Archive for January, 2009
Riders 16 (-7). Il Leone ruggisce ancora…
E siamo arrivati. La “traghettata” a cavallo tra dicembre e gennaio è stato lunga, per voi che aspettavate, ma anche per noi che eravamo impazienti di sfornare il nuovo Riders.
Il 16. Che fra una settimana andrà in edicola.
Ma oggi partiamo con il count down: la prima anteprima riguarda un servizio a cui tengo molto, perchè racconta di un personaggio che ho nel cuore, per le emozioni e gli spaventi che mi ha trasmesso quando correva… Poi ha smesso. E non certo per sua scelta.
Ma di cose da dire ne ha tante… E un bel po’ le ha dette a Moreno Pisto, che è andato a trovarlo nel suo mondo. Fatto di camper, paddock, pit lane, box… E basta.
Riders & Riders, lascio a voi il gusto di indovinare. Solo quel casco, dovrebbe farvi sobbalzare…
Vi aspetto con il suo nome.
Cék
25 commentsAttacco alla SBK (FG Sport)! Dalla MotoGP (Dorna)… 1
Giusto che se ne parlava in questi giorni…
Su Motosprint di questa settimana c’è un pezzo che parla di proposte-invito da parte di alcuni costruttori per salvare la MotoGP, rivalutarla e poi tentare di giustificarne i costi elevatissimi…
In pratica, Ducati, Honda e Yamaha starebbero invitando Aprilia e BMW ad approdare alla MotoGP, per rinfoltire la griglia e quindi far ridecollare la categoria.
Ma i due costruttori europei hanno appena intrapreso l’avventura SBK e non sarebbero in grado di giustificare e gestire uno sdoppiamento oggi, considerando che solo l’impegno nelle “derivate” implica un grande consumo di risorse (dai 10 ai 20 milioni, pare).
E infatti dai primi test già stanno arrancando…
E’ difficile, riuscire a rimanere ad altissimi livelli contemporaneamente in entrembe le serie. E se FG Sport e Dorna si fanno guerra finisce che ci rimettono entrambe.
Perciò, in sintesi, ecco quello che esprime secondo me giustamente Enrico Borghi:
“Le due categorie sono sostenute dalle stesse fabbriche, le quali, se facevano fatica a gestirle insieme ai tempi d’oro, figuriamoci in questo periodo di crisi. Il problema è che la Superbike si è snaturata; le derivate dalla serie sono quasi dei prototipi.
Ducati, sulla 1198 usa la stessa elettronica della Desmosedici e Aprilia e BMW non sono lontane da un allestimento pseudo prototipale”.
1 commentAttacco alla SBK (FG Sport)! Dalla MotoGP (Dorna)… 2
Non ha senso portare a tale estremismo la SBK, quando per filosofia dovrebbe rappresentare la moto che chiunque possa comprare.
e BMW stanno investendo decine di milioni di euro per fare un prodotto all’altezza delle Ducati ufficiali che, obiettivamente, non hanno moltissimo in comune con la 1098 clienti.
A che pro? Per vincere a tutti i costi (legittimo) ma in questo modo costringere gli altri, privati compresi, a fare la stessa cosa.
E tutti si inseguono a suon di spese enormi. Limitare le possibilità di intervento e modifica sulle moto sarebbe un primo, significativo step.
E renderebbe secondo me le gare più livellate ed entusiasmanti, dove emerga davvero il pilota o, al limite, la qualità della moto di serie. Così un cliente si entusiasma e sa bene se compra una moto davvero vincente e non una che la scimmiotta solo nelle linee…
E poi comunque secondo me anche (alcuni) piloti sono troppo pagati. Uno sproposito. Come pure tanti altri sportivi. Ma questo è luogo comune ed è tutto un altro discorso…
Cékoz
5 commentsAttenti a quei tre… Aria fresca in SBK!
Lo scorso weekend a Portimao si sono svolte sessioni dei test invernali Superbike.
La cosa bella è che pare che ci sia del nuovo che avanza e forse andrà ulteriormente a impreziosire un campionato che si annuncia incandescente.
Intanto, Shane Byrne ha messo in fila tutti. E sapete con cosa?
Con la privatissima Ducati Sterilgarda della squadra di Marco Borciani: la moto che ha lasciato Max Biaggi. E il corsaro non è la prima volta che subisce tali smacchi; nel 2008 lasciò il manubrio Suzuki a un certo tedeschino con la faccia da nerd il quale fece faville per buona parte del torneo.
Comunque, per dare un giusto peso alla prestazione dell’inglesino Byrne, vi comunico che ha battuto il record della pista di un certo Bayliss. Non per dire…
L’altro volto fresco è Ben Spies, l’americano che ha preso il posto di Norick Haga in Yamaha; è stata la seconda sorpresa della giornata, mettendosi subito in scia a Byrne.
E come se non bastasse c’è pure un altro bad boy inglese (Tom Sykes) che si è piazzato 4°, anch’esso su Yamaha.
