto come un sollievo:
niente più sbattimenti lontani da casa, famiglia, amici, fidanzata. Niente
più sveglia alle sei per l’alza bandiera. Vero però anche che viviamo in un’epoca dove siamo sempre più abituati a una vita sedentaria, circondati di ogni comodità e sfizio che rammolliscono. La leva da questo punto di vista, come una cicatrice indelebile, segnava la vita dei ragazzi, formandoli nello spirito come uomini veri. Perché le regole ferree da seguire, le marce chilometriche con lo zaino da 20 chili sulla schiena facevano
comprendere come potesse essere dura la vita, temprando a tal punto da non
abbattersi facilmente di fronte alle difficoltà. Un’esperienza che contribuiva a formare
degli uomini veri. Un po’ come nello sport, che a modo suo, oltre a essere un
divertimento, è anche uno strumento di formazione caratteriale. La leva era forse, simbolicamente, il passaggio da giovani ad adulti, una fabbrica di uomini. Ma, certo, la vita riserva molti altri modi per diventarlo.

Guarda gli anni dal 1996 al 2000

1 comment
Jun 9

25 anni in 25 eventi. 1996 - 2000

Category: Under 25  

Logo_NapsterI giovani raccontano il loro background attraverso gli avvenimenti chiave degli ultimi 25 anni. Su Riders di giugno trovate i 25 tweet (messaggi di 140 caratteri), uno per anno, scritti da altrettanti giornalisti under 25. Qui pubblichiamo i testi integrali, cinque al giorno a partire da oggi. Ecco gli anni dal 1996 al 2000.

1996 esce toy story
di Marcello Signore
Quando Toy Story uscì al cinema, nel 1995, io avevo sette anni. Ero un bambino. Molto prima di sapere che cosa volesse dire Cgy, Computer Generated Imagery. Molto prima di essere un nerd. Molto prima che quello stesso Toy Story diventasse un fenomeno di costume, trasversalmente culturale fra adulti e bambini. Il primo dei grandi capolavori Pixar, il primo film della storia realizzato interamente in digitale. L’equivalente cinematografico dell’Apollo 13 per la Luna: un pioniere, avveniristico. Toy Story ha tradotto il grande compendio moral favolistico dei classici Disney in un linguaggio futuristico, immaginifico e spettacolare. Un mondo, quello di Toy Story, basato sul semplicistico sogno infantile dei giocattoli che prendono vita (i giocattoli prendono vita sul serio, basta chiedere a qualsiasi bambino). La classica queste alla ricerca di un’identità. Quel senso di affezione agli oggetti, al nostro Buzz e al nostro Woody. La grande lezione del rispetto, il rispetto per quello che si possiede, per il nuovo, e per il vecchio. Una precoce educazione sentimentale all’amicizia. Quando ho visto per la prima volta Toy Story avevo sette anni, ero un bambino e ho pianto. Ora che ne ho 22 non sono più un bambino: ora c’è il 3D, e la Cgi è ordinaria  amministrazione. Ogni volta che vedo Toy Story, però, piango come un bambino di sette anni. Verso l’infinito, e oltre.

1997 Mtv
di Fiorella Ruth Kibongui
Dove ha fallito l’esperanto hanno vinto le generazioni coinvolte nell’affermazione del network della Music Television. Oltre a chiamare in causa l’immagine come mezzo complementare al suono, Mtv si è rivelato un canale di comunicazione preferenziale per questioni sociali spesso indelicatamente affrontate dal mondo adulto. Negli anni Ottanta la musica afferma la sua seconda dimensione con il videoclip. Nel frattempo il mondo scopre nuovi spauracchi. Mtv cavalca l’onda della prima suggestione ma si fa forte anche della seconda, diventando uno dei mezzi più credibili per la presa di coscienza giovanile di fronte a temi come l’Hiv, la povertà e la salvaguardia ambientale. La nascita dell’edizione italiana del canale nel 1997 ha significato l’inclusione in una rete in cui il nostro Paese, sempre così retrogrado, aveva la possibilità di esprimere il suo potenziale e la voglia d’internazionalità. Il sogno di diventare Vj e condurre Mtv On The Beach, oppure di ringraziare la mamma in lacrime ai Music Award, forse non ci ha salvato la vita, ma ci ha risparmiato una buona dose di noia e allenato all’idea contemporanea di Europa prima della moneta unica.

