Archive for February, 2011
Le ragazze Dum-dum
Domani, 1 marzo 2011, esce He gets me high (etichetta Sub Pop) il terzo disco delle Dum dum girls ed è la dimostrazione che in America è ancora tutto possibile. Diciamo che è possibile cominciare a fare il musicista anche se fino al giorno prima, nella vita, si faceva altro. Basta iniziare facendo amicizia con la batterista delle Vivian girls, a 27 anni, solo perché si è soliti cantare Somebody to love sotto la doccia e ci si chiama Dee Dee, di mettere su una garage band al femminile. Perché se lo fai arriva qualcuno dell’etichetta Sub Pop (la storica casa di produzione dei Nirvana) e dice: «Ah ok! Sei in gamba! Ti produco». Per questo in America certe storie sono ancora realizzabili. Sono la biografia ufficiale delle Dum Dum Girls, band tutta fuzz (la distorsione tipica del rock anni Settanta), grinta e tenacia. Partite da zero poco più di due anni fa si sono ritrovate a suonare in giro per tutto gli States e a far girare il loro nome anche fuori dalle solite nicchie. Dum dum, come i proiettili ad esplosione, vietati dalla Convenzione di Ginevra, perché sono capaci di esplodere sotto la pelle. Letali e in grado di lasciare un segno. Pretesa grossa per una rock band, ma non è detto che il tempo non dia ragione a queste ragazze.
3 commentsVieni in redazione!
Hai 25 anni o meno? Riders ti sta cercando! Se sei un grafico, un giornalista o un fotografo, scrivici e sarai contattato al più presto! L’Italia è un Paese per vecchi. Secondo i dati Istat di febbraio 2011 la disoccupazione giovanile (15-24 anni) è salita al 29 per cento, il livello più alto d’Europa. Riders non ci sta! Dopo Ricarica Italia, abbiamo deciso di portare un gruppo di under 25 in redazione: realizzeranno il Cuore di uno dei prossimi numeri del nostro giornale. In tanti parlano e pensano a chissà quali soluzioni, Riders mette in moto i giovani.
Riders 39 (-4). Paola Cazzola: l’ultima donna
Un pezzo che farà discutere. L’unica donna che ha provato a correre nel campionato mondiale Supersport non ha ottenuto risultati incoraggianti. Toni Thorimbert, fotografo e collaboratore storico di Riders, si è appassionato alla storia di Paola Cazzola, una delle donne italiane più veloci in moto, lo scorso anno ha avuto il coraggio di osare quello che nessuna aveva mai fatto prima. Ne esce un ritratto, pubblicato su Riders 39, con tanti spunti di riflessione. Eccone uno, dalle parole della protagonista: «Per guidare una moto a quei livelli ci vuole una forza che io non ho. Devi spingere di brutto sulle pedane, devi buttarla giù di forza, è veramente faticoso». Donne in pista. Aspettiamo anche la vostra opinione.
Riders Bar 122. El Toro!
Doppietta di Carlos Checa alla prima gara Superbike 2011, a Phillip Island, in Australia. Alla fine è andata più o meno come ci si aspettava, anche perché il dominio dello spagnolo era stato netto durante tutto il weekend. Inoltre, la sua Ducati del team Althea ha dimostrato che l’uscita di scena del team ufficiale non ha tolto competitività alla rossa che, al contrario, sembra quasi più in forma dell’anno scorso. Sarà merito di chi la guida o demerito di chi la guidava? Gli altri attesi protagonisti, nella maggior parte dei casi non hanno deluso: Max Biaggi è stato per due volte alle calcagna del toro spagnolo e ha corso a suo modo. Lui sa bene quando si può permettere o vale la pena rischiare per una vittoria e quando conviene accontentarsi. Leon Haslam, neo pilota BMW, ha fatto il suo dovere con un bel terzo posto e un quinto. Stessi piazzamenti, invertiti, per Marco Melandri (Yamaha) alla sua prima gara Superbike: un bel podio era quello che ci voleva per dargli la giusta iniezione di fiducia. Anche Jonathan Rea, acciaccato per una brutta caduta in prova, ha fatto un grande recupero e ha piazzato la sua Castrol Honda con un quarto posto: a proposito, la colorazione è bellissima e fa tornare indietro ai tempi di Edwards, Kocinski e Slight. Ve li ricordate? Un bel sesto posto anche per Michel Fabrizio (grande rimonta), per le due Aprilia di Leon Camier e Nori Haga e anche per Jakub Smrz (Ducati). Delusione per le BMW di James Toseland, Troy Corser e del nostro Ayrton Badovini. All’esordiente italiano diamo la possibilità di ambientarsi un po’, prima di emettere giudizi drastici. Nelle prossime gare aspettiamo nelle posizioni che contano anche le Kawasaki, visto che Tom Sykes ha mostrato un buon potenziale. Il prossimo appuntamento sarà in terra inglese, sul circuito di Donington Park, ma per vedere le gare bisognerà aspettare ancora un mese, il 27 marzo. Infine, ci felicitiamo per la vittoria di Luca Scassa, su Yamaha, nel campionato Supersport!
