Archive for March, 2011
Road book. Da Lecco a St. Moritz
Cambiano paesaggi, colori, profumi e idee, in questo tragitto che permette di vedere luoghi totalmente diversi tra loro, seppure simili. In Italia la strada è stretta, inizia a salire ma non si inoltra nella montagna. Appena varcato il confine svizzero, invece, la carreggiata si allarga, l’altitudine aumenta velocemente e le curve si fanno appassionanti. Lo sguardo si può perdere in ampi spazi verdi e le poche costruzioni hanno spioventi tetti in legno. Dopo qualche chilometro la strada si stringe nuovamente e si arrampica sulla roccia con tornanti in rapida successione. Una volta arrivati in cima, si assiste a uno spettacolo rigoglioso. Campi, ruscelli, boschi e maneggi circondati da vette ancora più alte. Avvicinandosi alla meta, le costruzioni si infittiscono e si percepisce un’aria lussuosa. Il piccolo centro di montagna di St. Moritz, è infatti costellato di alberghi a cinque stelle e negozi alla moda.Lunghezza 130 chilometri. Tempo di percorrenza: 120 minuti circa.
Tre in uno a Faenza il 3 aprile
Tre eventi in una giornata, domenica prossima, al Centro Fieristico di Faenza: motori d’epoca, giocattoli da collezione e mondo militare, il tutto all’insegna dei ricordi e delle passioni. La Mostra mercato di Faenza, dalle 9 alle 18.30 del 3 aprile 2011, sarà tutto questo. Le tre sezioni saranno perciò:
Mostra mercato di auto e moto d’epoca I mezzi che hanno fatto la storia dell’automobilismo e del motociclismo. Si potranno ammirare alcuni rarissimi esemplari, ma per i cultori di questa passione ci sarà la possibilità di acquistare, scambiare ricambi, accessori e, perché no, moto e auto intere.
Mostra mercato del giocattolo d’epoca e del modellismo ferroviario Un importante incontro fra commercianti e collezionisti, con pezzi rarissimi del modellismo ferroviario e giocattoli d’epoca in genere: bambole antiche, giocattoli di latta e in legno, i mitici robot degli anni Ottanta, le collezioni di culto delle sorpresine Kinder e altri oggetti ludici rigorosamente vintage.
Militaria Land Il più importante evento della Romagna rivolto a questo settore. Cimeli e i reperti militari, soprattutto per il periodo del Ventennio e della Resistenza. Medaglie, distintivi, cartoline e fotografie, copricapo, decorazioni, uniformi. Sempre in questo ambito, è prevista un’area espositiva riservata ai war game, i giochi di ruolo e ai videogame a carattere militare con presenza di associazioni di Soft-Air.
Ecco come raggiungere la Fiera di Faenza. E per chi fosse interessato a cosa offre Faenza per il dopo fiera… Per altre informazioni: 348 9030832 oppure info@expositionservice.it
No commentsBoris, dal piccolo al grande schermo
Quando si parla di sitcom e di comicità vengono sempre alla mente esempi americani. L’ironia pungente di Friends, la complicità di serie televisive come Californication. Boris è l’eccezione italiana. Nata come serie televisiva e trasmessa da Fox, ha conquistato in due stagioni tutto il pubblico italiano, raccontando cosa succede dietro alle quinte di una serie tv, delle altre fitction, quelle noiose, con le attrici modelle che non hanno espressività, i registi che sognavano di diventare artisti invece sono solo dei meri esecutori, gli operatori di scena con i contratti a progetto che non vengono pagati. Ridendo e scherzando, Boris è riuscito a dare un’idea dello stato di salute dello spettacolo in Italia. Finalmente arriva al cinema la versione colta della sit commedy, con gli stessi protagonisti e la solita Caterina Guzzanti a sostenere il lavoro del regista Renè Ferretti che a inizio film rinuncia all’ennesima brutta telenovela da girare. Ferretti vuole cambiare, cimentarsi con l’arte, fare qualcosa di impegnato. Nelle due ore del film scoprirà che forse il suo vecchio lavoro non era così male come pensava.
