Archive for November, 2009
Riders 26 (-4). L’Italia che veste i motociclisti
E’ risaputo. Le più importanti aziende di abbigliamento motociclistico nonchè le più all’avanguardia sono italiane. Nello specifico, venete. Concentrate in gran parte nel raggio di una trentina di chilometri, tra Vicenza e Treviso.
Il motivo? La tradizione. Fin dal 1700, infatti, in queste zone ci furono decine di concerie. E dalle prime aziende che si specializzarono nel settore motociclistico ne vennero generate altre…
Spesso create dagli stessi ex dipendenti delle suddette, che con lo spirito imprenditoriale tipico di quelle zone, decisero di fare il grande “salto” una volta acquisite le conoscenze, il famoso know how necessario.
Riders è andata a visitare una manciata di esse, confrontandosi con i relativi titolari / responsabili. Ne emerge un quadretto interessante, che ci dà uno specchio reale del mercato italiano e mondiale, proprio in questo terribile periodo della crisi planetaria. Per vedere come hanno reagito i coriacei imprenditori del nord est.
A pagina 140, su Riders 26
No commentsRiders Bar 57. Avvalorata o snaturata?
E’ stata presentata nei giorni scorsi la nuova Honda CB1300S ABS. Versione 2010 da turismo di una moto-mito ispirata allo stile anni ‘80 e ‘90 e con un cuore grosso così; il poderoso quattro cilindri in linea di 1284 cc, 16 valvole (DOHC).
La S in più aggiunge la semicarenatura, utile per i viaggi e in questo caso l’impianto frenante con ABS combinato. Colore? Solo questo, bianco e rosso.
Altre caratteristiche salienti: cerchi da 17″, forcella da 43 millimetri abbinata a una nostalgica coppia di ammortizzatori posteriori. 271 chili di moto.
Rapporto di compressione 9.6 :1, potenza di 114 cavalli a 7,750 giri, coppia massima 116 Nm a 6.000 giri, cambio a 5 rapporti e trasmissione finale a catena. Pneumatici: 120/70 ZR17 e 180/55 ZR17.
Ora vi porgo una domanda, Riders: ammesso che l’ABS sia sicuramente un elemento di sicurezza aggiunto, salvo gusto personale e che la moto, pur essendo datata, ha ancora in sè molto fascino e offre gran gusto di guida.
Secondo voi ha senso la CB1300 in connotazione turistica? Proprio questo modello, uno dei pochi rimasti legati alla tradizione, dove lo stile è in prima linea e lì dovrebbe rimanere… Anche se bisogna ammettere che questa semi carena si integra molto bene con la linea della moto.
Comunque, come moto da tursimo, Honda ha già altri modelli in gamma; dalla più economica ma “furba” serie CBF (600 e 1000), in crescendo, fino alla Gold Wing, passando dalla STX 1300 (Pan European) e persino dalla neo sport touring, la nuova VFR 1200!
Insomma, non sembrano mancare modelli tourer. Non so, io la CB1300 la vedo nuda, pura, libera, come mamma la fece, in origine, qualche primavera fa… I Riders cosa dicono?
89 commentsRiders 26 (-5). Moped… Show!
Classico esempio di quando una immagine vale più delle parole. Però una spiegazione, la meritano lo stesso. Chi sono? I Moped.
Moped sta per Motor (with) Pedals. Ciclomotori, in pratica. Nello specifico, tuboni, per noi. E poi, non ve lo aspettereste mai, ma questi fulminati stanno in America. Si, negli States, a New York, è in corso una moda che sta conquistando a vari livelli, ovvero non solo i ragazzini.
Insomma, ci sono queste zanzarine completamente fuori tempo e stile, ci sono dei pazzi che scorrazzano per le immense vie della Grande Mela. Ovviamente, si è creato un grosso giro di scambi di ricambi ed elaborazioni varie. Classico esempio di come, quando si ha tutto… Si va a cercare il minimo.
PS Guardate la marca di questi motorini. Lezione di stile dall’Europa?
12 commentsRiders 26 (-6). The Rocket Men!
Haslam. Se pensi a oggi, punti dritto al mondiale Superbike, dove un certo Leon, si sta mettendo in luce, pian piano, rosicchiando posizioni in classifica e mostrando talvolta notevoli spunti di velocità e determinazione.
Tanto da aver guadagnato un posto da ufficiale Suzuki per il 2010.
Ma per chi è, diciamo così, un po’ “over”… Haslam equivale a Ron. Detto Rocket, come recita la sua biografia. Il pilota inglese che a cavallo di tre decenni (’70, ‘80, ‘90) guidò le 500 GP, quelle vere, due tempi, quelle indomabili per gli umani.
Lo fece con stile tutto suo e pure con notevole manetta. Spesso fuorigiri, ma con quello spirito da lottatore che lo ha reso fra i più popolari piloti britannici di sempre.
Leon è il classico bravo ragazzo, dentro e fuori. Mentre Ron, forse, lo era solo dentro. Perchè fuori era una rockstar! E oggi… Idem, invecchiata bene, per altro.
La loro storia, appaiata, su Riders 26, a partire da pagina 100.