Ora la parola passa a voi: da tifosi, appassionati o curiosi: chi vi ha dato gioia, chi vi ha deluso e chi vi ha sorpreso alla prima Superbike 2011? PS Notare, nella foto, lo sfondo della pista australiana: toglie il fiato.
Riders 39 (-5). Street Glide: la Touring che brucia i semafori
Una delle moto provate su Riders 39 è la rinnovata Harley-Davidson Street Glide. Si tratta di un aggiornamento della Touring americana nata nel 2006 che, invecchiando, aumenta il suo fascino, come spesso accade ai modelli di Milwaukee. Esteticamente è sempre lei, quella della carena ad ali di pipistrello e dal sedere basso e largo, comoda solo per chi guida. La novità 2011 è il motore Twin Cam 103 Big Twin, da 1.690 cc, a sei marce. Ma noi, grazie a Numero Uno Milano, l’abbiamo provata con motore Screamin’ Eagle 120 R, una versione da gara di 1.980 cc e 135 cavalli. Così, nonostante la mole di 355 chili, questa Touring è capace di accelerazioni mozzafiato. Il modello base costa 23.900 euro, mentre per montare il kit che abbiamo provato bisogna aggiungerne 10.300. La somma equivale al prezzo della serie speciale Harley-Davidson Street Glide CVO.
La notte degli Oscar
Come ogni anno arriva l’appuntamento con la notte degli Oscar, per la consegna dei premi più ambiti del cinema americano. Stasera, dopo la classica sfilata delle star sulla passerella rossa, si terrà l’ottantatreesima edizione degli Academy Award al Kodak Theatre di Los Angeles. La cerimonia sarà trasmessa in diretta alle 23,55 su Sky Cinema 1 Hd e in streaming in lingua originale sul sito ufficiale.
Di solito si parla solo dei grandi nomi in platea e si trascura la storia della leggendaria statuetta. In scena sin dal 1928, quando la neonata Academy pagò cinquecento dollari l’artista George Stanley per modellarla in argilla placcata in bronzo, la statuetta dell’Oscar è alta 30 centimetri e pesa quattro chili e vale circa trecento dollari.
Quest’anno in concorso non ci sono film italiani e il toto statuette ha già conquistato le pagine dei giornali di tutto il mondo. Per la categoria di migliore attore protagonista, quella su cui gli occhi di tutta la stampa sono puntati, sono in gara: Javier Bardem con Biutiful, Jeff Bridges con Il grinta, Jesse Eisenberg con The social network, Colin Firth con Il discorso del re e James Franco con 127 ore. Munitevi di tazza di caffè americano per affrontare la notte, una coperta sulle gambe e godetevi la serata.
No commentsRiders 39 (-6). Luca Cadalora: un campione di sincerità
Il Riders hero del mese di marzo è Luca Cadalora. Timido, riflessivo, uno che se ne sta in disparte. Un campione che ha vinto tre titoli mondiali (in 125 nell’86 e in 250 nel 91 e nel 92) ma non frequenta più il mondo delle corse. Le segue con attenzione da lontano, con una rete di amici e informatori che lo aggiornano minuto per minuto. Nico Cereghini lo ha intervistato nella sua casa di Modena, per fare un ritratto del pilota di ieri e dell’uomo di oggi che ha una precisa idea del motomondiale alle porte. Cadalora dà infatti a Riders il suo parere sui piloti protagonisti, veterani e outsider delle tre classi del mondiale. Lasciando scoprire anche le sue passioni: moto di vari tipi, motorini, scooter e modellini radiocomandati. Tutti mezzi su cui mette le mani in prima persona con una cura e meticosità che da sempre lo distinguono quando si tratta di tecnica.
Riders Bar Weekend. Parte la Superbike iridata!
Parte la stagione delle corse con la Superbike, a Phillip Island, in Australia. La prima superpole è andata a Carlos Checa sulla Ducati del team Althea Racing. Non è stata una sorpresa, visto che ha dominato le prove sin dai primi turni liberi. Ha fatto invece un bel passo avanti il campione del mondo in carica Max Biaggi, su Aprilia, staccato di soli 13 millesimi. Entrambi sono scesi sotto il record della pista. Seguono Sylvain Guintoli (Ducati Effenbert - Liberty Racing) e Leon Haslam (BMW Motorrad). La prima moto giapponese è la R1 di Eugene Laverty (Yamaha World Superbike Team), quinto tempo, seguito da Jakub Smrz (Ducati Effenbert - Liberty Racing), Troy Corser (BMW Motorrad) e Marco Melandri (Yamaha Wolrd Superbike Team).
