Archive for August, 2009
Riders 23 (-4). La doppia vita di Franco Uncini
Due vite in una. Così si intitola il pezzo Riders Hero dedicato a Franco Uncini, ex campione mondiale classe 500 (1982) e oggi rappresentante dei piloti per la sicurezza sulle piste (Riders Safety Delegate).
Pilota preciso e serio, che ha vissuto nell’epoca di uno esattamente l’opposto (Marco Lucchinelli) con il quale condivise anche un po’ di rivalità… A detta di Franco un po’ troppo pompata sui giornali, come sempre accade in questi casi con i personaggi di successo nello stesso ambito.
Il servizio di Moreno Pisto ripercorre la carriera del gracile pilota di Civitanova Marche, del quale potremmo ammirare immagini di repertorio che si riferiscono ai suoi esordi…
Passando da quel terribile giorno del 1983, quando fu sbalzato in aria dalla sua Suzuki al GP d’Olanda e investito in pieno dall’incolpevole Wayne Gardner che dall’impatto gli strappò addirittura il casco. Ne uscì, anche quella volta, quasi un miracolo, guardando le immagini.
Sarà per questo ora si dedica a tutti gli effetti per la sicurezza dei suoi successori in pista?
Gustatevelo su Riders, a pagina 75.
7 commentsRiders 23 (-5). Il mito del “Four”…
Tra i contenuti del 23, spicca per spessore fotografico e di contenuti, il pezzo del Riders Club, dedicato questo mese a una moto che ha rivoluzionato il mondo delle due ruote negli anni Settanta.
Honda CB Four: serie antesignana delle maxi moderne. Ha ancora estimatori in tutto il pianeta e di tutte le fasce di età.
Persino i giovani, soprattutto quelli sensibili alla storia della moto e al vintage in generale, la ritengono un riferimento.
Francesco Valenti, con il supporto di Carlito Schilirò (foto) proverà a raccontarci di queste realtà di oggi, dove passione e stile vanno sullo stesso binario…
Fantastic Honda Four lo trovate a pagina 114.
17 commentsGli enduristi aiutano i bambini africani!
Grazie Manuel21! Mi hai ricordato che dovevo farvi sapere del “mondiale” di Gorle. Bello, quella è una manifestazione alla quale partecipo oramai da 4-5 edizioni…
E’ il “VI Enduro Alpini Gorle”: voluto da Giò Sala, organizzato da MC Chieve con la collaborazione degli Alpini…
In pratica è una gara di enduro su fettucciato ma in stile cross con cancelletto di partenza e gruppi di 20.
Al mattino ci sono le prove cronometrate: 3 giri singoli per ciascuno e la sommatoria dei tre propri tempi determina la formazione dei gruppi per le manches del pomeriggio, che poi proseguono a eliminazione fino a sera al momento della finalissima.
Di contorno anche la gara con le moto cross ed enduro d’epoca: impressionante, quelli veri come i Gritti & co, i tempi che riescono a fare tutt’oggi con quelle moto.
Per quanto mi riguarda, come sapete sono reduce da un infortunio (spalla e costole) perciò non ero particolarmente in forma. Ma volevo esserci perchè come sapete la manifestaione Enduro Alpini di Gorle, organizzata dal mio amico Giò Sala, ha finalità benefiche e l’incasso viene devoluto alla missione di Suor Isolina in Africa.
Ebbene, quando il fisico non supporta… Ci si attacca a dei trucchetti… eh eh… Una fiammante gazzella arancione 125 due tempi è quello che fa per me; leggerissima, poco violenta ma veloce all’occorrenza.
Solo bisogna farla cantare un po’ altrimenti in uscita di curva non è brillante come i trattorini 4 tempi.
Il problema è che non ci sono prove libere. Subito pronti via, da fermi, il giro singolo cronometrato. Poco male, cercherò di tornare indietro qualche anno (o decennio… eh eh) quando la mia moto era un Valenti-Yamaha 80 da cross.