10 commentsLa moto è di tutti. Lorenzo Bracco
Ciao Riders, in occasione di EICMA 2009, nell’area Motolive della Riding School si è presentato un gruppo di amici, li vedete qui a lato. I ragazzi pur avendo un pochino di difficoltà nel comunicare, hanno una voglia pazzesca di provare a guidare una moto. Si fa avanti per primo Lorenzo, incoraggiato dal resto della combriccola, che lo incita e sostiene a più non posso!
Con l’aiuto di tutti, proviamo a interagire e riusciamo a capirci: tre consigli, due regole di base, qualche spintarella iniziale. Concentrazione, ricerca di equilibrio, gestione separata dei comandi, lucidità.
E Lorenzo, in men che non si dica, dopo un paio di normalissime imbarcate, parte. All’inizio lo si accompagna, a fianco, per fare le prime partenze e stop. Per prendere i riferimenti e gli automatismi necessari. Passano meno di dieci minuti e Lorenzo prende il volo.
Sta guidando una moto. Da solo, ora! Lui e la sua Honda CBR stanno viaggiando e la visiera alzata del casco lo conferma, visto che gli lacrimaro gli occhi; non si capisce, da fuori, se le lacrime siano solo contrasto con l’umidità di novembre o semplicemente di pura gioia.
Ma il suo sorriso, una volta tolto il casco spiega che, come minimo, si trattava di un mix tra le due cause.
Benvenuto, Lorenzo. Tra i motociclisti e tra i Riders! Il premio “voglia di moto” 2009 è tuo. E grazie tante per la gioia che ci hai restituito con gli interessi. Quella, da parte nostra, di vederti guidare da solo.
9 commentsRiders 26 (-7). Meatball! L’inglese d’America
Ai blocchi di partenza l’assaggio quotidiano di Riders 26. In cima alla rassegna c’è Mr Jeff Tulinius, detto, all’italiana, il polpetta. Meatball, appunto, ama le moto. Tantissimo.
Di strano? Solo ed esclusivamente quelle inglesi, meglio se datate. Nonostante viva in California.
Ce lo riporta, parlando (anche) della sua famiglia tra bulloni e traversi in diretta con la sue vecchie Triumph, Paolo Bergamaschi, che lo ha incontrato durante un viaggio.
Ma a Meatball è stato dedicato anche un film: Brittown.
A domani, con la nuova anteprima!
6 commentsDa domani le anteprime di Riders 26!
In diretta dalla cucina di Riders, vi annunciamo che da domani, tenetevi forte sulla sella, inizieremo le anteprime per il numero 26.
Numero doppio, dicembre-gennaio, che starà in edicola appunto per due mesi.
Inizieremo dunque il rituale count down che per una settimana ci faranno, giorno dopo giorno, entrare nell’orbita del prossimo Riders. Nulla è svelato, nè tanto meno accennato sulla copertina, per la quale dovremo attendere fino a martedì prossimo.
Poi dal 4 dicembre tutti in edicola per il 26. Che a breve verrà sfornato…
Ciao a tutti e buona serata, in coro, da parte di tutta la redazione di Riders!
15 comments1109-17. Riders e la moto possono aspettare…
Oggi, come tutti i primi venerdì del mese da due anni a questa parte, sono andato in edicola con curiosità per acquistare la nuova copia di Riders. Intravedo sullo scaffale uno Steve McQueen, due eurini e la copia è sotto il braccio. Torno a casa e so già che non la potrò sfogliare voracemente come le altre volte.
Un bimbo di 4 giorni, Giovanni, va coccolato, consolato dopo un pianto e pulito dopo un “momento difficile”…
Riders può aspettare, così come aspetteranno un po’ le mie moto prima di portarle in giro su qualche bella SS una domenica di sole… ora c’è da fare qualcosa di importante, il papa’! Vorra’ dire che con due borse la mia moto rossa si trasformerà In uno “scooterone” dall’uso quotidiano.
Siamo Riders o no?
Paolo “Kappa”
2 comments1109-16. Lettera aperta al Direttore…
Mi sono abbonato a Riders la scorsa estate e questo di settembre sarebbe stato l’ultimo numero che avrei letto. Non volevo rinnovarlo l’abbonamento. Il giornale mi piace e parecchio, ma parla di un mondo da cui, per colpa del lavoro, mi sto sempre più allontanando.
Poi apro il numero di settembre e leggo l’editoriale. Certo che sei un bel paraculo. In venti righe mi hai messo in crisi.
Fanculo al lavoro.
Fanculo alla morosa.
Torno ad andare in moto.
E rinnovo l’abbonamento.
Frankie Salerno
1109-15. Vi ho scoperti per caso. Rimandati in geografia!
Gentili signori, non vi ho mai scritto perché non avevo mai letto gli articoli del vostro giornale. Trovandomi però a casa col gesso per una caduta con il motard arraffo tutto quello che abbia anche lontanamente a vedere con i motori, tipo Riders.
Carino, diverso.
Certo però che un pò di controllini in più potete anche farli. Hethel non è in Norvegia, ma nel Norfolk! Le Lotus non sono famose per essere le leggerissime supersportive scandinave e il fondatore era Colin Chapman, suona poco norvegese nevvero?
Must try harder.
Bacini
Giovanni
