Archive for October, 2010
Riders 36 (-2). Electropop
Raramente mettiamo come anticipazione i servizi moda di Riders. Questa volta lo vogliamo fare perchè pensiamo che il lavoro sia particolarmente degno di nota, a prescindere dall’interesse per la materia.
Armature costruite con pezzi di moto che diventano oggetti di design avveniristici. Un gioco, una provocazione, un modo per leggere il domani riadattando l’esistente, regalandogli nuove forme che diventano chiave del futuro.
Questa volta Filippo La Bruna si è superato.
PS foto di Florance Tétier & Nicolas Coulomb
15 commentsRiders in sitcom. Il commissario Beta!
Come vi avevamo già anticipato, Riders ha partecipato a una sitcom prodotta da Betamotor.
A dimostrazione di come anche il settore moto si stia evolvendo nella comunicazione. Ma l’aspetto curioso è che l’operazione è stata fatta da un’azienda che non ti aspetti, ovvero la Betamotor, una realtà specializzata nel fuoristrada che non è certo un colosso.
All’ultima puntata del Commissario Beta, quella decisiva, hanno recitato Roberto Ungaro e Fabrizio Tommasini. Siete curiosi? Eccovela qui sotto!
E settimana prossima vi mostreremo anche il backstage!
2 commentsRiders 36 (-3). Friuli. Il museo delle montagne…
Siamo a -3 dall’uscita in edicola di Riders 36 ed è giunto il momento di anticiparvi uno dei tre road book del mese. Girato in Friuli, fra Mausolei, resti di trincee, filo spinato e bossoli ancora a terra. Uno scenario naturale invaso dai resti di battaglie combattute quasi un secolo fa.
Un tour sulle orme della Prima Guerra Mondiale che unisce strade appaganti, ottimo cibo e lezioni di storia.
Hanno viaggiato per noi Jasmina Trifoni con l’occhio attento di Luca Locatelli che ci ha riportato un bel reportage.
A domani, con la penultima anteprima!
10 commentsRiders Weekly 46. Gli spot che fanno (ben) sperare…
Eppur qualcosa si muove. Parliamo della comunicazione delle Case motociclistiche che, forse forse, si sta svecchiando un po’. Che, forse forse, si sta definitivamente allontanando dalle formule moto-gnocca o moto-prezzo basso. E che, infine, sta prendendo in considerazione canali comunicativi alternativi alle blasonate Tv e carta stampata.
Un esempio è rappresentato da Betamotor, con il suo giallo del Commissario Beta a puntate trasmesse esclusivamente sul web (l’ultima girata proprio nella nostra redazione) con tanto di interattività e di soluzione svelata dal web-spettatore. Una campagna di cui abbiamo parlato anche su Riders e che non pubblicizzava un preciso modello ma il brand prima di tutto. Adesso ecco Tucano Urbano con due spot che, come protagonisti, hanno addirittura oggetti inesistenti: un antifurto gonfiabile in pochi secondi e un tappeto che, sopra a un posto auto, crea quattro posti per motorini. Le idee non sono nuove a dire la verità: Tucano Urbano le aveva già pensate per una campagna stampa di qualche anno fa.
«Ci erano venute in mente perché siamo conosciuti anche per essere gli inventori dei Termoscud, i coprigambe degli scooter, ossia le cosiddette copertine» racconta Francesco Colombo, uno dei soci dell’azienda. «Quella che ci premeva comunicare era la nostra filosofia, più che il nostro prodotto». La filosofia, appunto. «È stato naturale prendere quelle due idee e farle diventare degli spot pubblicitari».
Così sono nati Ti Gonfio ed Easyparking, due viral trasmessi solo sul web. Ti Gonfio parteciperà al Gran Premio della Pubblicità organizzato da moto.it all’Eicma, dal 2 al 7 novembre a Milano (e che in versione carta stampata stravinse nel 2008). Prodotti e realizzati da Solo Masagio i video saranno seguiti da 12 minispot sui Termoscud, un po’ viral e un po’ videoistruzioni per il montaggio. Ti Gonfio è visibile su tucanourbano.it mentre Easyparking e i minispot saranno online fra pochi giorni. E se fosse realmente l’alba di una nuova comunicazione nel mondo moto? Aspettiamo (fiduciosi).
Riders Bar Weekend. Toto Estoril!
I giochi sono fatti, ok, ma pra c’è in ballo l’onore. E in MotoGP, quando c’è quello in palio, saltano fuori le sportellate che tutti si aspettano. Per lo spettacolo. Puro.
Questo è quanto desidera il pubblico per questo finale di stagione 2010, alla penultima gara in Portogallo che è questo fine settimana e poi all’ultima, classica, di Valencia, in programma la settimana successiva, il 7 novembre.
Il bar è aperto tutto il fine settimana per incontrarci e parlare di come sono andate le prove libere, le ufficiali e, ovviamente, la gara. E vi consigliamo anche di tenere d’occhio anche la pattuglia azzurra in Moto2. Dove, in ogni caso, le sportellate ci saranno.
E allora, fatevi avanti, Riders! Chi indovina il podio dell’Estoril?
