Archive for October 7th, 2010
Oct 7

Ricarica Italia - VIDEO 26

Category: Ricarica Italia  Riders Tv  
Il sud è uno stato mentale
Ecco la storia di un’ospitalità e di un’amicizia nate per caso, dopo la lunga discesa dall’Appennino abruzzese. Grazie a Vincenzo, il numero uno di Cassino
Ray Banhoff
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Oct 7

Ricarica Italia - Giorno 26

Category: Ricarica Italia  

Giorno 26

Il sud è uno stato mentale

Km percorsi: 144, da L’Aquila a Cassino (FR)

Frase del giorno: «Io so Vincenz’… e so napoletano, dimmi tutto!» (La prima frase detta da Vincenzo Esposito)

Il tempo è uno stato mentale, il sud è uno stato mentale. Tutto è dilatato, diverso, tutto ha un colore nuovo. Sono partito da L’Aquila, lasciandomi alle spalle l’appennino abruzzese, passando per i campi, tra le mucche, a ritmo di un paese ogni 17 chilometri. Nel mezzo, il niente. Pecore, montagne, rocce. Ogni tanto qualche anziano in sosta all’ombra. Alle 10 avevo già gli occhi pieni di strade da sogno, la voglia di mangiare la focaccia abruzzese e la moto che mi pareva volasse.

Mi son fermato sei volte di fila perché il paesaggio era impressionante. La montagna a volte fa paura, sembra un muro di pietra minaccioso, mi viene da andare piano, ascoltare i rumori. Così dopo svariati chilometri di curve mi son reso conto di aver valicato l’Appennino. Tutto con una sola ricarica e con una moto elettrica. Oggi avrei dovuto dormire dai monaci di Monte Cassino, in una delle abbazzie più importanti d’Italia, ma ho scoperto solo arrivato in città che venivano ospitati solo i pellegrini. E io, nonostante la barba e l’aspetto deperito, forse non sembro un pellegrino.

Ma l’ospitalità del sud è stata provvidenziale. Stavo vagando per Cassino in cerca di una farmacia, per curare una puntura di vespa che mi faceva zoppicare, e sono arrivato di fronte ad una carrozzeria. Avevo pensato che non avrei dormito a Cassino quindi ho pensato di mettere la moto in carica per raggiungere Caserta, dove abbiamo un lettore-ricaricatore. Quindi sono entrato nell’officina e ho attaccato discorso con il proprietario. Appena ci siamo visti ci siamo capiti, lui mi ha detto solo “Sono Vincenzo e sono napoletano”, come a volermi mostrare il biglietto da visita.

Abbiamo fato due chiacchiere, parlato del mio viaggio, del suo lavoro e dopo venti minuti la moto era in carica alla carrozzeria e avevo trovato un letto per la notte. Non l’avrei mai detto. Vincenzo ha 50 anni, un passato da calciatore semiprofessionista, le iniziali dei nomi dei quattro figli e della moglie tatuate sulle braccia e fa il meccanico da venticinque anni. In paese lo conoscono tutti, lui stringe la mano alle persone, mi offre da bere, fa telefonate per farmi pagare meno le mutande nel negozio accanto. Mi avevano parlato dell’ospitalità del sud, e un po’ la conoscevo, ma raramente ho incontrato persone così aperte.

Mentre la moto è in carica nella seconda officina consecutiva, mi perdo tra le statuette di Padre Pio, le effigi della Madonna, i discorsi delle persone al bar. Questa carrozzeria, Vincenzo la sta rilevando, tra qualche mese sarà sua, pensa di chiamarla “Pit Stop Numeber One”. Non c’è nome più azzeccato, il numero uno per me è lui. È grazie a gente come lui che un viaggio come Ricarica Italia ha un senso. E voi lasciate che i politici si scannino in televisione “in nome degli italiani”. Quelli veri, loro, nemmeno li conoscono. Gli italiani sono i Vincenzo, gente comune che ti accoglie con un sorriso. A domani, verso Acerra!

Ray Banhoff

riders.italia@gmail.com

 

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