Archive for June, 2012
Riders Bar. MotoGP, SBK, MX, EX: voglio tutto!
Questo è uno dei fine settimana caldi in tutti i sensi per il mondo delle corse
Perchè le temperature sono torride un po’ ovunque e perché sono in programma sia le tre classi del motomondiale, con il GP d’Olanda ad Assen, (Casey Stoner, qui a lato) che quelle del campionato delle derivate di serie (SBK) che corrono invece ad Aragon, in Spagna: Superbike (Marco Melandri nella foto in centro), Supersport e Superstock 600 e 1000.
Il dilemma è sempre lo stesso: cosa guardare? E la nostra risposta è: nel limite delle possibilità, tutte le gare! Che c’è sempre da divertirsi!
Non è finita. Sul piatto caldo, questa domenica ci offre anche il mondiale di motocross che è trasmesso come sempre su Sport Italia: una bella occasione per vedere le imprese del nostro grandissimo Tony Cairoli in piena corsa a Uddevalla (Svezia) verso il titolo MX1 2012. Idem per il mondiale femminile, dove abbiamo Chiara Fontanesi (nella foto qui di fianco) impegnata a difendere la sua leadership iridata a Senkvice (Slovacchia) e grande soddisfazione per colori italiani.
Non vi basta? Volete vedere imprese eroiche e spettacolari dal vivo? Andate a Castiglion Fiorentino, in Toscana: c’è la prova italiana del campionato mondiale enduro: roba forte!
Buona scorpacciata di gare in televisione, al limite anche dal bagno di una bella spiaggia tra un bagno, un gelato e altro…
Ne parleremo qui, al Riders Bar, come ogni fine settimana di gara e lunedì, ok?
Ciao Riders!
1 commente-CRP 1.4. Silenzio, si corre… in pista!
Abbiamo testato all’autodromo di Modena la e-CRP 1.4, una moto da corsa (italiana) con motore elettrico: un’esperienza unica…
Chi la produce CRP è un’azienda italiana (la sede è a Modena) specializzata nella produzione di pezzi speciali di altissima tecnologia dedicata prevalentemente ad auto e moto da competizione.
La moto Quella che abbiamo provato è il modello e-CRP 1.4, una vera moto da gara, impegnata con Alessandro Brannetti nel campionato del mondo FIM e-Power. Volete sentire il suo sibilo? Guardate e ascoltate il video qui sotto… realizzato con telecamera sportiva Sportcamera, montaggio video di Luca Fasoli.
Peso piuma Un mezzo progettato con l’obiettivo del miglior compromesso tra peso, dimensioni batterie e prestazioni per una moto elettrica. La eCRP 1.4 monta una batteria litio-polimeri da 7,4 Kw/h dal peso di 52 chili assemblata per mantenere gli ingombri e ottimizzata per utilizzo racing. La potenza totale dei motori è di 52 Kw, mentre il peso della moto è di soli 160 chili.
Ciclistica racing La e-CRP ha un telaio bitrave in alluminio fuso e saldato, forcellone saldato, sospensioni e freni racing. Freni e sospensioni sono professionali (Marzocchi e Ohlins come sospensioni) e mix Braking - Brembo per i freni mentre i cerchi sono Marchesini /OZ forgiati. Qui la scheda tecnica completa.
Un sibilo a 220 all’ora! Le dimensioni e la posizione di guida assunta sulla CRP ricordano quelle di una 250 da Gran Premio. Ovviamente, la prima cosa che colpisce è che non si sente la moto accesa. L’effetto on-off nella partenza da fermo è forte e bisogna prenderci la mano, ma una volta in movimento, anche la riapertura del gas è fluida. Altra sensazione strana, è data dal sentire tutto ciò che sulle moto normali è celato dal motore, perciò in particolare la trasmissione è l’unica cosa di meccanico che si può ascoltare. Il resto è un sibilo che, raggiunte le alte velocità si fa anche abbastanza forte… La eCRP riesce a raggiungere i 220 km/h, ma l’autodromo di Modena non ha il rettilineo sufficientemente lungo per prenderli. Nella guida si nota l’evidente assenza del freno motore al rilascio della manopola dell’acceleratore: per sopperire a ciò, la moto è dotata di un pulsante azionabile con il pollice sinistro che provoca quell’effetto sul motore e in contemporanea lo ricarica. Come guidabilità c’è da dire che rispetto a una moto da corsa tradizionale si sente il baricentro un po’ altino, ma con un po’ di assuefazione si riesce a condurre la CRP in modo naturale e molto efficace.
