Andrea Cheli 23 ottobre 2007
In sella alla mia FZ6 mi sento veramente libero e lontano dai problemi della quotidianità. Dedico questo spazio a mio figlio Federico di 8 anni che condivide la mia passione per le moto
No commentsMaurizio e la sua storia (parte 4)
(continua…) In altre parole, per i prossimi 1500 chilometri, la preda è indifesa. Ne basteranno molti di meno. Le caratteristiche della strada sono ideali: la preda non può saperlo, ma è all’interno di una tonnara di sensi unici e semafori che lo porterà inevitabilmente là dove vuole Maurizio. Quando la preda sarà ferma al semaforo giusto, gli si affiancherà e gli dirà qualcosa tipo: “Mi hanno detto che questo modello non va granché”, poi aspetterà il verde e l’immancabile reazione dell’ “orgoglioso possessore” che, nove volte su dieci, scatterà e cercherà di superarlo prima della curva.
A quel punto, Maurizio, che si sarà preventivamente assicurato la traiettoria interna, ritarderà l’entrata in curva e tirerà dritto, costringendo la preda a fare altrettanto. Solo all’ultimo momento, butterà giù la sua moto e imboccherà il rettilineo che porta al semaforo successivo, lasciando che l’altro decida cosa preferisce fare: inchiodare o finire nel cartellone pubblicitario. Certo, non è del tutto sicuro che le cose andranno così: la preda potrebbe essere troppo insicura per accettare la sfida, oppure, se fosse veramente brava a guidare, potrebbe riuscire comunque a fare la curva e sul rettilineo non avrebbe problemi a lasciarlo indietro.
Non se ne preoccupa: Maurizio non lo fa per vincere. Ha vinto e perso molte volte nella sua vita e sa bene che la cosa importante non è l’esito di una gara. La cosa importante è avere sempre nuove gare da raccontare.
Carlo Simonelli
La cronaca di tre dei quattro Elefanti la trovate qui: www.canaro.net/html/viaggi/sommario.html
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