I ragazzacci qui illustrati non è che siano proprio di primo pelo, seppur giovani, hanno esperienze anche in MotoGP e “a casa loro” sono già affermati.
Ma nel mondiale SBK si possono considerare visi “freschi”. E la cosa mi piace. Soprattutto…
Guardando queste volti: hanno l’aria, uno più dell’altro, di essere veramente “fulminati” e di non avere timori reverenziali per nessuno.
Poi, in classifica, arrivano i caschi noti, che potete leggere e commentare nella classifica qui sotto.
1. Byrne (Gbr-Ducati) in 1′43″294
2. Spies (Usa-Yamaha) 1′43″484
3. Haga (Jap-Ducati) 1′43″487
4. Sykes (Gbr-Yamaha) 1′43″546
5. C. Checa (Spa-Honda) 1′43″657
6. Neukirchner (Ger-Suzuki) 1′43″674
7. Smrz (Cec-Ducati) 1′43″767
8. Fabrizio (Ita-Ducati) 1′43″951
9. Rea (Gbr-Honda) 1′44″115
10. Haslam (Gbr-Honda) 1′44″170
11. Kagayama (Jap-Suzuki) 1′44″425
12. Corser (Aus-BMW) 1′44″479
13. Laconi (Fra-Ducati) 1′44″546
14. Kiyonari (Jap-Honda) 1′44″610
15. Parkes (Aus-Kawasaki) 1′44″704
16. Polita (Ita-Ducati) 1′45″108
17. Nakano (Jap-Aprilia) 1′45″179
18. Biaggi (Ita-Aprilia) 1′45″260
19. Roberts (Aus-Ducati) 1′45″278
20. Salom (Spa-Kawasaki) 1′45″393
21. Tamada (Jap-Kawasaki) 1′45″446
22. Lavilla (Spa-Honda) 1′45″672
23. Hill (Gbr-Honda) 1′45″679
24. Scassa (Ita-Kawasaki) 1′45″820
25. Xaus (Spa-BMW) 1′46″128
26. Rolfo (Ita-Honda) 1′46″916
27. Iannuzzo (Ita-Honda) 1′46″971
Riders Bar (14): SBK in controtendenza!
Questa settimana apro il bar con una considerazione. Strani i casi nel mondo delle corse: a una prossima stagione MotoGP che si è presentata ancora prima di iniziare come molto difficile, corrisponderà un’annata Superbike da record storico.
Record di presenze, con 32 piloti in rappresentanza di 10 nazioni e ben 7 costruttori (Aprilia, BMW, Ducati, Honda, Kawasaki, Suzuki e Yamaha). Questo non può che rendere più entusiasmante una competizione motoristica!
E tutto ciò in barba al problematico periodo che l’economia internazionale sta attarversando…
Voce a Paolo Flammini, A.D. della Infront Motor Sports:
“Sono numeri che dimostrano il successo di una formula che consente alle squadre di partecipare ad una serie di altissimo livello con costi relativamente contenuti, dando la possibilità anche ai team privati di ben figurare“.
E ancora: “La validità e la stabilità del regolamento tecnico hanno poi favorito l’ingresso di due nuovi importanti costruttori, Aprilia e BMW, portando il numero della Case presenti ad un record storico per la Superbike“.
Chiaramente è troppo facile infierire sulla Dorna, ora. Però… Io penso: che la MotoGP sia la massima espressione del motociclismo, la più entiusiasmante; non merita di “sfigurare” in questo modo!
Che i conti e costi fossero diventati critici, lo si sapeva da qualche stagione, oramai. Parecchi team viaggiano da tempo regolarmente “border line”, se non sotto il livello di guardia…
Se DORNA desse una regolata, imponendo dei paletti, ci sarebbe forse qualche chances in più di rinfoltire la griglia. Che a stento arriva a 18: una vera tristezza vedere terminare in pochi secondi il serpentone delle moto in gara.
I sistemi per rendere più abbordabile il campionato e dunque allargare le possibilità di partecipazione ci sono, basta avere la volontà di applicarli.
E non si capisce perchè nessuno faccia nulla. Mah… Ogni tanto sembra di avere a che fare con i problemi politici italiani. E mi sa che è proprio lì sta il problema. La politica che sovrasta lo sport.
In bocca al lupo MotoGP e felicitazioni alla Superbike. Mentre ai miei Riders auguro una settimana spettacolare!
Cék
236 commentsAnticipò troppo i tempi. Bocciata!
Ciao Riders! Facciamo un gioco: chi non individua al volo questa moto provi a ipotizzarne l’anno di produzione: vi sembra possibile che abbia più di vent’anni?
Gli altri avranno riconosciuto la Honda PC 800.
Oggi ho fatto la “vasca” casa-lavoro con questa specie di moto-scooterone super protettivo degli anni ‘80.
Non ebbe molto successo, all’epoca, anche perchè costava piuttosto cara!
Venne dapprima pensata per il mercato americano, come una specie di GoldWing più piccola, e non funzionò granchè, poi provarono a importarla anche in Europa: Francia e Germania risposero così così, mentre da noi pochi pezzi.