1998 Sex Gate
di Carlotta Cogliati
Dici sex gate e pensi al buon vecchio Bill Clinton. Googoli la stessa parola e Wikipedia ti rimanda sempre allo scandalo americano del 1998. Fin dalla notte dei tempi, sesso e potere sono andati allegramente a braccetto, ma noi l’abbiamo imparato grazie a Monica Lewinski. Offri sesso e conquisti il potere. Hai potere, e cerchi sesso. Non è cinismo, è realtà. Il povero Clinton screditato e destituito non fu certo l’unico e non rimarrà, sicuramente, l’ultimo. Si sa che la storia, da sempre, si fa sotto le lenzuola. Cleopatra cercò di conquistare il potere col suo corpo. Oggi, come ieri, le ragazze giocano col sesso per ottenere un potere di tipo diverso: la fama, il successo. La gente ne parla, la storia lo racconta e tutti sanno. Alla fine non diventa più una questione politica, ma di gossip. O meglio, di vicende di gossip intrecciate a vicende di politica. Studiamo la storia, leggiamo i giornali per sapere i retroscena privati di chi ha potere. Il sesso è (stato) il motore della storia. Il gossip è il motore che infiamma gli animi della gente che osserva comodamente chi fa del sesso la sua fonte di potere (e viceversa). Tutto il resto è noia.

1999 Nasce Napster
di Andrea Pagano
Se qualcuno avrà moralizzato ritenendola una stoccata di dubbio gusto, la maggior parte avrà sicuramente riso sotto i baffi pensando touchè!. Fattostà che la notizia della proposta d’acquisto alla Warner Music da parte di Sean Parker (fondatore del fu Napster) ha di certo avvicinato il personaggio reale alla cinica controparte cinematografica interpretata da Justin Timberlake in The Social Network. Una piccola rivincita nei confronti dell’establishment discografico, insomma, che nel 2001 cercò di affossare il suo progetto di democratizzazione della musica via web iniziato nel 1999 con la pubblicazione del sistema peer to peer. Velleità, perché, a dieci anni dalla lapidaria affissione di Napster was here, la diffusione dei sistemi che sfruttano lo stesso principio per la condivisione di file è endemica e l’industria del digital delivery musicale è una bolla speculativa bella e bolsa. Se c’è un merito che bisogna riconoscere a Parker è quello di aver emancipato la curiosità musicale dalla SIAE. E, forse, crocifiggere un rampollo furbo e carismatico come Parker ha solo accelerato un processo che poteva essere gestito con maggior dialettica fra le parti.

2000 Cambio di secolo
di Gemma Ghiglia
Alla vigilia del nuovo secolo molte preoccupazioni erano legate alle conseguenze che un potenziale difetto informatico avrebbe scatenato, manifestandosi al cambio di data dalla mezzanotte del 31 dicembre 1999 al 1 gennaio 2000, nei sistemi di elaborazione dati. Un sistema affetto dal cosiddetto Millennium Bug avrebbe frainteso 2000 con 1900, con conseguenze difficili da immaginare. C’è chi pensava davvero di risvegliarsi in uno scenario apocalittico nel quale i registratori di cassa avrebbero sparato con armi atomiche o che saremmo tornati alla preistoria informatica? La verità è che non accadde nessun evento significativo, si passò da un secolo all’altro con grandi festeggiamenti ma senza clamore. Credo si possa considerare il cambio di secolo come un paradosso: dovevamo assistere al crollo del nostro sistema di vita e invece siamo stati condotti in quella che viene chiamata Information Age, l’era della tecnologia e dell’informazione.

Guarda gli anni dal 1991 al 1995

2 comments
Jun 7

25 anni in 25 eventi. 1991 - 1995

Category: Under 25  

ultimatemotorcycling.comI giovani raccontano il loro background attraverso gli avvenimenti chiave degli ultimi 25 anni. Su Riders di giugno trovate i 25 tweet (messaggi di 140 caratteri), uno per anno, scritti da altrettanti giornalisti under 25. Qui pubblichiamo i testi integrali, cinque al giorno. Ecco gli anni dal 1991 al 1995.