Qualche considerazione, che sia da spunto per il nostro Riders Bar: davanti, ancora una volta, ci sono due piloti quarantenni. Sul fronte moto: Europa batte Giappone nettamente, lo dice la classifica qui sotto. E poi, delusione per Jonathan Rea, dato per i favoriti del campionato, con la Castrol Honda è solo dodicesimo, e anche per Toseland (BMW Motorrad). Come pure le Aprilia di Nori Haga e Leon Camier distaccate considerevolmente da quella di Biaggi. Su Melandri, ottavo, mettiamo un punto di domanda e aspettiamo di vedere il risultato della gara. Biaggi a parte, gli altri sono messi maluccio: solo terza fila con per la Suzuki Alstare di Michel Fabrizio (Suzuki Alstare), addirittura quinta fila per Ayrton Badovini (BMW Motorrad Italia SBK team) e sesta per Roberto Rolfo (Kawasaki Pedercini).
Ci troviamo al Bar lunedì, per commentare le due gare. Buon divertimento!
1. Carlos Checa (Althea Racing) 1′30.882
2. Max Biaggi (Aprilia Alitalia Racing Team) 1′30.895
3. Sylvain Guintoli (Team Effenbert-Liberty Racing) 1′31.293
4. Leon Haslam (BMW Motorrad Motorsport) 1′31.429
5. Eugene Laverty (Yamaha World Superbike Team) 1′31.858
6. Jakub Smrz (Team Effenbert-Liberty Racing) 1′31.980
7. Troy Corser (BMW Motorrad Motorsport) 1′32.182
8. Marco Melandri (Yamaha World Superbike Team) 1′32.662
9. Michel Fabrizio (Team Suzuki Alstare) 1′32.153
10. Tom Sykes (Kawasaki Racing Team Superbike) 1′32.204
11. Joshua Waters (Yoshimura Suzuki Racing Team) 1′32.240
12. Jonathan Rea (Castrol Honda) 1′32.708
13. Joan Lascorz (Kawasaki Racing Team) 1′32.346
14. Noriyuki Haga (PATA Racing Team Aprilia) 1′32.391
15. James Toseland (BMW Motorrad Italia SBK Team) 1′32.547
16. Ruben Xaus (Castrol Honda) 1′32.788
17. Leon Camier (Aprilia Alitalia Racing Team) 1′32.847
18. Bryan Staring (Team Pedercini) 1′32.883
19. Maxime Berger (Supersonic Racing Team) 1′33.079
20. Ayrton Badovini (BMW Motorrad Italia SBK Team) 1′33.161
21. Roberto Rolfo (Team Pedercini) 1′33.286
22. Mark Aitchison (Team Pedercini) 1′33.413
Maremma che pedalate!
Immaginatevi la Maremma toscana e i suoi scenari mozzafiato: pioppi, tramonti, calici di vino rosso da accompagnare a taglieri di affettati. Ecco, questa è la visione ipercalorica. Per gli appassionati di bici, la Toscana in questo periodo è invece il simbolo della Maremma Cup che inizia oggi e termina il 6 marzo. Che cos’è? Una tra le manifestazioni più importanti di ciclismo estremo: salti sugli scogli, passaggi nel bosco e traversate tra gli oliveti per un totale di quattro chilometri.
«Appena partiti» spiegano gli organizzatori «si entra in un bellissimo single trail, con molte pietre e una discesa con curve lente e strette, si passa un piccolo torrente e si entra in una salita corta, ma ripida e tecnica, chiamata la Galleria». E siamo solo a metà, dopo c’è la parte più tosta: «Un tratto di circa duecento metri con fondo asfaltato che riporta nel bosco delle Tane percorrendo una pista spettacolare, la salita dell’Ospedale e il ritorno al Poggio». Il tutto osservando gli aironi, respirando il profumo dei pini e godendosi la vista del mare e dell’Isola d’Elba sullo sfondo. Insomma, una sorta di Into the wild ma su due ruote, fuori dal caos dei circuiti cittadini, da gustarsi con una borraccia e come premio un bel panino al sacco. Il video dice tutto… Per tutte le altre informazioni: maremmacup.com.
No commentsRiders 39 (-7). La carica dei seicento motorini
Anteprima numero uno di Riders 39, che andrà in edicola venerdì 4 marzo. Titolo: Inglourious basterds. Chi? Quelli arrivati sulle Alpi Svizzere da tutta Europa con un obiettivo comune, completare 130 chilometri su e giù per tre passi di montagna. È il suggestivo e impegnativo percorso (per cinquantini d’epoca di serie) del Red Bull Alpenbrevet, un modo per vivere un giorno da leoni come se il tempo si fosse fermato qualche decennio fa, dando sfogo alla voglia di sfida, alla fantasia e alla creatività nel look. In sella a ciclomotori 50 che, per regolamento, non possono avere alcuna elaborazione tecnica, mentre è libera quella estetica sia del mezzo che del pilota. La cosa ci ha incuriosito, così abbiamo deciso di partecipare anche noi di Riders: Alberto Cecotti su un Garelli Vip1 blu, di proprietà del fratello del direttore Roberto Ungaro, recuperato il giorno prima della gara da uno sfasciacarrozze. Volete farvi un’idea? Guardate questo video!