E lì, altro che farlo cantare, avrà avuto un range di utilizzo di 500 giri…
Ok, provo, mi piace. Mi diverte l’idea di rispolverare la guida squillante frizione in mano… Sul giro secco non vado neanche male… Mi piazzo un po’ meglio della metà classifica e considerando che tra i 200 iscritti, così a occhio, sono più o meno tutti enduristi in attività, non sono particolarmente deluso.
Poi ci sono le manches in formula cross al pomeriggio: temo il fattore resistenza fisica (per me pressochè nulla). Al camion KTM, dove sono alloggiato per l’occasione, non si sentono bene le comunicazioni di servizio e le convocazioni dei piloti al cancelletto.
Capisco male, mi presento in anticipo: l’addetto guarda il mio numero e mi dice: <<no, torna dopo, tu sei fra due manches>>.
Rientro al camion, e torno dopo due gare. Guarda nell’elenco e mi liquida: <<La tua gara è quella in corso ora. Sei in ritardo>>.
A testa bassa, senza polemizzare perchè sono lì a divertirmi, rientro al camion, tolgo il casco e vado a vedere le rimanenti gare.
Mi spiace, ok, poi penso fra me e me; forse, è andata meglio così… Ero francamente stanchino ancora prima di partire e c’erano mille gradi all’ombra.
L’unica cosa a sfavore, mancato divertimento a parte, avevo preso anche un paio di quelle bevande di ricarica… Che non sono riuscito a smaltire se non a tarda sera.
Ci riproveremo l’anno prossimo. Magari riesco ad allenarmi almeno un pochino. Il fuoristrada, ragazzi, senza allenamento non si fa. Anzi, può essere davvero pericoloso, specialmente se si vuole gareggiare.
Alla fine, l’importante è il risultato finale. Ma non il mio, che è nullo, bensì la manciata di migliaia di euro che andranno ad aiutare i bambini africani.
PS Un sacco di piloti, noti protagonisti del mondiale, hanno partecipato con entusiasmo e passione, impegnandosi a mille nonostante lo spirito amichevole dell’evento.
Alex Belometti, Simone Albergoni, Thomas Oldrati, i fratelli Gritti, Massimo Migliorati, Stefano Passeri e molti altri… Tra i quali Alessandro Botturi, il quale si è affermato nella finalissima!
A proposito del Bottu, ex rugbista, 180 centimetri per 90 chili. Dovreste vederlo all’opera come gestisce la Kappona 4 tempi. Con lui sembra una minicross! Un grande Riders: leggete la sua storia.
Ciao!
Cék
2 commentsRiders 23 (-6). Morini Scrambler
La seconda anteprima svelata riguarda una prova moto. Come sempre, fatta a modo nostro. Soprattutto, a livello immagini…
Guardare per credere questa anticipazione; seguirà a pagina 146 su Riders 23 . Il concetto è che la nuova Morini Scrambler è italiana DOC ed è una moto che va dappertutto.
E così, per gioco, l’abbiamo portata in ogni dove… Dopo averla “trasformata” per l’occasione. Poi Maurizio Gissi, che l’ha provata veramente, vi dirà a tutti gli effetti com’è e come si comporta.
Ma il servizio di contorno, è a dir poco spassoso… Vediamo chi di voi scopre come l’abbiamo “trasformata”…
Ciao!
3 commentsRiders 23 (-7). Abruzzo: il dopo sisma
Riders, la prima anteprima del prossimo numero, che sarà il 23, riguarda un momento duro della storia recente italiana.
Solo una iella nera rappresentata da un terribile terremoto poteva accanirsi con un popolo come quello abruzzese, radendo al suolo tutto e mettendo in ginocchio migliaia di persone.
La morte di una terra in attesa della resurrezione: e con Matteo Perniconi siamo andati proprio là, in quei luoghi, per vedere a che punto sta la ricostruzione. E, se possibile, capire se le promesse fatte ai disgraziati da mesi senza tetto e tutto il resto, sono state mantenute o meno.