Nasce il web
di Matteo Currotto
Il web ha cambiato la nostra vita e sarà così ancora a lungo. È un mondo parallelo che unisce divertimento, lavoro e utilità, dov’è facile trovare risposte a qualsiasi domanda. Parole, immagini e video non hanno più confini. La quotidianità è cambiata, ora si compone di dinamiche prima inimmaginabili, a cui non sapremmo rinunciare.

1992 SMS
di Samantha Lamonaca
Siamo nel 1992, è inverno e fa freddo. Sta per accadere qualcosa che cambierà drasticamente il nostro modo di comunicare, le relazioni con gli altri verranno ampliate,i timidi verranno aiutati, la comunicazione subirà una vera e propria rivoluzione. Stiamo parlando del primo SMS della storia, inviato 19 anni fa. Il primo Short Message Service arrivò su un apparecchio inventato per trasmettere voce, e non per ricevere testi scritti. Ma qual’è stato il testo del primo SMS spedito? Molto semplice, Merry Christmas, l’augurio di un Buon Natale inviato da un computer a un cellulare sulla rete GSM Vodafone inglese. Neil Papworth, l’autore dell’SMS non avrebbe mai pensato di dare il via ad un fenomeno che avrebbe rivoluzionato la comunicazione e cambiato anche il modo di scrivere creando un nuovo alfabeto abbreviato (grazie>grz, quanto>qnt, perchè>xè e così via…). Gli Sms sono stati un vero e proprio cambiamento comunicativo, in cui tutti comunicano immediatamente quello che hanno dentro usando la scrittura.

1993 Esce la prima Ducati Monster
di Vincenzo Bonanno
La moto è di quelle che graffiano, che lasciano il segno. Già il suo nome è una leggenda: Monster, un epiteto dal sapore epico che sembra uscito dall’Odissea di Omero dove, di mostri, Ulisse ne incontrò a bizzeffe. Monster è infatti il nomignolo, in dialetto bolognese, con cui i dipendenti Ducati hanno etichettato quel mostruoso prototipo di naked derivato dalla sportiva 851/888 Sbk. Presentata per la prima volta al salone di Colonia nell’autunno del 1992, la Ducati Monster arriva nelle concessionarie a maggio del 1993. Ed è subito amore a prima vista con gli appassionati delle due ruote, conquistandosi a buon diritto il trono di capostipite in una categoria, quella delle naked, che fino a quel momento aveva avuto ben poco successo. Dal primo esemplare M900 disegnato da Miguel Galluzzi all’ultimo 1100 Evo ne sono passati di modelli, ma lo stile è rimasto immutato. Sportività e comfort, design e tecnologia, performance e guidabilità: questi gli ingredienti per una moto diventata un brand. Sono passati 18 anni dal debutto sul mercato, ma la filosofia della Monster non è cambiata: less in more, ovvero ridurre per avere di più. Fianchi stretti e manubrio largo, è la moto ideale per ogni stile di guida, sia in mezzo al traffico cittadino che nelle curve più tortuose. Il piacere è assicurato. Insomma, un mostro facile da domare.

1994  Silvio Berlusconi scende in polititca
di Jacopo Florancio
I venticinquenni di oggi nel 1994 avevano sette anni. Di quell’anno ricordano un numero speciale di Topolino sui mondiali e i mondiali, ma dell’ingresso in politica di Berlusconi nulla. Quando, anni più tardi, il loro cervello ha smesso di etichettare la politica come rumore di fondo, Berlusconi era già qualcosa di stabile e assodato, qualcosa che produceva effetti in continuazione come una bustina di tè nell’acqua. Una delle principali tazze in cui l’aroma Berlusconi si è diffuso è quella del linguaggio. Accusato di conflitto d’interessi fin dai primissimi capitoli della sua storia politica, il cavaliere di Milano Due si diverte a giocare con gli schemi dialettici tradizionali e a spostare continuamente in basso l’asticella del si può dire nella vesta doppia di regista (Mediaset) e attore (il politico, la superstar del discorso italiano). Il mondo che costruisce è colorato e ottimista, popolato da nomignoli e soprannomi affettuosi. Sotto un cielo fatto di marketing compare l’elogio del senso estetico for dummies, tutto piegato verso il trionfo americano di spettacolo e shock: è la vittoria della Nascar sulla formula uno, del football sul rugby, è la sconfitta e ridicolizzazione del complesso e argomentato, del ragionato, del cricket.