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Road book. Il Montello
Il Montello è una collina semiselvaggia che nasconde un suggestivo ossario, una splendida pista da cross abbandonata che fa venire i brividi, freddi ruscelli e lussuosi villini tra gli alberi. Nelle domeniche primaverili la strada che lo attraversa viene utilizzata come una pista dai motociclisti di mezzo Veneto, tante sono le curve e i saliscendi che la rendono esaltante. Durante il resto della settimana invece è un luogo rilassante, dove mantenere un’andatura sostenuta e godersi l’asfalto steso ottimamente, ma senza esagerare. I trattori dei contadini della zona, infatti, sbucano dalle entrate laterali o da dietro le curve, rendendo pericoloso correre troppo. L’agriturismo Ai Pioppi merita una sosta, dove si mangiano ottime salamelle alla griglia con polenta e fagioli, e si beve un buon vino rosso servito in scodelle di terracotta. Dopopranzo, poi, ci si può divertire con il gigantesco parco giochi allestito nel giardino dell’agriturismo con pezzi di recupero: altalene, scivoli, ottovolanti e gabbie panoramiche che meritano una visita.Lunghezza 17 chilometri. Tempo di percorrenza: 25 minuti.
Triumph Street Triple 2011 Vs 2010
La special: Ducati Desmo Black Betty del Brusko
Curioso come vanno le cose, anche nella stanza dei giochi di Riders. Di solito si passano ore attaccati allo schermo, alle riviste o al telefono per trovare una special come si deve. Di quelle costruite bene, con gusto e sentimento. E raramente si trovano. Poi una mattina capita di aprire la posta elettronica e sbamm, ci sbatti contro. Perché la Ducati Desmo di questa foto è stata costruita con amore e pazienza da uno di noi. Uno del blog di Riders. Roberto Bortolotti, il Brusko, 41 anni, l’ha chiamata Black Betty come una famosa canzone dei Ram Jam, perché questa Ducati Desmo trasuda anni Settanta da ogni guarnizione del motore 350 a carter larghi. Come per ogni special che si rispetti, la storia di Black Betty è una serie di ricerche affannose, lavori certosini in officina e colpi di scena.«L’ho costruita da parti sfuse e non so nemmeno quale sia l’anno di produzione originale del motore, sto ancora cercando i documenti» racconta il Brusko. «Dovrebbe essere del 73 ed è stato restaurato dal signor Giglio di Modena. Il telaio è di uno Scrambler basso, il serbatoio è stato battuto a mano da un artigiano modenese, secondo indicazioni e misure. Le saldature sono opere d’arte invisibili, la forma ricalca i serbatoi delle Ducati che correvano alla 200 Miglia di Imola». Anche il motore ha una storia a parte, perché originariamente è un coppie coniche da Scrambler con distribuzione a valvole e molle. Il Brusko ha acquistato una preziosa testata desmodromica pronta per essere sovrapposta al cilindro. Fra le parti speciali, il carburatore Dell’Orto PHF 22 con cornetto libero, lo scarico Sito e gli ammortizzatori Marzocchi a gas e il codino in vetroresina comprato al mercatino di Imola. Quattro anni di lavoro per un costo complessivo di 5.800 euro.Il bello della Black Betty è di avere tre anime in una: classica, cafe racer e moto da corsa. E il numero 32? «Tre sono le volte che sono stato operato al cuore, due è la data di nascita mia e di mia moglie. Ci voleva proprio, una Desmo in casa».Paolo Sormani
La strana prova dello Yamaha EC-03
Tra poche ore Yamaha presenterà EC-03, il nuovo ciclomotore a impatto zero. Noi ve lo proponiamo così: più che una prova tecnica si tratta di una visione, una forzatura, su quello che potrebbe essere il nostro futuro. Avere stile, essere avanti, non significa solo rimembrare il passato e riproporre la cultura del vintage. Avere stile vuol dire pensare avanti e prendere in considerazione un mezzo come questo. Abbiamo deciso di presentarlo in modo provocatorio e lo abbiamo affidato a Ray Banhoff, che con Ricarica Italia ha fatto più di tremila chilometri di strada ed è il nostro “esperto” di mezzi elettrici. Questo è il futuro che ci immaginiamo, voi siete pronti al cambiamento?