L’autonomia è di circa 40 minuti mentre per fare il pieno totale di corrente servono tre ore. Per i curiosi, il tempo ottenuto sul circuito di Modena dai migliori piloti presenti è di 1.16.5.
Calo di prestazioni La moto è molto divertente anche se c’è da dire che il motore elettrico, dopo una manciata di giri, perde un po’ di performance ed è difficile mantenere un passo costante per un turno normale in pista, in quanto dopo un po’ si perde circa un secondo, proprio per il motivo di cui sopra.
Energica L’occasione è arrivata in occasione del Trofeo Energica 2012, il 21 giugno scorso, un evento trasversale In cui CRP e altre aziende del settore green hanno messo a disposizione mezzi (auto moto e scooter) da provare anche per il pubblico.
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Cinque anni di iPhone!
2007-2012 Sono passati già cinque anni, da quel 29 giugno in cui oggi un grande genio umano propose al mondo intero un nuovo modo di comunicare… in questo video, Steve Jobs presenta la sua straordinaria invenzione.
Ora, quella mente umana non è più presente (materialmente) fra noi, ma la sua fantastica idea è, inarrestabile, in giro per tutto il mondo. Come una specie di piacevole contaminazione. Leggete qui, qualcosa a riguardo del quinto anniversario di iPhone.
Grazie Steve!
No commentsRiders 53. Dite la vostra!
Da oggi, 18 giugno, potete trovare Riders 53 in edicola. La cover è dedicata a Claudio Santamaria, volto noto del cinema italiano, ma lo speciale del numero è dedicato alla vita di provincia, raccontato dalle parole di Alcide Pierantozzi, un giovane ma promettente autore di romanzi.
Ma non è l’unico scrittore che incontriamo questo mese: Giorgio Faletti, racconta come vivere nella tranquilla isola d’Elba lo aiuti a trovare ancora ispirazione. Poi c’è il reportage sui love hotel, luoghi dove da generazioni si consumano amori più o meno clandestini, tra le quattro pareti di stanze a tema: ne abbiamo fotografate alcune, tra docce decorate con manette e gigantografie di Maradona.
L’altro reportage è dedicato ai bar, vera e propia seconda casa per molti italiani, che da generazioni crescono i ragazzi e intrattengono gli adulti, soprattutto in provincia. Riders ne ha fotografati sei, da Venezia a Palermo.
I Riders Man di questo mese sono Cesare Cremonini, che si definisce «un pescatore di provincia in cerca di cose che lo facciano crescere» e Nicolò Bulega, promessa e realtà del motociclismo italiano: il dodicenne sta collezionando risultati importanti nella categoria PreGP 125. Ha grinta, modo di fare e look per bucare i media, ma a lui importa solo dare gas e vincere.
A proposito di argomenti racing, Riders 53 vi presenta il team Pedercini, una squadra formato famiglia impegnata nel circus della SBK, il pilota Supersport Kenan Sofuoglu, turco che riesce a combinare preghiere e gare, e Toni Merendino, colui che ha inventato hospitality e umbrella girl nel motomondiale.
A completamento del numero le prove di due bellissime special: la BMW GS Six Days replica e la Honda CB500 Four cafe racer.
E ora lettori tocca voi, dateci il vostro parere.
18 commentsL’etichetta al motociclista
Ci sono brand motociclistici che più di altri, si prestano, per storia, nome e filosofia, a far sì che i proprio estimatori, appassionati, clienti tendano a identificarsi con il logo, con quello che rappresenta, assumendo atteggiamenti sia nel look, sia comportamentali al punto di creare dei veri e proprio branchi.
Così, gli harleysti, i ducatisti, i guzzisti, i biemwuisti e molti altri marchi hanno dei dictat di identificazione più o meno precisi e c’è gente che ne fauna vera e propria filosofia di vita… Altri (la maggior parte) ne fanno una questione di sola apparenza/appartenenza.
Poi ci sono motociclisti che, indipendentemente dal marchio di moto che possiedono, mantengono una propria personalità e identità di stile freganodosene totalemente di modelli di stile predefiniti.
Questa vignetta, che ovviamente vuole essere spiritosa, rappresenta alcuni esempi più o meno realistici.
Voi a che categoria appartenete? Giusto identificarsi in un brand?