11 commentsRiders 36. Ecco la cover!
Jorge Lorenzo. Quello che ha tolto lo scettro a Valentino. La copertina di Riders 36 è dedicata a lui, il campione del mondo 2010 della MotoGP.
Un ragazzo presuntuoso e umile allo stesso tempo. Possibile? Leggete la cover story di Moreno Pisto e poi dateci il vostro parere. Perché lui, un anno, fa, sapeva già come sarebbe andata a finire.
Intanto, lo abbiamo trasformato in Superman. Perché chi vince un supereroe lo è di certo, anche se non tutti lo amano e nelle moto noi italiani siamo molto pro Italia (e pro Vale).
A voi per i commenti!
46 commentsRiders 36 (-5). Royal Enfield Super Naag
Ha l’impronta di una moto da regolarità dei primi anni Settanta.
L’unica Royal Enfield Bullet 500 con il manubrio largo e la faccia da cross si chiama Super Naag e la costruiscono su misura a Bologna, alla Royal McQueen. Due versioni, con sovrastrutture in alluminio o in vetroresina.
Perchè se una moto sa portare i tacchi… può andare dappertutto.
Prova di Paolo Sormani, foto di Gianluca Giannone: trovate tutto su Riders 36, da pagina 162.
29 commentsSu e giù dalle Cappellette…
Fra davanti e io dietro, a ruota, in attesa della sua scalata, la scalata che avrebbe dato il via a… un “giretto tranquilli!”. Ci siamo detti prima di partire, ma se a certi istinti è difficile resistere da grandi, a diciassette anni è impossibile.
Il suo via arriva puntuale alla curva del Convento e diamo inizio alla danza: le nostre moto salgono di giri quasi in simultanea, il mio motore diventa l’eco del suo, ed insieme rompono il silenzio della collina semi deserta all’ora di cena.
Ci sentono dalle case, ci sentono dai campi i contadini ancorala al lavoro, qualcuno ci maledirà, ma sono sicuro che qualcun altro proverà un po’ di nostalgia. Le prime curve le divoriamo. Le gomme sono quelle buone le abbiamo recuperate a Varano dai ragazzi che corrono. Per la pista non vanno più bene ma per noi, che ci siamo “allenati” tutto l’inverno con le gomme consumate, sono “da mondiale”. Francesco va forte,in giro lo sanno tutti e lo conoscono per questo. La moto la presa un anno prima di me,ma è il mio migliore amico, per anni ci siamo sfidati con i motorini, e lui ha sempre saputo che sarebbe stata solo una questione di tempo: la Mito l’avrei comprata anch’ io e gli avrei dato del filo da torcere. La Mito l’avrei comprata anch’io perché era l’unica cosa che volevo in quegli anni, a differenza di mio padre che era l’unica che non voleva. Gli sono a un millimetro,in qualche punto forse un pelo più veloce ma non accenno a sorpassarlo. Io e Fra siamo bravi uguali, gli altri li passiamo tutti o quasi, ma tra noi non c’è uno più forte. Ci piaceva pensarla così e comunque il limite lo dava la strada: più di così non si poteva andare. Al tornantino però non gli entra una marcia, così passo davanti io; da qui inizia la parte veloce,scolliniamo, ci lanciamo nella discesa dove allunghiamo fino alla quinta marcia sfrecciando a centocinquantallora dove le macchine mediamente fanno i settanta. E’ da pazzi lo so, ma non lo rimpiangerò mai. Sapevo cosa rischiavo, ma “volevo il massimo ed ero pronto a pagare il massimo” come recitava il protagonista di un famoso film. E il massimo erano quei quindici minuti: i cinque per salire ed i dieci successivi, trascorsi seduti per terra a fianco delle moto fumando una sigaretta in due.
Riders 36 (-6). Old cross story
La seconda anteprima di Riders 36 riguarda ancora gli States, ma non pensiate che sia un numero totalmente americano. Anzi, sarà anche molto europeo. Vedrete.
Tra i campi dell’Alabama non c’è solo granoturco. George Barber ha tirato su un museo di auto e moto, paddock coperti, parcheggi, camping, ma quello di cui va più fiero è l’anello per il motocross.
E qui ha inventato il Barber Vintage Festival, un raduno di moto da cross d’epoca degli anni Sessanta e Settanta.
Riders che, a 60 anni, corrono ancora con un solo traguardo: la loro passione.
Su Riders 36, a pagina 68. E noi, a domani, con un’altra anticipazione.
4 commentsRiders 36 (-7). I love New York
È tempo di Riders 36. Il prossimo numero uscirà qualche giorno prima del solito, cioè il giorno 2 novembre.
La prima anteprima che vi sveliamo riguarda il mondo USA.
Cosa ci fa una Guzzi SP 1000 a Brooklyn? Semplice, conferma che c’è un’America motociclisticamente filo europea. Che fa delle “nostre” moto degli oggetti di culto.
Nei garage si trova di tutto, anche roba rara qui da noi. Tagliare in due la Grande Mela in sella a una vecchia guzzona è una scelta di vita al limite, per pochi romantici.
E quindi molto, ma molto Riders.
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