L’inedito di Kubrick
Prima di parlare di Stanley Kubrick’s Napoleon: the greatest movie never made (Taschen), in uscita in questi giorni, occorre spendere due parole sul regista inglese. Stanley Kubrick per molti critici e intellettuali è il punto più alto del cinema del Novecento. Il maestro dei visionari. L’unico ad aver esplorato tutti i grandi generi di consumo con un film dedicato (Full metal jacket il film di guerra, 2001 odissea nello spazio quello di fantascienza, Barry Lyndon il film storico, Shining l’horror…), tranne la pornografia, a cui stava lavorando in gran segreto prima della morte. La sua idea era quella di girare un porno ma con una vera coppia del cinema hollywoodiano e pare avesse quasi convinto Alec Baldwin e Kim Basinger. Per 40 anni i fan di Kubrick si sono interrogati intorno al misterioso film mai realizzato dal regista su Napoleone Bonaparte. Oggi Taschen pubblica Stanley Kubrick’s Napoleon: the greatest movie never made, un tomo rilegato e prezioso come un’enciclopedia, con le pagine scansionate dei quaderni scritti a mano da regista, gli appunti sui costumi, le ricerche storiche. Kubrick affrontò due anni di studi per poter scrivere la sceneggiatura con l’aiuto di dozzine di assistenti e di un professore di storia di Oxford. Accumulò così una quantità incredibile di materiale di ricerca, tra cui quasi 15mila fotografie scattate per scegliere le location del film. Insomma, fu ossessivo alla sua maniera. Eppure il film non fu mai realizzato: la M.G.M. e la United Artists lo ritennero troppo rischioso in un momento in cui i film storici erano fuori moda.
Riders Bar 126. Melandri up, Biaggi down…
La Superbike non delude mai sul fronte spettacolo. Anche ieri, al secondo appuntamento stagionale di Donington, in Inghilterra, il campionato delle derivate di serie non si è smentito con due manche mai scontate, tra sorpassi, litigi al limite della rissa, ruote staccate durante la gara. Il bilancio della giornata vede comunque Carlos Checa confermare la sua leadership con un terzo e un primo posto. Sorpresa, ma non troppo, per un Marco Melandri definitivamente ritrovato, che con un primo e un secondo posto si è aggiudicato la gara inglese piazzandosi al secondo posto in classifica a 19 punti dallo spagnolo. Lo stesso ravennate è stato al centro dell’attenzione anche per la diatriba con Max Biaggi, che ieri ha pescato una giornata decisamente negativa in tutti i sensi. Capita. Una incomprensione tra i due durante le prove cronometrate è proseguita nella corsia box dove a momenti si azzuffano. Poi il romano, che a freddo si è scusato per la sua reazione eccessiva, si è classificato solo settimo nella prima gara ed è stato squalificato nella seconda per non aver scontato la penalità della partenza anticipata. Peggio di così… La conferma della giornata nera di Biaggi è data anche dalla terza piazza in gara due del compagno di squadra Leon Camier, a dimostrazione che l’Aprilia, ieri, era comunque competitiva. In classifica generale si piazza al terzo posto Leon Haslam, sempre generoso con due onestissimi quarti posti, mentre un ottimo Jacub Smrz ha piazzato la sua Ducati al secondo posto nella prima frazione. Il talento della Honda, Jonathan Rea, ha portato a casa solo un quinto posto e per un candidato al titolo è un po’ deludente. Italiani? Michel Fabrizio (Suzuki), ha rimediato un settimo posto, mentre Ayrton Badovini, sulla BMW ufficiale, un tredicesimo e un nono. Grande soddisfazione per i nostri colori è arrivata dalla Supersport, con Luca Scassa che ha bissato il successo della gara australiana portantosi a punteggio pieno, 50 punti, in campionato. A questo punto si può pensare che sia lui il più forte quest’anno, nella Supersport?
Skate hardcore. Se la tavola va a fuoco
Video di skateboard ce ne sono molti, se ne sono visti di ogni tipo. Ma di certo ce ne sono pochi in cui gli skater vanno a fuoco. È un’idea di Burn, l’azienda che produce l’energy drink, che si è affidata alla Mojo e Exit films. In questo caso l’ottimo risultato è sicuramente merito anche del direttore della fotografia Greig Faser, famoso per aver partecipato alla produzione di numerosi film e aver realizzato campagne pubblicitarie spettacolari, come quella della vodka Absolut. Per lo spot di Burn, la produttrice Karen Sproul ha voluto un gruppo di giovani skater messicani che, guidati dal professionista della tavola Steve Berra, si sono lasciati ricoprire di uno speciale liquido infiammabile e hanno sfrecciato per le vie di città del Messico andando letteralmente a fuoco.
Fabrizio Tommasini
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