Archive for August, 2007
Rebel bike
La faccia è di uno davvero soddisfatto. Uno che si è divertito, e si è divertito come un pazzo. Rientra vincitore Roberto.
Da un’esperienza diversa, dove la prova di una moto si fonde con l’articolo vero e proprio. E la moto in questione, non è una due ruote qualsiasi. Già solo il nome incute un certo tipo di timore, e la Confederate B120 Wraith, di primo impatto, sembra solo un capriccio di design. Ma non lo è, e l’espressione di Roberto lo conferma. Ora è il momento di mettere sulla carta, le emozioni che ha provato. E forse sarà meno difficile del previsto: già le foto parlano da sole, ti viene voglia di provare quel giocattolo così strano…Poi le parole giuste, la grinta e la voglia, ci permetteranno di saperne un po’ di più.
Arriva dall’ Alabama (anche se ora è distribuita in Italia) e l’ha fatta un visionario di nome Matt Chambers. Un bellissimo elogio della follia. La Wraiht costa cara però, 74 mila euro. Non è facile da guidare: la schiena scoperta e lo spigolo delle piastre che vincola il motore al telaio “proprio in mezzo ai maroni”. E forse non è neanche così bella da vedere: lunga, irriverente, tronca. Ma la cosa che prima di tutto esce dalle espressioni di chi l’ha provata, è che non ti viene in mente un’altra moto, un’altra che ti regali un rapporto così fisico con un motore così intenso.
[Nel numero di Settembre]
Una definizione appropriata
Roberto è prodigo di frasi che potrebbero essere i sottotitoli di Easy Riders (giù di manetta, la moto è un prolungamento del corpo…), ma c’è una definizione che potrebbe essere strillata sulla cover di Riders, come “frasettone” fisso. “Quattro ruote spostano il corpo, due spostano l’anima”. Non si sa di chi sia, se in realtà possa essere lo stesso direttore l’autore, ma è lo slogan perfetto per il giornale. Infondo non serve sapere chi l’ha scritta, riesce a concettualizzare lo stile Riders anche a chi non appartiene allo stesso mondo. No?
9 commentsLa scelta di un titolo
Come nasce un titolo a Riders? Allora…immaginatevi la scena: la grafica Elisabetta al centro davanti al suo computer con aperto il servizio, Moreno, Daniele e Roberto intorno ad osservare il video. Nulla di strano direte. Si certo, se non fosse che si parte da un ipotesi seria per poi sparare una serie inimmaginabile di stupidate. Titolo ipotetico su Ewan McGregor: “Provate a prendermi”. Varianti: Un regno per la mia moto, Fuga da Holywood, Vivere su due ruote, In moto sotto le stelle, e via dicendo con le scelte più improbabili dove diventa protagonista il concetto scontato. Si ride, si prova, si scrive, si cercano spunti e INSIEME, si trova il titolo migliore. Riders è anche gruppo, unione di singoli elementi, dove però ognuno ha importanza.
6 commentsCuba, Que Viva Harley!
Cuba, meta di milioni di turisti. La visione turistica, però, in questo momento non ci interessa. Tanto meno le donne, i sigari e Fidel Castro (almeno in parte…).
L’idea arriva direttamente da li, da Sergio Ramazzotti, che ha scoperto un piccolo pezzo di Riders così lontano. E a dirla tutta non è proprio così piccolo.
In un attimo nasce un reportage, un racconto di un mondo diverso, fatto di appassionati veraci, che non mangiano pur di curare le loro Harley Davidson.
E rinomatamente si sa, a Cuba mangiare è già di sè problematico. Di primo impatto, quando ar
riva la notizia ci si chiede se siano 40 pazzi, se l’Habana Harley Club abbia senso di vivere in una realtà così complicata. “Dopotutto il motociclista è solo un motociclista e parla un linguaggio universale”, una frase tanto scontata quanto “di pancia”, detta da Sergio Morales, l’ex insegnante, il dottore delle H-D, il fondatore di quei 40 pazzi.
Questione di stile
Sul numero in edicola, la moda si sofferma sulle scarpe. Ginniche, ma ormai di culto in tutti i giovani (e i meno giovani) sono orami un accessorio indispensabile. Proprio come in redazione…come non cedere alla passione delle scarpe? Ma guardate che tipo…e indovinate di chi sono le uniche classiche? Vi dico solo che non ve lo aspettereste…
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