Non manca anche in questo caso la presenza motociclistica, visto che protagoniste di questo servizio e grandi “aiutanti” degli operatori della protezione civile che stanno dannando l’anima per aiutare i bisognosi, sono due Kawasaki KLX 250 donate all’occorrenza dal generoso importatore italiano.
A proposito, grazie Kawasaki, da parte di tutti.
A pagina 66, su Riders 23.
1 commentRiders Bar 45. Una domenica rocambolesca…
La settimana magica di Riders 23 apre con un bar che ha tanti motori da raccontare…
La domenica appena passata è infatti stata ricca di avvenimenti motoristici degni di nota.
Persino la Formula 1, quasi quasi riesce ad appassionare, quest’anno. Solo per il fatto che spesso e volentieri avvengono cose assolutamente improbabili, solitamente: come quella della classifica al contrario. Avete fatto caso?
E’ tutto l’anno che si alternano i top team con gli ultimi nelle prime posizioni. Una cosa abbastanza difficile da spiegare, per altro: ieri c’è stato persino Fisico Fisichella che con una Force Indian sull’orlo del fallimento, dopo una stagione nelle retrovie si è inventato una pole position e una seconda piazza in scia alla Ferrari! Bravissimo.
E non è certo l’unica sorpresa 2009, questa, in F1, basti guardare la classifica iridata per capire quanto questa stagione sia stata imprevedibile sin dall’inizio. Tanto meglio, quando non ci sono le moto, quasi diventano interessante anche le gare in auto. Quasi, sia ben chiaro.
Emozione a mille anche in Olanda, nel mondiale motocross, top class, la MX1. Antonio “Tonino” Cairoli, orgoglio nazionale da almeno 4 anni, ha vinto il titolo con una gara d’anticipo e al primo tentativo della massima categoria.
Un grande, considerando che aveva pure un ginocchio infortunato. Se qualcuno ha visto le gare su Sportitalia, che ci ha regalato tutta la diretta mondiale (a proposito, grazie di esistere…) si sarà reso conto di che inferno fosse quella pista di sabbia. A pensare che quegli “Iron Man” ci hanno fatto due manches di 45 minuti a manetta, non resta altro che inchinarsi.
Passiamo al motomondiale: 125, gli italiani continuano a latitare, mentre la Spagna sta raccogliendo i frutti di una azzeccata strategia per formare e fare crescere i giovani piloti. La 250 ha visto il trionfo di Super Sic, il quale rientra in lotta per il titolo a 5 gare dal termine.
La MotoGP. Come la Formula 1 ci ha riservato alcune sorprese, alcune delle quali frutti di imprevisti. Cade Pedrosino quasi subito, dopo aver dominato prove e le fasi di avvio… Cade Rossi, con un colpo di scena che oltre ad aver fatto balzare tutti sul divano, ha ridato vitalità a questo campionato che si stava avviando a un finale monotono. Rientrato allarme: il finale sarà infuocato. Jorge Lorenzo torna in corsa per il titolo dopo aver dimezzato lo svantaggio da Rossi; da 50 a 25 punti.
Mi felicito anche per la superba gara del bistrattato Nicky Hayden, ritrovato su una Ducati ritrovata. Bello vederlo sul podio con il suo… ritrovato sorriso.
Strepitoso Alex De Angelis; che malignamente verrebbe da attribuirgli la “sindrome di Elias” (competitivo a fine anno quando è in cerca di ingaggio) ma se si analizza il suo week end bisogna proprio ammettere che quel secondo posto è stato talmente strameritato da cancellare qualsiasi ironia.
Andasse sempre così forte…
Devo dire che Lorenzo e Rossi mi stanno piacendo sempre di più nella loro capacità di analizzare obiettivamente e soprattutto sportivamente trionfi e sconfitte. Bravi bravi bravi. Andate a rivedere le loro interviste del dopo gara, se le avete perse.
