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Motomondiale 2012. Le nuove regole All’inizio del campionato di MotoGP e CRT manca ancora parecchio tempo, ma è meglio farsi trovare preparati. I regolamenti sono leggermente cambiati, vediamo punto per punto le novità. Warm Up (continua...) -
Riders 49 (-4). Harley-Davidson Severa Quarta anteprima Non serve necessariamente andare dall’altra parte del mondo per trovare belle special. Quella di cui parliamo su Riders 49 l’abbiamo trovata a Mantova, da Roberto Rossi, proprietario del (continua...)
Riders 49. Dovizioso: «Basta tattiche, ora colpisco d’istinto»
È lui l’uomo copertina di Riders 49!
Ritrovare se stesso Andrea sta ancora esplorando i limiti propri e quelli degli avversari. L’autostima e, soprattutto, se stesso. Nella cover story di febbraio, cerchiamo di capire insieme a lui quel pizzico che gli manca per vincere in MotGP. La conclusione è racchiusa nella frase che lui stesso strilla in copertina e che riportiamo qui nel titolo.
2012 in Yamaha Questo, alla fine del rapporto decennale con la Honda, che lo ha portato, inutile nasconderlo, come scelta di ripiego, seppur ancora in MotoGP, in sella alla Yamaha Tech 3, cioè quella satellite. Cosa succederà in questo 2012, non lo sa nessuno, ma di sicuro nel confronto con Riders Dovi ha tirato fuori qualcosa di nuovo: la grinta vera. Speriamo solo che riesca a riportarla tra i cordoli.
Tratti di carriera Campione del mondo 125 nel 2004, sigillo di eterno secondo in 250 e approdo in MotoGP, dove ha fatto sempre vedere buone cose senza mai fare il salto vincente. Nonostante ciò, ha avuto l’occasione più ambita da tutti, ovvero quella di correre con la Honda ufficiale del team HRC. Relazione terminata a fine 2011 con un onorevolissimo terzo posto finale in campionato, dietro ai due mostri Stoner e Lorenzo.
Cosa vi aspettate da lui quest’anno?
PS Riders 49 sarà in edicola da giovedì 9 febbraio.
9 commentiRiders Bar. Otto minuti e ventiquattro secondi
In attesa di Riders 49, dal 9 febbraio in edicola (anzi, occhio che oggi vi sveliamo la copertina con il personaggio di febbraio) vi parliamo di questo cortometraggio che non ha nulla a che vedere ma che ci piace molto, per la storia che c’è dietro.
Claude Lelouch nel 1976 fece discutere per il breve film C’était un rendez-vous, in cui mostra dalla prospettiva del pilota, otto minuti di guida spericolata per il centro di Parigi. Il filmato sparì dalla distribuzione per numerosi anni e il regista fu persino arrestato. Recentemente (2006) lui stesso ha spiegato il “making of” di quel cortometraggio-verità, smentendo alcune leggende secondo le quali alla guida si trovasse il pilota professionista di formula1 Jacky Ickx a bordo di una Ferrari: il regista, infatti, afferma di aver condotto egli stesso la propria Mercedes. E la leggenda rimane irrisolta…
Per la cronaca: Claude Lelouch (Parigi, 30 ottobre 1937) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico francese.
Buona settimana e a più tardi con il cover man del mese!
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Seventy-Two. Ecco la nuova Sportster!
Tempo di 72 Vi era piaciuta la Harley Davidson Forty-Eight? Il suo successo è stato clamoroso. Bene, ora c’è la Seventy-Two, la nuova Sportster che vi porterà indietro nel tempo, all’epoca in cui i tipi giusti guidavano una Sting-Ray e quelli tosti parcheggiavano i loro chopper in fila indiana a bordo strada. Moto che erano caratterizzate da linee snelle ed allungate, da ricche cromature che scintillavano sotto il torrido sole dell’estate e da carrozzerie in tonalità apple-candy.
Dalla verniciatura Hard Candy Big Red Flake, al manubrio Mini Ape, fino alle gomme con sottile spalla bianca, la Seventy-Two è richiama quell’epoca e la cultura custom, ancora oggi molto viva, che si respira lungo il Whittier Boulevard, la leggendaria strada di East Los Angeles, luogo di passaggio per eccellenza di queste moto e nota con il nome di Route 72.
La vernice Metal Fla
ke, un elemento iconico degli anni 70, caratterizzava molti oggetti dell’epoca: dai rivestimenti delle dune buggy, alle tappezzerie in vinile dei tipici diner, fino alle moto custom. Harley-Davidson riporta in vita questi scintillanti colori con la vernice Hard Candy Big Red Flake della Seventy-Two.