7 commentsDesmo: il cervello del motore
Una caratteristica più di ogni altra, ormai da cinquant’anni, caratterizza le moto Ducati: il cuore desmodromico. Talmente importante per la casa di Borgo Panigale, da dedicarci una mostra.
Esprimi la tua creatività: Nastro say yes to it
Nessuna regola, tutti possono partecipare ed esprimere la propria creatività
Basta andare sul sito nastroazzurro e scoprire Nastro say yes to it, fashion, urban art e desing per raccontare il proprio mondo e condividerlo con gli altri.
Un riconoscimento per tutti coloro che vogliono esprimersi, questo lo spirito di Nastro say yes to it, l’iniziativa lanciata da Nastro Azzurro e che raccoglierà fino al 31 luglio i lavori migliori caricati sul web e li trasformerà in un grande momento espressivo/evento a fine settembre a milano.
Nastro say yes to it è il progetto che Nastro Azzurro dedica alla nuova creatività italiana ed ai più interessanti talenti nel campo del Design, del Fashion e della Urban Art. L’obiettivo è quello raccontare il meglio di questi mondi, scoprire e far esprimere le più forti e nuove eccellenze contemporanee, in un unico grande evento finale.
La selezione dei protagonisti del progetto avverrà attraverso un duplice meccanismo: metà dei talenti verrà scelta direttamente da tre influenti personaggi del nuovo Made In Italy, l’altra metà verrà selezionata valutando il lavoro di tutti i creativi che aderiranno alla Call For Ideas, la chiamata alle armi del talento, che verrà lanciata da Natro Azzurro.
A Gianluca Marziani, Riccardo Grassi e Laura Negrini, i curatori - bio, andrà quindi il compito d’individuare artisti di valore, che potranno dare libero sfogo alla propria vena espressiva in un modo unico, realizzando opere e allestimenti site specific per la location finale del progetto.
Ma attraverso la propria Call For Ideas, Nastro invita anche tutti i giovani creativi ad inviare i propri progetti, dal 18 giugno al 31 luglio, e a farli conoscere attraverso il sito nastroazzurro. Tutti potranno partecipare, caricando on line i propri migliori lavori, per condividerli e raccontarli in immagini.
Nastro say yes to it sarà raccontato in tempo reale sul web, attraverso una serie di pillole video che, settimana dopo settimana, mostreranno losviluppo del progetto, le storie dei curatori e degli artisti.
Le migliori creazioni di tutti gli artisti selezionati dai curatori troveranno spazio il 22 settembre al Teatro Parenti di Milano, che si trasformerà nella culla creativa dell’iniziativa. All’interno del suo spazio, ormai un vero e proprio punto di riferimento nel panorama artistico e culturale della città di Milano, prenderà dunque vita un grande evento, in grado di raccontare – attraverso impattanti installazioni e allestimenti - alcune delle storie più interessanti nel campo della moda, del design e dell’urban art.
Nastro say yes to it non è un concorso e non esiste un premio: si tratta del riconoscimento che il marchio offre a due dei più importanti valori che da sempre contraddistinguono il Made In Italy: stile e creatività. Nastro Azzurro va dunque alla ricerca di talenti nuovi e di forza espressiva: energie in grado di arricchire di fermenti creativi il nostro presente.
Gienchi (Lodi, 8 Settembre 1983 – Marte 21 Dicembre 2012) è un designer di scarpe e pittore. Dopo aver lavorato come idraulico ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla sua vera passione, customizzare e reinventare sneakers. Tutto è iniziato nel 2003, dove le scarpe dopo essere state trattate per ottenere un effetto sporco e punk, venivano customizzate manualmente con paillettes e borchie. Non c’è voluto molto tempo per farsi notare, nel 2005 arrivano i primi servizi su testate di moda come Vogue, Marie Claire, Elle, Glamour e le prime vendite nei negozi. Negli anni successivi Gienchi diventa un vero e proprio trend indossato anche dafashion icon come Madonna, Agyness Deyn, Poppy Delevigne e Bianca Balti. Il brand, nel 2010 si stacca dalla manualità delle customizzazioni per essere prodotto dall’azienda Stiù srl, senza perdere la sua attenzione ai dettagli e, soprattutto, senza rinunciare al lato vintage e dirty che lo ha reso unico e inconfondibile.