Però, vi garantisco che come concetto di moto ha davvero anticipato i tempi. Carenatura totale, baulone sotto sella integrato sollevabile da dietro, tipo auto, e studio aerodinamico di alto livello, pedane a scomparsa, trasmissione a cardano ecc.
Con gli occhi di oggi ha evidenti limiti: è una Euro -4, pesa tantissimo, specie in proporzione alla potenza del motore (V2), frena poco e male (dietro ha addirittura il tamburo!) e praticamente è impossibile fare manutenzione: per muovere una vite bisogna smontare tutta la moto. E vi garantisco che non è una passeggiata…
Ma secondo me, fatta così, magari con la trasmissione automatica, freni adeguati e altri dettagli aggiornati sarebbe un valido mezzo di oggi. E anche come linea era davvero avanti…
Cék
8 commentsMini Riders! L’Orgoglio di Gianca!
Ecco l’immagine che ci ha mandato Rider Gianca, solitamente duro e schietto come pochi, che durante la scorso weekend, si è sciolto come burro al sole (anche se c’era il diluvio) alla Bike Expo.
Come? Ha portato il suo bimbo Ruben e gli ha dato la possibilità di esordire con una minimoto. Peccato, appunto, che il tempo fosse a dir poco inclemente…
E Ruben, secondo voi, si è tirato indietro? Ha preferito rimandare la sua prima volta per due goccioline di pioggia? Neanche per idea. La foto, anche se di qualità un po’ scarsetta, si vede che papi era un tantino emozionato, lo testimonia. Bravo Ruben, cominciamo bene, benvenuto tra i Riders!
Cék
9 commentsSfida sui Kart: Stoner più veloce di Massa!
Ma i piloti moto sono più veloci di quelli auto? A parità di mezzi, si direbbe proprio di si.
Dopo Valentino e altri… lo ha dimostrato pure Casey Stoner, iridato MotoGP 2007; in occasione di una gara di Kart su neve svoltasi all’evento Wrooom, organizzato in sinergia tra la Ducati e la Ferrari, l’australiano si è imposto davanti al vice Campione del Mondo di F1 Felipe Massa…
Il quale, probabilmente qualche volta in più rispetto a Casey, secondo me, ha impugnato un volante… Mi piacerebbe provare a fare il contrario… Eh eh…
Chissà perchè?
Cék
2 comments“Stone Man” e la KTM690R (1)
Ciao Riders, dedicato a voi, il parere di Paolo Bergamaschi sulla KTM 690R testata direttamente al Mototrip. Cék
“Curioso di provarla subito, come componente del gruppo PDF (Pezzi di Fango), quale miglior occasione se non ai 24° Mototrip di Terni: ovvero… lungo i percorsi dove si è svolto il mondiale enduro 2008…
Non è una specialistica e non lo vuole essere, ma nonostante gli ingombri e i pesi, oggettivamente più vicini a quelli di una enduro stradale, la 690 R in mulattiera dimostra il suo carattere “maschio” sin da subito.
Un po’ alta per un tipo di media statura come me: per “interpretarla”, non c’è altro modo che guidarla in piedi sulle pedane. Sullo stretto non perdona: va condotta con delicatezza, il segreto è nel lasciarla correre senza forzare la traiettoria controllandola con la manopola del gas e due dita sulla frizione.
Mano a mano che si apre uno spiraglio nel bosco, provo a dar sfogo alla manopola del gas: non c’è niente di più emozionante che veder sfilare le piante quasi a non riconoscerne le forme, tanto ne ha di sostanza…
2 comments“Stone Man” e la KTM690R (2)
Chissà cosa pensavo, quando mi si è prospettata la condizione di dar tutto gas proprio lì, in uno spiraglio boschivo con un fondo di pietre viscide, devo dire che la moto non ha tradito le mie aspettative.
Anzi, sospensioni, freni e ciclistica mi hanno trasmesso molta sicurezza nel tentativo di osare, quasi come con le specialistiche.
Continuo a guidarla, sono a metà del percorso, fino qui non ho spinto, ma per essere sinceri, la prima parte del Trip, non è stata una goduria: troppo lento per i miei gusti, troppo lento per la 690 nei passaggi estremi per l’altezza sella eccessiva e per il ridotto raggio di sterzata nelle manovre di inversìone.
Nella seconda parte invece, tutt’altra musica per le mie corde: un percorso decisamente più scorrevole, con terreno più duro e asciutto, mi ha fatto apprezzare veramente tanto la scelta di aver avuto l’onore di testare la 690 R.
Ciliegina sulla torta, gli ultimi chilometri su asfalto: beh, nonostante la bassa temperatura del manto, sembrava di guidare una moto da motard tanto è agile, performante e reattiva.
Mi piace perché è potente e ha un’erogazione elettrica, una ciclistica molto bilanciata e una frenata da stradale. Mi piace perché è versatile e ha personalità.
Grazie KTM, ciao a tutti”
Paolo Bergamaschi per Riders
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