Archive for September, 2010
Ricarica Italia - VIDEO 19
Ricarica Italia - Giorno 19
Giorno 19
Scusa, mi stendi il pratino?
Km percorsi: 125, da Quarata (AR) a Pieve a Nievole (PT)
Frase del giorno: “Un pratino al giorno toglie il medico di torno”
Quando hai il vento in poppa della Toscana è tutto diverso. Il blu del cielo è più blu, il giallo dei campi di grano è più giallo, aiutare una signora a soccorrere un’oca è una passeggiata, insomma, va tutto a gonfie vele. Stamani sono partito da Arezzo con un panino al pomodoro preparato dal padre di Giordano e un biglietto lasciato da suo figlio sulla moto. Mi sentivo come a casa.
Il viaggio è stato una pacchia, una lunga corsa in alcune strade che nemmeno conoscevo, quelle tra Arezzo e Firenze, passando per Impruneta, Greve in Chianti, Grassina. Posti da cartolina. A Firenze mi ha accolto a braccia aperte l’intero appartamento dei ragazzi di Kindie, un’associazione no profit, nata da un gruppo di amici, tutti sulla trentina, tra cui architetti, laureati in filosofia, contadini e viaggiatori. Ragazzi semplici ma con le idee chiare che il 18 settembre hanno organizzato l’edizione fiorentina del Parking Day, un evento green su scala mondiale che nasce a San Francisco.
L’idea è eccezionale, si scende in strada e si cerca un parcheggio a pagamento (le strisce blu per capirici) e si fa il biglietto per una sosta di qualche ora. Poi al posto della macchina viene steso un manto erboso, con tanto di nani da giardino, piccole piantine e ognuno fa quel che vuole. Due settimane fa Firenze era piena di ragazzi che prendevano il sole, bambini che giocavano a pallone e gente di passaggio che si è fermata stupita.
Sono quelli che vengono chiamati eventi per la riqualificazione del suolo urbano, quei gesti quasi poetici che se contestualizzati in una città come Firenze, appaiono davvero rivoluzionari. A fine giornata, visto che casa mia è a 50 km da Firenze, mi son diretto verso casa, e mi son diretto nel mio garage a ricaricare la Quantya. Fa freddo, sta per piovere, mi ci vuole una pausa dalle mie parti. A domani!
Ray Banhoff
No comments
Riders 35 (-6). Quelli della Valli
Seconda anticipazione del prossimo Riders e torniamo a parlare di terra e fango, non riusciamo a starne lontano. Valli Bergamasche. Vi dice qualcosa?
Era la gara di Regolarità (ora Enduro) più importante, dura, affascinante. Oggi, ogni due anni c’è una rievocazione, rigorosamente e solo a Bergamo. Da sempre, patria di fuoristrada. Capelli più bianchi, pistoni più performanti, ma stessa atmosfera. Unica
Serina, Bergamo. Valli Revival. Una manifestazione nata per non dimenticare.
Su Riders 35, a pagina 104
5 commentsRicarica Italia - VIDEO 18
Ricarica Italia - Giorno 18
Giorno 18
Il destino è l’arte di far accadere gli eventi
Km percorsi: 84, da Casa del Diavolo (PG) ad Arezzo
Frase del giorno: “Ma che parti così? Con questa poca carica? Ma vuoi proprio farmi stare in pena!” (Jacopo Fo)
Ieri sera è venuto a trovarmi Pera, ovvero Fabio Bracarda, un giovane e talentuoso fotografo perugino e abbiamo fatto serata tra i monti di Alcatraz, tutti presi nel parlar di cose nostre. Una manna dal cielo. Quindi siamo andati a letto presto convinti che stamattina avremmo fatto le foto alla moto. Invece niente. Alle 7.30 siamo arrivati ad accenderla e ci siamo resi conto che era scarica. Io sono stato investito da un’attacco di paranoia, poi mi son reso conto che forse era stata collegata male la spina.
Quindi sono stato a girarmi i pollici fino alle 12, cercando di capire se la moto stesse caricando o meno per poi pranzare con Jacopo Fo, con Andrea e altre persone presenti ad Alcatraz e ripartire sinceramente preoccupato. Con sole cinque ore di ricarica ero convinto di rimanere a piedi. L’indicatore sulla moto pareva esser pieno, ma il caricabatterie diceva di no. Quantya o non Quantya? A chi dei due credere?
Ho scelto di fare a caso e sono partito. Senza senso. Sono partito di malumore, depresso, stanco, mandando sms a Martina, cercando una calma zen fuori di me. Poi intorno alberi e alberi e ovunque le indicazioni per Cesena. Non capivo che ci facessero le indicazioni per Cesena in Umbria ma l’ho presa come un segno di buon auspicio. Così ho tirato dritto e sono arrivato a Quarata, a due passi da Arezzo, dove mi aspettava Giordano Baldini, fedelissimo lettore di Riders, ducatista e impiegato postale.
Come al solito ho fatto casino movimentando anche Otto Nero, una persona che doveva ospitarmi, per poi dover rinunciare al suo invito in quanto la tappa era fissata. Scusa Otto, la prossima volta offro il caffè. Quindi ora son qui, in una mansardina che pare il Sud Tirolo invece è la Toscana, a un tiro di schioppo da casa. Domani vado a trovare i miei amici, forse passo da casa di Moreno Pisto, caposaldo di Riders, per vedere suo figlio Orlando appena nato. Insomma, sarà l’aria di casa, sarà che sono vicino alla mia terra, sarà che i consigli delle persone che mi vogliono bene mi fanno andare oltre, ma ora son di nuovo carico. Ricarica Banhoff funziona così.