L’esclusiva sella monoposto è progettata per lasciare in bella vista gran parte del corto parafango posteriore, oltre che per offrire una migliore visuale delle parti verniciate del Seventy-Two. Il gruppo di trasmissione è rifinito con verniciatura a polvere grigia, coperchi valvole cromati, oltre a un nuovo filtro aria rotondo con coperchio concavo. Il classico serbatoio Sportster Peanut da 7,9 litri aggiunge al Seventy-Two il tocco di stile finale.
Motore V-Twin Evolution da 1200 cc, raffreddato ad aria, coppia massima di 96Nm a 3500 giri, con iniezione Elettronica Sequenziale.
2 commentiSoftail Slim. Una custom old school
Harley-Davidson Softail Slim m.y. 2012
Una moto che incarna lo spirito delle custom di vecchia scuola. Design minimalista, linea snella e filante, dettagli rétro e poche cromature.
Spogliate una Harley-Davidson Softail di tutto il superfluo e ciò che resta da vita al nuovo modello Slim. A partire dallo snello retrotreno fino all’elegante e corto parafango anteriore, lo Slim rappresenta semplicemente il non plus ultra dell’essenzialità: pochi coperchi, sella monoposto, cerchi e pneumatici di dimensioni inferiori e cromature ridotte all’osso.
Ciò che resta del modello di partenza è solo il profilo originario tipico dei Softail e l’iconico stile H-D che richiama le classiche custom bobber degli anni 50.
Motore Twin Cam 1030 da 1690 cc raffreddato ad aria, fissato rigidamente al telaio e con di contralberi di bilanciamento e di un sistema di rilascio automatico della compressione. Coppia massima di 132 Nm a 3250 giri. Scarichi Shotgun sovrapposti cromati, con terminali a taglio obliquo. Abs di serie. Colori disponibili: Vivid Black, Denim Black e Ember Red Sunglo.
1 commentoRiders 49 (-5). Keith Flint
Terza anteprima Fra i Riders Man di questo mese c’è un cantante, ma di certo non uno qualunque. Ama le moto, tanto da avere pure un suo team e esserne il pilota. Il suo nome è Keith Flint. L’abbiamo incontrato e intervistato per voi, su Riders 49 a pagina 166.
Adrenalina L’adrenalina dà assuefazione. Anche se ti chiami Keith Flint, sei il cantante dei Prodigy e hai il corpo trapuntato di tatuaggi e di piercing, Ecco perché Flint corre nell’Endurance inglese con un suo team, adora la Superbike e sogna la otto ore di Suzuka. Durante l’intervista ci racconta del perché ha iniziato con le due ruote, del fratello diviso tra marijuana e Kawasaki Z1000 modificate. Lui definisce la velocità come… «controllare questo cazzo di stallone meccanico e impedirgli di privarti della vita», e molto altro ancora.
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Riders 49 (-6). Una corsa memorabile
29 settembre 2002, Imola. Ultima gara del World Superbike. Il titolo si decide sul filo del traguardo, questione di decimi di secondo: Troy Bayliss e Colin Edwards sono i contendenti al trono. Gli appassionati sanno come andò a finire, ma non è quello che conta più di tanto.
Forse, una gara così non la vedremo più. O forse è solo retorica, perché il bello del motociclismo è che non è mai scontato o prevedibile.
Un metro di staccata di troppo o una bandiera rossa sventolata pochi giri prima di quella a scacchi, di sicuro per molti è la corsa del secolo. L’apice della Superbike, ma anche la chiusura epica della sua epoca d’oro, prima che la MotoGP catalizzasse l’attenzione e i piloti migliori sulle quattro tempi.
Riders 49, attraverso le parole di alcuni protagonisti di quella gara corsa sul filo del rasoio dai protagonisti, vi riporta indietro nel tempo. Questo pezzo apre il cuore del numero di febbraio, dedicato, appunto alla Superbike che inizierà il mese prossimo, a marzo. All’interno troverete, tra laltro anche i medici della clinica mobile (a pagina 98), l’intervista all’astro emergente Eugene Laverty (pagina 167).
A domani, con al prossima anticipazione, e iniate a entrare nell’orbita cover perché verrà svelata a breve…
27 commentiRiders 49 (-7). Quelli della Sand Race
Tempo di Riders 49! Dopo due interminabili mesi di assenza, vi ringraziamo per aver pazientato e siamo felici di annunciarvi che fra una settimana arriverà nelle edicole Riders 49, quello di febbraio.
