L’atlante del tempo
Quello di Joan Blaeu è un nome poco noto, come la sua storia. Eppure è l’autore del libro più costoso del diciassettesimo secolo. Non si tratta di un bestseller, ma bensì di Atlas maior, una raccolta in 11 volumi scritti in latino e contenenti 594 mappe. Quella del più importante cartografo olandese è un’opera mastodontica, intrisa di storia e costruita in anni di duro lavoro a fianco del padre e del fratello. Nonostante fosse dottore in legge, privo di strumenti tecnici, armato solo di compasso e pazienza, le sue carte sono opere di altissimo livello tecnico. Dopo la morte del padre venne eletto cartografo della Compagnia olandese delle Indie orientali e successivamante membro del consiglio cittadino di Amsterdam. Se un incendio non avesse distrutto il suo lavoro avrebbe pure pubblicato un trattato di cosmologia. Taschen, a distanza di 356 anni, ripubblica una versione integrale corredata di testi critici di Atlas maior: 512 pagine, 50 euro. Un viaggio nel tempo e nella storia, solcando continenti, oceani e, soprattutto, le onde della fantasia.
Ray Banhoff
10 commenti
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poco rider questo….. vero?
Ray, se posso, vorrei darti una mano perchè ti vedo male in arnese. Fai una recensioncina al libro “Cafe Racer: The Motorcycle Book Review” di Mike Seate. E’ in inglese (in italiano c’è un pò pochino), ed io ce l’ho. Penso che ne valga la pena averlo. Credimi: molto più rider di quanto tu possa credere. Tra Verona e Yokohama, ci stà bene.
Solo per darti una dritta, senza offesa, senza credermi dio in terra (anzi), ma per la simpatia che ho per Ungaro ed il Cék.
Poi, lo sò che non è facile riempire il blog di cose sensate… però difficile dire che il giba non abbia ragione…
See you
Acci bellissimo questo !!! !!! !!!
In latino poi!!!
Siete grandi a scovarci queste notizie… mi piacerebbe darci un’occhiata!!! Grazie Ray !!!
Ah, PS: ma come fate a dire che un cartografo è poco rider??? ??? ???
Allucinante!!!
Mah…
… … … … … … … … … … e puntini all’infinito per Giba… … … … … … … … … … …
Ad impossibilia nemo tenetur… anche se rimango una vox clamantis in deserto: Rider=benza!
See you girl!
ALLORA!!!PARLATE COME MANGIATE!!
Sono ignorante!!
Comunque qui di Riders non c’è nada de nada.
anch’io non so il latino mi sono sempre rifiutato di impararlo non me ne frega una minchia anche se intuitivamente ci si potrebbe anche campanare ma di mettermi lì a studiare una lingua morta e sepolta mi pare una forzatura cattolica…cioè abbiamo lottato per avere una lingua parlata ceh non fosse quella ereditata dai distruttori di roma…
da un lato però ha ragione anche la yaya a dire che il documento di un cartografo non può non essere rider…a meno che uno non preferisca andare in giro in moto a sentimento senza carte geografiche…e allora anch’io preferisco andare in giro senza carte…al massimo chiedo alla gente che se parla una lingua che non capisco dico il nome della città e mi ci indirizzeranno
Per quello che dico: forse meglio recensire un libro in inglese più attinente al nostro mondo…
See you
va bè ma ray banhof deve proporci cose colte per elevare il nostro livello…ma io mi ricordo una cazone caro ray banhof che tu sicuramente non ricordi che dice: without a pause i’m lowerin my level…from a rebel it’s final on a black vinil…ecc. comunque vedrai che se lo legge lui
^_^
Heilààà!!!
Beh, Christian, a parte che il latino sono le origini della nostra lingua italiana ed è sbagliato parlarne con disprezzo… … … anche perché, per chi l’ha studiato, è bellissimo!!!
In ogni caso come si può considerare NON Riders gli antenati dei nostri ormai ‘cari e indispensabili’ NAVIGATORI SATELLITARI ??? Chi ha esplorato coste, vallate, catene montuose, per poter tracciare su carta le mappe… è quasi come dire che è inutile conoscere e studiare chi è stato l’inventore della moto o del motore a scoppio o dell’aereo…
Sarà perché la storia mi è sempre piaciuta… l’evoluzione dell’uomo, delle cose, delle idee… mai rinnegare il passato perché ci ha portato dove siamo oggi.
Ya.
bè perchè? alcune cose del nostro passato sono veramente deplorevoli per cui ne paghiamo ancora e soprattutto oggi comunque non si può dire che non sia interessante una roba del genere e se dico delle robe è per prendere in mezzo ray banhof ma sarà sicuramente un bel libro e un’occhiata non mi spiacerebbe darla pur non capendo cosa dirà ma chi se ne frega una mappa è una mappa e si legge a occhio