Una dimostrazione da parte di entrambi di grande intelligenza e sensibilità. Che siano sinceri o meno, non ha importanza…
Ah, dimenticavo, tornando un attimo alla Formula 1: vorrei un vostro pensiero su Luca Badoer, i risultati e le sue interviste. Poi vi dico cosa penso io.
Ciao a tutti e oggi arriveranno a pioggia un po’ di anteprime del fantastico (poi me lo direte se sbaglio) Riders 23.
Cék
218 comments0809-21. Maledetti guard rail!
E’ la prima volta che vi scrivo e vorrei dirvi tante belle cose di quanto è bello il vostro giornale di come mi ci sono affezzionato e cose simili, ma oggi non ne ho voglia perchè voglio raccontarvi la storia di mio padre che è nato Rider come me, ma ben 66 anni fa, e lo scorso lunedi per cause ancora da accertare ha distrutto con il suo mitico Guzzi V7 Special una squallida scatola di sardine della Peugeot un guard-rail e dei pali di segnaletica…
Peccato che lui si sia ferito sul guard rail alla testa, a un polpaccio e si sia rotto il perone.
Grazie ancora per questi fantastici guard rail salva automobilisti ma non motociclisti!
PS Mio padre non aveva ancora assaggiato l’asfalto ma malgrado tutto non vede l’ora di poter ritornare in moto!
Doppio lampeggio!
4 commentsI racconti di Mary: metti un motociclista in Portogallo. Senza moto (1)
Portogallo – da Estoril a Sesimbra.
Pensate a un orso-motociclista. Alle sue vacanze. Viaggiate con la fantasia, ma viaggiate alto, perché poi l’atterraggio sarà di quelli durissimi!
Proporre a un centauro un volo aereo… è già un bell’atto di coraggio. Soprattutto se il centauro in questione è notoriamente allergico al volo. Mettiamoci poi tutto il possibile dei disservizi aeroportuali (purtroppo italiani) e vi renderete conto che sarebbe stato più semplice per me far salire a bordo un mastino napoletano appena punto da una vespa.
Avevo la tenue speranza che le hostess fossero di suo gradimento (volando con compagnia tedesca le immaginavo bionde, con le trecce, e un bel boccale di birra per accogliere i passeggeri) ma anche qui il destino mi remava contro. Erano gradevoli, simpatiche, ma poco bionde e un pochino stagionate.
Peggio di così non potevamo iniziare. Durante le due ore e mezza di volo che separano Malpensa da Lisbona ripassavo mentalmente l’agenda del cellulare, con la certezza di dovermi trovare al rientro un altro gradevole amico con cui trascorrere le serate, in quanto il centauro al mio fianco aveva uno sguardo torvo che lasciava poco all’immaginazione.
Sorvoliamo con classe sul fatto (terribile) di aver persino noleggiato un’auto per il trasferimento ad Estoril. Il povero orso-centauro era così traumatizzato da lasciarmi persino il posto di guida in autostrada…(da Aeroporto de Lisboa prendere la 2 Circular e seguire indicazioni per A5).
Ma forse, la magica parola, Estoril, accendeva la sua mente di fantastiche ipotesi evolutive sulla specie femminil. Non tutto dovette sembrargli perduto…Vi deludo subito sul circuito: è a ben 12 km dalla località stupenda che si affaccia incastonata sull’oceano.
È però consigliata una visita, verificando sul calendario ufficiale del sito, le giornate di prove motori con delizioso accompagnamento di fidanzatine/letterine/veline.
No commentsI racconti di Mary: metti un motociclista in Portogallo. Senza moto (2)
Il desiderio fortissimo di mare ci aveva subito portati alla spiaggia. E qui, con mio grande sollievo (mica si trovano così sulla piazza altri centauri single, ora che mi ero conquistata un ruolo di simpatica zavorrina mi spiaceva perdere già la qualifica) vedo il suo viso distendersi in un’espressione tra il beato ed il soddisfatto.