Prima anticipazione Lungo la costa inglese, si trovano molti villaggi turistici, che però, come tali, appartengono ad altri tempi. Uno di questi è quello di Mablethorpe, un posto che andava di moda all’epoca. Oggi restano solo ambienti e architetture, ma niente più vacanzieri. L’ambiente perfetto per una gara di moto su sabbia, l’unica del suo genere in Inghilterra. Si chiama Sand Race: centinaia di moto, furgoni, caravan nella sterminata pianura di sabbia, è la Mablethorpe Sand Race.
Un po’ enduro e un po’ dirt track La particolarità della gara sono le moto: di ogni genere, mastodontiche stradali con gomme tassellate o endurone riadattate. La corsa sulla spiaggia resiste da 40 anni perché è fedele a se stessa: aperta a chiunque. Quelli della Sand Race sono piloti da poco, ma così devoti alle corse che tra loro c’è anche chi supera i settanta anni.
7 commentiLa moto lascia il segno. Voi l’avete?
Le due ruote, si sa, lasciano segni, talvolta indelebili
Nel cuore, innanzitutto, dove si insinua e rimane per sempre. Ma anche sul corpo: quasi tutti i motociclisti hanno cicatrici o abrasioni, che raccontano un po’ il proprio percorso di vita su due ruote sin dai primi approcci.
Che sia la scottatura di uno scarico sulla gamba (vale anche come passeggeri) o il calcio di una pedivella di avviamento, una strisciata su terra o asfalto… vorremmo raccogliere i vostri segni.
In seguito vi spiegheremo a quale pro…
Se avete piacere di condividere con noi i “tatuaggi” che vi ha lasciato la moto, mandate la vostra foto via mail a questo indirizzo.
Perché la moto la si ama sempre e comunque, a prescindere.
25 commentiMotomondiale 2012. Le nuove regole
All’inizio del campionato di MotoGP e CRT manca ancora parecchio tempo, ma è meglio farsi trovare preparati. I regolamenti sono leggermente cambiati, vediamo punto per punto le novità.
Warm Up La novità principale permetterà ai piloti della classe regina di qualificarsi anche durate il warm-up: chi dovesse essere rimasto escluso dalla qualificazione durate le prove ufficiali, avrà ancora una possibilità. Per qualificarsi dovrà però ottenere un tempo pari ad almeno il 107% di quello realizzato dal pilota più veloce durante il warm up.
Prove libere Da questa stagione saranno ammesse le prove libere, con la moto ufficiale, anche durante il campionato. Rimane però il vincolo di un massimo di 240 gomme a disposizione per ogni squadra ufficiale e 120 per quelle private, nell’arco dell’intera stagione. Non più quindi solo collaudatori in pista durante la settimana, ma anche i piloti ufficiali: di sicuro ne gioverà lo sviluppo delle moto.
Luce e sicurezza In caso di pioggia, le moto, di tutte e tre le categorie, dovranno avere una luce rossa posteriore accesa. Più visibilità e più sicurezza, che è anche aumentata dalla possibilità di usare le termocoperte fino a un minuto prima della partenza.
Pesi Cambiano i limiti di peso minimo consentito: per le MotoGP 1000 si passerà dagli attuali 153 Kg a 157 Kg nel 2012 a 160 Kg nel 2013.
Cerchi Sulle Moto3 sarà possibile montare soltanto cerchi anteriori da 2,50” x 17”, posteriori da 3,50” x 17”.
Avviamento Dalla prossima stagione sarà utilizzabile quel magico pulsantino del motorino d’avviamento per l’accensione delle moto.
Controlli La direzione di gara potrà sanzionare oltre ai piloti e ai team, anche gli organizzatori dei GP.
2 commentiHoleShot per i Kawasakisti!
Operazione HoleShot Kawasaki KX250F 2012
Kawasaki parte di slancio e supportando chi acquista una KX250F MY2012, dal 1 Febbraio 2012, omaggiandolo di un Kit tecnico ed estetico composto da: mascherina porta numero, convogliatori aria sx e dx, fianchetti, parafanghi anteriore e posteriore, due filtri aria, coppia di pastiglie freno anteriore e posteriore, leva frizione, leva freno, filtro olio, due anelli fermo spinotto, spinotto, set fasce elastiche, pistone, otto dischi frizione conduttore, catena di trasmissione finale, corona da 47 denti, pignone da 13 denti. Praticamente, una moto di scorta. Valore del kit 1.200 euro.
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