1995 Easyjet: i primi voli low cost
Di Federica Fiorini
Nel marzo 1995 il ventottenne Sir Stelios Haji-Ioannou fonda la Easyjet Airline Company Limited, una delle prime grandi compagnie aeree low cost. Rinunciando a servizi accessori come il pasto a bordo o le classi differenziate, i clienti hanno la possibilità di acquistare i biglietti a un prezzo molto basso, tanto che il primo slogan di easyJet è Volare con noi costa quanto un paio di jeans! Voli di sola andata a sole 29 sterline. Si tratta di una svolta epocale nel mondo dei trasporti: viaggiare non è mai stato così facile. E conveniente. Volare dall’altra parte dell’Europa diventa quasi più economico di un’ora di treno; spesso l’intero volo costa meno dello shuttle da prendere per raggiungere l’aeroporto. Molte più persone possono permettersi di usare l’aereo, soprattutto i giovani che, pur senza disporre di molto denaro riescono a visitare diversi paesi europei e a vedere un numero di luoghi prima riservato a pochi fortunati. Senza bagagli e con il check in online anche i tempi d’attesa cambiano: le distanze si accorciano e si può persino pensare di andare e tornare da Londra nella stessa giornata.

Guarda gli anni dal 1986 al 1990

8 comments
Jun 7

25 anni in 25 eventi. 1986 - 1990

Category: Under 25  

www.simpsonet.comI giovani raccontano il loro background attraverso gli avvenimenti chiave degli ultimi 25 anni. Su Riders di giugno trovate i 25 tweet (messaggi di 140 caratteri), uno per anno, scritti da altrettanti giornalisti under 25. Qui pubblichiamo i testi integrali, cinque al giorno a partire da oggi. Ecco i primi cinque, dal 1986 al 1990.

1986 Disastro di Chernobyl
di Stefano Iagerosa
Nel 1986 il mondo o, almeno, qualsiasi essere umano dotato di buon senso, si è reso conto della pericolosità del nucleare. Noi, nati contemporaneamente alle campagne informative sui rischi da radiazioni, tenuti costantemente sotto controllo per scoprire eventuali anomalie e deformazioni, siamo cresciuti associando l’energia nucleare all’esplosione atomica. Come è vero che due più due fa quattro, lo dice la maestra, tanto è vero che le centrali nucleari esplodono, lo abbiamo visto. La diffidenza per questo tipo di energia ci ha accompagnato fin dalla nascita, impedendo alla maggior parte di noi di affrontare la questione razionalmente. Ora, che tanto se ne parla, ci è data la possibilità di farlo. E, probabilmente, non è solo il tragico avvenimento di cui abbiamo sentito parlare da quando siamo stati in grado di ascoltare a farci dire che il nucleare è morto.

1987 Nascono i Simpson
di Domenico di Maio
Le giallissime sagome nate dal genio e dalla matita di Matt Groening sono un fenomeno vivente che cambia e si confronta con la società mondiale, solleticando humour e mente di circa 60 milioni di persone in oltre 70 Paesi. Somministrati da un’enorme e invasiva flebo televisiva, i Simpsons ci accompagnano con sfrontatezza ed entusiasmo con parodie e sketch che prendono di mira la società, l’Advertisement, e il Newsmaking americano dal 19 Aprile 1987. Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie non sbagliano un colpo da 22 stagioni insinuandosi con prepotenza in ogni campo della vita reale: Il Time esalta il capolavoro di Groening etichettando preziosamente la serie come migliore del secolo, guadagnandosi l’accesso esclusivo nella Hollywood Walk of Fame e diventando oggetto di analisi e di pubblicazioni universitarie. La regola è una e rimarrà invariata ancora a lungo: se non li segui sei un outsider. Un cartoon cosi umano e acuto che fa bene agli occhi e fa bene alla mente. Un cartoon che fa venire la voglia di togliere le pile al telecomando e non rimetterle più, almeno per 20 minuti.