Ad oggi Gienchi è alla sua quinta collezione distribuita da Riccardo Grassi Showroom ed ha all’attivo 200 negozi in tutto il mondo. Sito web: gienchi.it
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Riders experience: gravità zero
Delle volte è bello anche fermarsi dal turbine della vita quotidiana e ammirare il mondo a gravità zero. Come fosse un sogno vissuto dal vivo, più o meno consapevolmente, ma sicuramente da svegli. Una sensazione che si può trovare buttandosi nel vuoto.
Per poi riviverla in slow motion…
The Gas
No commentsIl Corsaro fa 41
Non sarà un campione di simpatia (per alcuni, invece, è esattamente il contrario), ma non si può negare che Max Biaggi, nato a Roma il 26 giugno 1971, sia un pilota di altissima classe, stile di guida impeccabile e doti velocistiche rare. Un vero talento, scoperto motociclisticamente quasi per caso, intorno ai 18 anni, in una prova libera a Vallelunga in sella a una Sport Production 125. Una rivelazione.
Esordio per caso In pochi mesi, Max si trovò da calciare il pallone in una squadra di provincia (pare fosse bravino a calcio) a limare i cordoli dei circuiti con le saponette, bruciando letteralmente le tappe: la SP 125 fu un veloce trampolino di lancio nella classe GP250, inizialmente nel campionato europeo per poi arrivare ben presto al mondiale.
Esplosione di un campione Aprilia lo identificò ben presto come un potenziale campionissimo e gli diede la moto giusta per conquistare una tripletta di titoli consecutivi (1994-5-6) sbaragliando anche la concorrenza interna di veterani come Chili, Reggiani e company. Erano gli anni Chesterfield, con moto e tuta nera, e lui in giro per il mondo a conquistare vittorie a raffica in tutti i paesi: da qui il soprannome Corsaro. Poi un passaggio alla Honda, sempre in 250 e la conferma di campione del mondo con il quarto titolo (1997).
Top class Dall’anno successivo iniziò la seconda parte della carriera di Biaggi, quella nella classe regina (500 e poi MotoGP): un esordio strepitoso con la vittoria alla prima gara e poi una serie di stagioni altalenanti, tra difficoltà varie, moto più o meno competitive (Yamaha e Honda), opportunità più o meno sfruttate bene, anche per via di un carattere non sempre facile da gestire. In definitiva non riuscì mai a conquistare un titolo nella top class del motociclismo.
Ritiro forzato (?) E si ritirò, più o meno volontariamente. Nonostante i quattro titoli in 250, quindi, per un pilota del suo potenziale, si può dire che uscì di scena da incompiuto, per non aver conquistato un alloro in MotoGP. Ma non era ancora finita…
Terza vita, in Superbike Dopo un periodo lontano dalle piste, fu richiamato alle gare, questa volta in Superbike: parte qui la terza fase della carriera di Biaggi: Suzuki Alstare, Ducati Sterilgarda, annate dove dimostrò di non aver dimenticato come si guida e di essersi adattato bene anche alle derivate di serie. Poi il ritorno al primo amore motociclistico, l’Aprilia lo ingaggiò per puntare in alto in Superbike con la RSV4. Che con Max riuscì a conquistare un fantastico titolo iridato nel 2010. L’anno scorso, nel 2011, Max ha dovuto fare i conti con un altro nonnetto passato dal motomondiale alle SBK. Carlos Checa, classe 72 (ha un anno in meno di Max), gli ha strappato la tabella numero 1 in sella alla Ducati del Team Althea.
La famiglia Nel frattempo, Max, dopo una collezione di gran belle fidanzate (curriculum di alto livello con nomi noti) decide di sistemarsi e fa famiglia con una ex Miss Italia: la bellissima Eleonora Pedron, da cui ha avuto due splendidi figli e con i quali risiede nell’isola felice del Principato di Monaco.
Ancora in corsa Quest’anno i due ultra quarantenni si stanno ancora giocando il titolo in Superbike, ancora in sella alla velocissima Aprilia RSV4: per ora comanda Max, in virtù di una condotta di campionato attentissima e regolare. Vedendolo guidare (come pure per Checa) si direbbe che per lui gli anni non siano passati, perché è ancora tremendamente efficace, oltre a poter contare su un enorme bagaglio di esperienza.
Qui sotto una gallery con alcuni momenti importanti della carriera di Biaggi.
Comunque sia e comunque vada: buon compleanno Max!
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