Quindi grazie a Martina per tutto, a Fabrizio Tommasini per essere la mia ombra, alla mia redazione (quella in chat e quella al telefono), ai miei genitori, ai miei amici, a chi mi scrive le mail a cui non faccio a tempo a rispondere e a chi mi dice “buon viaggio”. Son loro che quando non ho più forza me la ridanno e per ogni volta che la Quantya è attaccata alla spina c’è una telefonata con qualcuno di loro che mi fa riprendere. Melanconia stop, stasera si mangia il cinghiale. Che bella la Toscana! Deh!
Ray Banhoff
4 commentsIl VIDEO del terzo compleanno di Riders
Ecco il video del terzo compleanno di Riders, la festa del 12 settembre 2010 a Torrazza Coste (PV)
Ricarica Italia - VIDEO 17
Ricarica Italia - Giorno 17
Giorno 17
Nella libera prigione di Alcatraz
Km percorsi: 144, da Rimini a Santa Cristina (PG)
Frase del giorno: «…» (Il silenzio dell’uomo, io, di fronte alla immensa solitudine del viaggio)
Oggi è la giornata dei navigatori che non navigano, delle distanze che ormai non considero più e dell’autunno che si fa sentire. Sono partito da Rimini alle 8 scordandomi di fare il Bancomat e una volta sceso dalla moto bello tranquillo son dovuto risalire in sella per andare a cercare uno sportello. Come premio mi sono regalato una doppia colazione a Riccione con lettura dei quotidiani nazionali inclusa. Non leggevo niente da quando ero partito, solo brandelli di informazioni online.
Il solito delirio nazionale continua imperterrito quindi posso starmene in giro per le strade con la mia moto elettrica. Dopo la sosta ho marciato senza più freni, tenendo la moto in curva quando le raffiche di vento mi facevano ballare. Mi son sparato una miriade di chilometri tra la SS73bis e la SP3, strade vecchie, piene di buche, con i camion a far da padroni e il freddo che si fa sentire. Arrivato a Gubbio pensavo di raggiungere in poco tempo Alcatraz, che non è il nome della prigione americana ma la realtà creata da Jacopo Fo, figlio del premio Nobel Dario, in mezzo ai monti tra Perugia e Gubbio.
Vorrei spiegarvi bene cos’è Alcatraz, se un ecovillaggio, un agriturismo, un luogo di incontro tra persone in cerca di relax, ma ancora non sono in grado di capirlo nemmeno io. Stasera cenerò con Jacopo, avremo modo di parlare, mi racconterà come ha tirato su questo sogno. Qui tutto è alimentato con energia pulita, ci sono pannelli solari ovunque e si organizzano corsi di “Yoga demenziale”. L’aria è stupenda, peccato solo che al momento ad Alcatraz non ci siano ospiti tranne me e le persone che ci lavorano. La Quantya è parcheggiata sotto a un portico, prende energia pulita direttamente dai pannelli. Stasera ci metteremo a tavola a parlare e non so se riuscirò ad aggiornare il blog, anche perché internet funziona solo con il cavo di rete e in camera mia non arriva.
Scrivo quindi dal bar (senza clienti), col rumore di qualche uccello e il sole che tramonta dietro alle montagne. Il cielo è minaccioso, il silenzio pure troppo forte. Non sono abituato a stare così immerso nella natura, mi manca qualcosa. Siamo noi gente di città che fatichiamo a tararci su strade sterrate, animali ululanti, scricchiolii notturni e la presenza di nessuno nel giro di 10 chilometri. Domani, con la luce del giorno e la montagna alle spalle, avrò più chiaro cosa dire.
1 comment
Riders 35 (-7). Maxisti per sempre
Da oggi inizia la escalation con le anteprime del prossimo Riders, che culminerà esattamente fra sette giorni, ovvero mercoledì 6 ottobre con l’arrivo del numero 35 nelle edicole.
La prima che vogliamo proporvi riguarda, non proprio casualmente, il personaggio della settimana, ovvero Max Biaggi con il suo trionfo nel mondiale Superbike 2010. Noi che oramai lo sentivamo vicino all’iride siamo andati a conoscere i suoi tifosi; un gruppo di ragazzi che non ha mai mollato Max. Gli sono sempre rimasti fedeli senza se e senza ma.
Max non ha passato dei bei momenti, dopo che è stato escluso dalla MotoGP. Poi il rientro alle corse dopo una sosta, con una moto privata. Piano piano, è risalito e si è preso la sua quinta stella iridata, dopo le quattro nella classe 250 del motomondiale. Erano gli anni Novanta. Ora a 39 anni, una figlia a bordo pista e una in cantiere è tornato campione del mondo. E non ha assolutamente intenzione di mollare.
Veri irriducibili i Maxisti: e con la vittoria di quest’anno si sono presi una bella rivincita che sa si rabbia, tensione e amatriciana.
Un pezzo di Moreno Pisto, quindi sapete già cosa aspettatarvi!
7 commentsLa Speed cambia gli occhi…
Sono trapelate alcune immagini parziali della nuova, attesissima Triumph Speed Treple m.y. 2011, oramai icona moderna del marchio inglese. La cosa che emerge immediatamente è un cambiamento epocale, di quelli che lasceranno il segno, esteticamente parlando. Gli occhioni tondi in rilievo lasciano il posto a fari con taglio decisamente più moderno.
Il resto, quando verrà svelato… Intanto, cosa ne pensate? Meglio tradizione o innovazione?
10 comments