1988 Chi ha incastrato Roger Rabbit
di Irene Tamaglione
Un film del genere lo poteva concepire solo lui: Robert Zemeckis, regista di Forrest Gump, della saga di Ritorno al futuro e di quella serie di lungometraggi che abbiamo consumato durante l’adolescenza. Nel 1988 Zemeckis dà vita a Chi ha incastrato Roger Rabbit? E realizza il primo film a tecnica mista del cinema. 103 minuti di cultura pop nella sua forma migliore, con crossover di animazione e girato che diventano sostanzialmente la superficie sotto cui si annidano vizi e capricci dell’uomo. Cartoni animati, battute memorabili e spesso maliziose, comparse notevoli e quella struttura tutta americana capace di non far mai distrarre lo spettatore senza dire in fondo un granché. L’iconografia è di quelle che entrano nella storia: un coniglio nella tradizione disneyana, un sogno erotico in versione cartoon e un Bob Hoskins nei panni dell’investigatore danno vita a quell’immagine degli anni Ottanta di cui ancora oggi non si riesce a fare a meno. La lezione americana sta tutta qui: that’s all folks.

1989 Cade il muro di Berlino
di Giulio Casagrande
Chi Berlino l’ha vissuta sulla propria pelle ha percepito sensazioni piacevolmente contrastanti. Quello che, prima della caduta del muro, era zona off limit, oggi è parte partecipante di un mondo culturale che non vede un orizzonte prefissato ma si espande con estrema vivacità creativa. É frizzante. Ecco, questo forse è il termine più giusto. Croccante, forse, potrebbe essere un altro. Sta di fatto che il borbottio della Trabant color acquamarina che rombeggiava singhiozzante lungo le strade sterrate è stato soppiantato da vivaci mercatini di quartiere, zone multietniche dagli odori dei suk. Mentre il tenue suono backstreet di una Ballhaus sovietica è diventato locale di culto per una nuova generazione di giovani esteti, che abbandonano il concept electro tipico degli anni Novanta berlinesi per riabbracciare le tradizioni di una Germania divisa dalla parete di pietra più ignorante della storia. Tutto è cambiato, tutto sta ancora cambiando.

1990 Nasce il Sega Mega Drive
di Riccardo Agostini
Dall’adolescenza in poi ciascuno di noi intuisce, chi più chi meno, il distacco imposto dalla natura fra sè e il mondo che lo circonda e riflette sulla simulazione dell’agire cui è condannato. L’urgenza di definire i caratteri di questa situazione assai confusa è tipica di molti grandi artisti del novecento i quali, in forme diverse, tentarono di indagare il dilemma della finzione propria dell’uomo mediante ciò che finge la realtà per antonomasia, l’arte. A che scopo, quindi, noi giovani nati negli anni Ottanta abbiamo trascorso intere giornate di fronte a strumenti diabolici che ci offrivano avventure fittizie, entrando con avidità in situazioni di fatto doppiamente irreali? Chi può negare di essersi mai immedesimato nei  vari Mario Bros saltellanti fra funghi incazzatissimi e piante carnivore, tanto da ondeggiare su e giù, nel vuoto, il joystick del primo Nintendo (quello bidimensionale con le cassettone!) o di aver allenato il proprio ingegno nell’impegnare in acrobazie pericolosissime quella gran gnocca di Lara Croft, con il solo scopo di ammirarne le fattezze posteriori, in barba alle tigri della giungla? Accendere il Game Boy per lanciare banane in testa a coccodrilli pirata con Donkey Kong non corrisponde forse all’esigenza di eludere il problema esistenziale dell’inafferrabilità del quotidiano? I videogiochi, pare, ci hanno davvero aiutato a non pensare costringendoci a entrare in dialogo con realtà ancora più suggestive di quelle che tutti noi immaginiamo, sognamo, desideriamo, di giorno e di notte. Bene o male che sia, vero o falso che sia io, quando faccio gol con Lavezzi, esulto come un pazzo.

Guarda gli anni dal 1991 al 1995

No comments
Jun 3

Riders Mette in Moto i Giovani. Ventesimo giorno

Category: Under 25  Riders Tv  

Riders_Mette_In_Moto_I_Giovani_giorno_20L’esperienza Under 25 di Riders termina con questo video. I giovani, oggi, hanno ricevuto le cosidette ciano, ovvero le prove di stampa del giornale da visionare per le ultime correzioni: la soddisfazione più grande è stata vedere concretizzato il proprio lavoro. Non più solo dietro uno schermo ma, finalmente, stampato su carta, da toccare, sfogliare, sentire. Il momento dei saluti, alla fine di un’esperienza di gruppo, è sempre accompagnato da un po’ di malinconia, ma in questo caso c’è anche la consapevolezza di aver creato qualcosa di grande, se non altro nel significato e nel messaggio che i giovani hanno voluto lanciare in un periodo di crisi nera in cui per loro le opportunità di esprimersi nel mondo del lavoro sono ridotte al lumicino.Anche quest’ultimo video è andato in onda su Virgin Radio Television alle 14.30 e verrà ritrasmesso alle 20 di stasera. Tutte le puntate precedenti sono online sul nostro sito.