Caldo gradevolissimo, sempre ventilato. Prezzi accettabili. Grande cortesia di ogni operatore turistico e/o alberghiero. 11 agosto. Partenza da Estoril direzione Lisboa .– cielo fantastico. Seguiamo la strada detta Marginal, che accompagna tutta la costa da Lisbona a Cascais.
È presto e i pochi motociclisti locali viaggiano davvero piano, godendosi l’inebriante profumo che sale dall’oceano che affianca tutta questa magnifica via.
Le strade sono ottime, ben tenute, asfalti quasi perfetti (nella zona della Costa di Lisbona non gela mai). Un po’ di attenzione dovrete fare alla sabbia, perché qui il clima è ventilato e spesso la trovate sul manto stradale.
Arrivate ad Alcantara e seguite le indicazioni per il Ponte. Direzione A2 – Algarve- Il ponte XXV Aprile è uno dei due magnifici ponti che cingono Lisbona lateralmente e consentono di unire la sponda Sud (oltre il fiume Tejo) con la sponda nord dove si trova Lisbona.
L’altro ponte, stupendo per i motociclisti è il Vasco de Gama, 16 km di campate che sovrasta una laguna incontaminata. Ci accontentiamo di quello più corto, soltanto 2277 metri, inaugurato nel 1966 è a due piani, sopra l’autostrada e sotto la ferrovia. Traffico rallentato.
All’uscita da Lisbona verso sud non si paga. Si paga al rientro, ( 1,25 euro, tranne che dopo le 21,30) quindi calcolate bene gli orari di ritorno alla capitale per non trovarvi imbottigliati in una mega coda. Questa strada infatti porta verso la Costa de Caparica, nota località balneare, verso i centri commerciali e verso la zona industriale. Quindi il traffico è fatalmente assicurato sia durante la settimana che nei week-end.
1 commentI racconti di Mary: metti un motociclista in Portogallo. Senza moto (3)
Siete a questo punto in autostrada. In tutte le autostrade portoghesi, all’altezza degli ingressi autostradali, per un minimo tratto sono in vigore limiti decisamente bassi che vi vengono però comunicati da immensi cartelloni sopra i vostri caschi. Seguite sempre le indicazioni per Sesimbra.
Dopo circa 20 km uscirete dall’autostrada e inizierete, attraverso la statale N378 l’avvicinamento alla località più incantevole della costa di Setubal. Il primo consiglio in assoluto è importantissimo: dare sempre la precedenza ai pedoni sulle strisce pedonali. In Portogallo c’è a terra la riga di dare precedenza davanti ad ogni striscia pedonale.
Attenzione che i portoghesi guidano veloci ma inchiodano di colpo proprio per consentire ai pedoni l’attraversamento, sia in città, sia tra i vari paesi interni.
La zona semirurale che troverete è affascinante: a foreste di alberi di sapore mediterraneo, (coltivazioni di sugheri) si susseguono paesi e attività commerciali tutte a “bordo strada”. Tantissimi concessionari, come in America, gestiscono terreni all’aperto letteralmente “riempiti” da auto usate in vendita.
L’economia portoghese ha avuto un risveglio dalla fine degli anni ’80 e sta recuperando a tappe forzate un divario economico e sociale che la teneva a distanza dal resto d’Europa. Mia considerazione personale (peraltro opinabile) è che ci stiano davvero riuscendo.
Hanno un paese dal clima fantastico, dalle risorse poco sfruttate e dalla voglia di essere più che europeo, mondiale.
Ma torniamo al nostro viaggio. Non abbiate timore di perdervi. Basta farsi vedere titubanti ad un incrocio o con lo sguardo da turista perso (a me riesce particolarmente bene…) perché il primo passante si offra volontariamente di indicarvi la giusta via: adorano gli italiani e i motociclisti. Le moto in Portogallo sono decisamente più costose che da noi.
Sono considerate un bene di lusso. I concessionari delle marche ufficiali non sono tantissimi ma hanno saloni importanti e ben visibili. Hanno tanto commercio di usato. E di moto d’acqua. Ma questa è un’altra puntata!
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