Archive for November, 2007
Vincenzo Rampini 30 novembre 2007
ciao a presto
Il gusto vero della vita 2
Mi rialzo subito sentendo un poco di dolore al braccio ed al ginocchio, l’automobilista mi aiuta a spostare la moto e poi mi fa sedere sul guard-rail.
Solo ora realizzo, per fortuna ho soltanto lacerazioni della pelle mentre il casco non ha nemmeno un graffio. Lui mi dice di avermi visto scendere tranquillo ed improvvisamente la ruota anteriore è schizzata via…risaliamo poco più su per vedere una bella ampia striscia di una sostanza oleosa che taglia in diagonale tutta la sede stradale da destra a sinistra. Successivamente arriverà una brava vigilessa e l’ambulanza.
In oltre dieci anni che ho la moto non ero mai caduto, probabilmente se avessi indossato il giubbotto ed un paio di guanti, nonostante il caldo, i miei danni fisici sarebbero stati quasi nulli. L’infermiere al pronto soccorso, un vespista da vecchio TS, mi ha detto che il giorno prima sul mio stesso lettino era disteso un ragazzo coetaneo per un incidente in moto, che però non ce l’aveva fatta.
Ho pensato tanto, a mio figlio alla mia famiglia, alle persone che conosco ed alla fugacità della vita, e mi tornavamo in mente i disegni visti nell’eremo. Mi piacciono tutte le moto, ma per me il cavallo è solo l’enduro, io sono un viaggiatore, possibilmente di strade bianche, mi piace anche tirare un po’, ma mai oltre i limiti. Un attimo, è solo una frazione di secondo, prima sono su, allegro e spensierato, l’istante successivo dopo potevo essere sotto la macchina al posto della moto. Ognuno agisce come crede, ma sulla strada a volte il manico non basta.
Stefano Traviglia
Il gusto vero della vita
Era tutta la settimana che in ufficio studiavo gli itinerari per la domenica, un bel giro tosto in Abruzzo, viste le temperature africane del periodo.
Conca del Fucino per vedere le antenne paraboliche del Telespazio e quei poveracci di nordafricani che lavoravano nei campi sotto il sole alla domenica, poi diritto verso la Maiella.
Salgo sui tornanti avvertendo l’aria che rinfresca veloce sulla pelle, in basso il rombo degli smanettoni sulla provinciale che si sorpassano a velocità supersoniche su strade strette un palmo, avevo appena salutato un fantastico raduno di bikers over 50, con vecchie guzzi, zundapp, motobecane, lambrette, tutti in fila a 50 all’ora, con l’ultimo centauro su una vecchia Nevada che mi sorride con quattro denti. Che belli, anch’io voglio diventare così. Salgo sui tornanti che avvinghiandosi come spirali mi innalzano verso il cielo con i cirri altissimi a disegnare curiose traiettorie. Incrocio una coppia dopo più di un’ora passata senza incontrare anima, ci salutiamo in un attimo che però non nasconde la gioia dipinta sul viso.
Ho attraversato la Valle Peligna e le Gole dell’Aterno dove mi sono fermato all’eremo di San Venanzio, un pugno di pietre sospese tra la montagna ed il fiume. Dentro c’era una cappelletta con gli ex-voto, guardando quelli dei motociclisti mi sono venuti i brividi, istintivamente ho preso un santino e l’ho messo nella guida stradale. Via di ritorno sulla Tiburtina Valeria con sosta al Passo di Forca Caruso dove nel silenzio più totale, rotto soltanto dal richiamo di un falco che mi gira sulla testa, guardo le enormi pale eoliche immobili come giganti addormentati. Che meraviglia, sono solo nel cuore del mondo… fa solo caldo, molto caldo.
Scendo ad Avezzano e cambiando programma, decido di tornare a casa passando da altre montagne, i Simbruini; salendo su a Campo Staffi per scendere dagli Altipiani di Arcinazzo, mi ricordo che sulla strada c’è anche una fonte bella fresca.
Saranno le quattro del pomeriggio, è davvero afoso e umido, decido di mettere il giubbotto di pelle nel bauletto e mi tiro su le maniche della maglietta, vado tranquillo perché il fondo stradale è pieno di sassi, anche qui, non incrocio nessuno per un pezzo, supero Filettino e mi sento appagato, dopo una curva a destra senza visuale fatta a 50-60 mi ritrovo a rimbalzare sull’asfalto mentre la moto scivolando lungo il pendio della discesa urta il frontale di una macchina che sale e si arresta al centro della strada, io molto più in basso.. (continua…)
Backstage quelli che…la Dakar
Sul numero di dicembre di Riders, uno dei servizi sarà dedicato alla Dakar. Vi proponiamo tutte le foto del Backstage, buon divertimento!
[gallery=37]
No commentsQuelli che… la Dakar
Il 5 gennaio 2008 partirà da Lisbona la trentesima edizione del celebre rally con destinazione Dakar. Nel numero di dicembre, Riders rivive con quattro protagonisti che lo hanno reso grande nel periodo d’oro della corsa.
Questa è una giornata tra amici (raccontata da Nico Cereghini), che magari non si vedono neanche più, o si incrociano due volte l’anno, ma hanno fatto delle belle cose insieme. Cose difficili. Cose che restano.
Sono sempre uguali, o quasi; un po’ più floridi intorno alla vita, ma sempre spalle massicce e mani forti. Ecco, i capelli non mentono: venti anni sono passati e allora o mancano o imbiancano. E l’occasione dell’incontro è una nuova giacca di pelle che si chiama Superdune, da raidavventura e turismo, in pelle trattata Sand-Wash che
pare aver già fatto la Dakar e celebra quelle di venti anni fa. Lino Dainese è con loro come allora.
Ricordi di raid vissuti, e lo stesso spirito goliardico di allora. Anche se oggi qualcuno vola in ospedale per rifarsi un’anca che non regge più.
[nel numero di dicembre]
No commentsEnrico Lo Verso il monogamo
Enrico da piccolo sognava di avere una BMW rossa. Quando 15 anni fa l’ha trovata, una K 100, non l’ha più lasciata né tradita (come è successo con la sua compagna). Non è solo un botta e risposta quello su Riders di dicembre, è un racconto-intervista in cui si parla della sua fedeltà, del figlio (a cui non vuole comprare il motorino) e soprattutto di viaggi. Ma infondo non poteva essere altrimenti, con uno dei protagonisti di un film che s’intitola Milano-Palermo Il ritorno.
La passione per la moto trasuda dalle sue risposte: «La moto è come il teatro: non puoi dare niente per scontato, devi essere sempre concentrato. Se sbagli il pubblico fischia… O cadi». Ritratto di un attore. Alle prese con la vita di tutti i giorni e con uno spirito davvero Riders.
[nel numero di dicembre]
1 comment