Guarda la puntata precedente.

No comments
Jun 2

Riders Mette in Moto i Giovani. Diciannovesimo giorno

Category: Under 25  Riders Tv  

Under_25_Video_19La puntata di ieri ha rappresentato l’epilogo del lavoro fatto dalla redazione Under 25, ingaggiata per realizzare il cuore dedicato ai giovani di Riders 42, che troverete dal 7 giugno in edicola. Oggi, i protagonisti rispondono ripetutamente e a rotazione a una domanda: cosa significa mettersi in moto? Dalle loro risposte troverete tutta la voglia, le idee, le energie e la positività che dovrebbero trasmettere aria fresca e sano ottimismo a tutti. Provarci è meglio che rassegnarsi. La puntata di oggi, andata in onda su Virgin Radio Television alle 14.30, verrà ritrasmessa alle 20 di stasera. Gli episodi precedenti sono online sul nostro sito.

Guarda la puntata precedente.

No comments
Jun 1

Riders Mette in Moto i Giovani. Diciottesimo giorno

Category: Under 25  Riders Tv  

Riders Mette in Moto i Giovani. Diciottesimo giornoQueste settimane hanno trasformato i nostri Under 25 da colleghi in amici, come succede quando si passano insieme intere giornate, si lavora a un progetto comune, si vive fianco a fianco confrontandosi e discutendo. Nella puntata di oggi sono concentrati tutti questi giorni, queste emozioni. La puntata di oggi, andata in onda su Virgin Radio Television alle 14.30, verrà ritrasmessa alle 20 di stasera. Gli episodi precedenti sono online sul nostro sito.

Guarda la puntata precedente.

1 comment
May 31

Riders Mette in Moto i Giovani. Diciassettesimo giorno

Category: Under 25  Riders Tv  

Riders Mette in Moto i Giovani. Diciassettesimo giornoSiamo agli sgoccioli. Il giornale è chiuso. Le pagine sono state viste, esaminate, rilette, scandagliate sia dai ragazzi della redazione under 25 che da Alessandro Rimassa. Negli ultimi giorni il largo ufficio al secondo piano di Hachette è diventato la seconda casa di questi giovani giornalisti, grafici e colleghi, che hanno sperimentato sulla loro pelle il motto é la stampa, baby. Nottate in redazione, qualche attrito, cose da rifare e un estenuante lavoro di rilettura dei servizi, sono tutte cose da mettere in conto quando c’è da rispettare una data di consegna. Questo il riassunto della diciassettesima puntata andata in onda su Virgin Radio Television alle 14.30 che verrà ritrasmessa alle 20. Gli episodi precedenti sono online sul nostro sito.

Guarda la puntata precedente.

No comments
May 30

Riders Mette in Moto i Giovani. Sedicesimo giorno

Category: Under 25  Riders Tv  

Riders Mette in Moto i Giovani. Sedicesimo giornoPrima arrivano le idee, dei lampi di luce in forma astratta, poi prendono forma i servizi. In queste settimane avete visto i ragazzi della redazione under 25 uscire e andare a cercare e raccontare storie. Adesso viene la parte difficile, ovvero metterle in pagina. I ragazzi si sono fermati in ufficio di domenica fino a notte inoltrata, mangiando una pizza e rifinendo titoli, logo e impaginati. Stamani hanno incontrato Stefania Freri, la nostra grafica, per valutare le prove di stampa. Da oggi inizia il countdown per l’uscita del numero, non ci sono più margini di errore nè tempo per ripensamenti. La strada è ufficialmente in salita e la stanchezza si fa vedere sui volti di Martino, Alessandro e Irina. Questo il riassunto della sedicesima puntata andata in onda su Virgin Radio Television alle 14.30 che verrà ritrasmessa alle 20. Tutte le puntate sono online sul nostro sito.

Guarda la puntata precedente.

No comments

Next Page »