Nov 20

Bylot. Brianzola d.o.c.

Category: Moto  News  

apbylApri la saracinesca e trovi qualcosa che ti fa battere il cuore: una moto da fuoristrada di ieri. A dire il vero, sembra di ieri ma è di oggi, perché è un modello nuovo. Si chiama Bylot ed è brianzola doc, lo dice il suo nome. E il suo papà

Enrico Farina (nella foto sotto a cavallo della sua creatura) è un collezionista di moto monzese e gentleman rider specializzato in moto da fuoristrada anni Sessanta e Settanta. Ama talmente le moto di ieri che alla fine ha pensato a una tutta sua. Talmente sua che se l’è costruita in casa, con l’immagine di ieri e la tecnologia di oggi. Il risultato è la Bylot Six Days 175, visibile nella foto. Il nome deriva da bilòtt, un termine dialettale tipico della zona di Monza. Riportato sul serbatoio della moto guadagna una y e perciò si pronuncia all’inglese, ovvero Bàilot.

Enrico Farina e BylotLa Bylot è piaciuta agli amici storici di Farina, sensibili e appassionati quanto o più di lui, al punto di incentivarlo a metterla in vendita. Così, in quattro e quattr’otto, la Bylot 175 si è ritrovata sotto i riflettori di Eicma 2012. E il successo, come prevedibile, non è mancato.

Com’è fatta Il motore è un monocilindrico di produzione giapponese: Takegawa 200 cc raffreddato ad aria a cinque marce, di derivazione pit bike, capace di 26 cavalli di potenza.

Il telaio è tubolare in acciaio al cromo molibdeno, con ruote Alpina e sospensioni Ceriani (forcella) e Ohlins (ammortizzatori posteriori). La Six Days pesa 87 chili e costerà a seconda dell’equipaggiamento personalizzabile tra i 5 e i 6.000 euro.

Farina nel frattempo sta già pensando a domani: in testa ha anche una stradale, tipo spillo, che chiamerà Monza dotata di motore 190 cc a 4 valvole.

Aspettando l’omologazione della Six Days e di visionare la Monza, facciamo un grande in bocca al lupo al neo marchio Bylot.

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